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L’allenamento in montagna dell’informazione

“Il pensiero di un maestro di sci” di oggi si intitola: L’allenamento in montagna dell’informazione

Per una volta dimentichiamo le polemiche sollevate dai media riguardo code e assembramenti agli impianti e parliamo invece di allenamenti.

Gli stessi che hanno permesso a tutti gli azzurri, uomini e donne, di occupare le prime pagine dei giornali sportivi in questo inizio di stagione decisamente bello per i nostri colori.

Perché parlo di allenamenti? Per ribadire le capacità organizzative di quelle stazioni che, in questo periodo di stop allo sci turistico, hanno consentito agli atleti di allenarsi con continuità.

Oggi, proprio nelle dirette Rai TV dalla Val d’Isère, Paolo De Chiesa e Davide Labate, hanno ricordato ai telespettatori la qualità degli allenamenti svolti sulle nostre nevi di casa, in particolare citando Cervinia, stazione finita ultimamente nell’occhio del ciclone per presunte code agli impianti e telecamere oscurate.

Una faccenda, quest’ultima, che ha diviso l’opinione pubblica tra colpevolisti e innocentisti, dimenticando però il “vero” soggetto: quello di garantire agli atleti la possibilità di allenarsi seriamente su piste preparate ad hoc.

Ricordando, per chi non ne fosse a conoscenza, che qualsiasi prestazione agonistica richiede una seria e accurata preparazione, oggi più difficile da attuare per le limitazioni dovute dal Coronavirus.

Ancora ieri alcuni quotidiani titolavano e raccontavano del comprensorio di Piancavallo, Sappada, Zoncolan e Tarvisio “preso d’assalto da 500 sciatori agonisti” o della pista (anzi fuoripista) del Cornetto di Folgaria scelta da tanti sci-alpinisti per aggirare i divieti allo sci dai non atleti e godersi una bella discesa.

Viene da pensare che a molti giornali, e non soltanto a una parte della politica, lo sci proprio non piaccia.

Intanto il numero dei tamponi in Italia è calato. E l’idea di renderlo obbligatorio per chi decide di fare una vacanza in montagna, sembra si sia sciolta come neve al sole.

In tutta questa “centrifuga mediatica”, riguardo appunto l’affollamento, sono finite nel mirino di una certa stampa e sui social, proprio quelle località che, guarda caso, sono rimaste aperte per ospitare gare e allenamenti, binomio senza il quale lo sci agonistico verrebbe meno.

Un titolo bello da leggere, al contrario di sterili polemiche e facili giustizialismi su code e assembramenti, potrebbe invece recitare così. “L’Italia vince in Coppa del Mondo e in Coppa Europa con le sue piste di gara e allenamento“. Questo si che farebbe bene allo sci.

Come i complimenti alle nostre splendide campionesse denigrate da alcuni social soltanto perché hanno espresso opinioni diverse circa la montagna e lo sci. L’allenamento in montagna dell’informazione L’allenamento in montagna dell’informazione

Walter Galli
P.S. La miglior difesa è l’attacco. Difendersi è attaccare per primi. Come? Dimostrando che la montagna è pronta con i suoi protocolli. Alla faccia di chi le vuole male. Comunque sempre molti di meno di quanto una certa informazione lasci intendere.

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About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.