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L’anticamera delle Squadre nazionali

Il riassunto conclusivo del preparatore Walter Stacco riguardo al raduno atletico di Formia degli Osservati, gruppo che di fatto si rivela come l’anticamera delle Squadre nazionali.

Dal diario di bordo della nave stellare DASI (Direzione Agonistica Sci Alpino)… Stiamo parafrasando l’inizio di ogni capitolo della famosissima saga fantascientifica “Star Trek”. Dove si raccontano le vicende trascorse dall’equipaggio della nave stellare Enterprise, nel corso delle sue esplorazioni nel cosmo già profondo e sconosciuto.

Anche a Formia si è parlato di esplorazione, nella ricerca di futuri campioni, partendo dalla selezionata base dei talenti della categoria “giovani” dello sci alpino italiano.

L’ambizioso programma nasce dalla consolidata base del progetto S.A.L.T. (Sviluppo Atleta a Lungo Termine) voluto dal Presidente Flavio Roda. E che trova sulla tolda di comando Roberto Manzoni già responsabile di molte attività federali. E il tecnico responsabile, con un passato in Coppa, Alexander Prosch.

Per entrambi un compito arduo. Quello di organizzare un gruppo di giovani atleti, provenienti da ogni parte d’Italia, in raduni tecnici sulla neve e raduni di preparazione fisico-atletica.

Tra pochi giorni, allo Stelvio, saliranno in due momenti diversi, le femmine e i maschi del gruppo velocità, con aggregati gli altri osservati, classificati come polivalenti.

Ma a Formia, a cavallo tra luglio e agosto, nella località marina laziale, ai confini con la Campania e di Gaeta, noto luogo di marinareschi eventi (motivo associante sci con mare e navigazione), il gruppo osservati era al completo. Discipline tecniche, velocità e polivalenti.

Ringraziando l’Alto Ammiragliato a Comando di Roberto Manzoni, per il secondo anno consecutivo, anche SciareMag era presente nella forma del sottoscritto.

E per Senza Scarponi abbiamo riportato la cronaca di quei giorni, intervistando alcuni protagonisti in rappresentanza delle 50 persone impegnate nel creare connubio tra scienza, pratica e allenamento.

Alcuni punti meritano però di essere sottoposti all’attenzione del nostro mondo in quanto questa seconda esperienza, ha delineato anche delle caratteristiche di rilievo, emerse dopo un anno dall’esordio a Formia degli Osservati.

Osservati” termine entrato ormai nel comune dello sci alpino giovanile d’eccellenza, tanto che qualcuno se ne è appropriato per definire, a sua volta, un gruppo di giovani talentosi. Coloro che, se non “ufficialmente” in squadra, restano comunque dei soggetti su cui porre attenzione per l’immediato futuro.

Non si tratta quindi di una “riserva” o di una squadra di seconda categoria. Bensì un nucleo selezionassimo di giovani. Che vengono direttamente seguiti dallo staff federale, per poter migliorare le proprie capacità. E quindi poter dimostrare le potenzialità che li pone ai vertici della sci alpino giovanile nazionale.

Siamo in presenza di potenziali atleti che, affinando di poco le loro abilità, potranno accedere all’ingresso principale delle blasonate maglie azzurre. Dallo scorso anno possiamo dire che il progetto osservati ha dato i suoi frutti. Che poi sono i nomi delle atlete e atleti entrati nelle compagini nazionali.

Cosa si può dire, oltre a ciò, rispetto alla realtà vissuta nell’estate 2019? Dove alcuni suoi componenti erano presenti anche quest’anno e dove abbiamo anche visto validi “2003” essere tra loro?

Da parte nostra possiamo dire che l’atteggiamento notato nel contesto del raduno, rispetto allo scorso anno, ha assunto una forma di maggior consapevolezza nei confronti del progetto.

Tutti i giovani presenti hanno seguito i test, le lezioni teoriche e gli allenamenti con una intensa volontà e desiderio di partecipazione.

Ben coscienti che la presenza al raduno atletico di Formia, oltre a essere un momento di condivisione e confronto tra i vari specialisti (discipline tecniche, velocità e polivalenti), era anche un momento di massima attenzione.

Con il lavoro altamente specializzato dello staff tecnico, capace di trarre notevoli dati scientifici a favore della crescita individuale e di gruppo dello sci alpino italiano.

Il raduno di Formia può essere sintetizzato in tre momenti tecnici ben distinti.

1.     La rilevazione di dati scientifici attraverso test specifici atti a trarre informazioni relative alla valutazione funzionale del giovane atleta.

2.     L’informazione relativa all’allenamento e alle metodiche di preparazione fisico-atletica e anche alla salute psico-fisica dell’atleta. In questo contesto, rispetto allo scorso anno, si sono avuti dei momenti in cui l’aspetto cognitivo era stimolato attraverso un confronto con lo staff tecnico e della commissione medica federale.

3.     L’allenamento vero e proprio , attraverso la partecipazione attiva a laboratori monotematici riguardanti le varie componenti utili da allenare per lo sciatore di livello.

Analizzando più nello specifico i punti di cui sopra, già presenti nelle cronaca degli articoli precedenti. E parlando di quanto SciareMag era presente, possiamo citare il test di valutazione funzionale di stabilità (nelle sue componenti di equilibrio e core) noto come YBT Test.

Il YBT è uno semplice strumento di misurazione che però, attraverso una sistematica procedura e un’invidiabile banca dati, rileva la capacità di equilibrio e stabilità di un soggetto.

Qui il soggetto esegue semplici movimenti mantenendo l’equilibrio sulle piattaforme mobili presenti sul dispositivo, che è anche atto alla misurazione degli spostamenti effettuati.

Il dato definitivo risulta dalle diciotto misurazioni per atleta, dopo che la stessa ha effettuato un idoneo riscaldamento e provato il test “a secco” per più volte.

In definitiva solo per il YBT sono state effettuate circa 650 misurazioni, che sommate agli altri test fatti, danno un numero di misurazioni incredibili che giustificano le 6/8h al giorno dei due giorni impiegati per giungere a “conoscere” ogni singolo “osservato”.

Questo, sotto molteplici aspetti delle capacità motorie utili alla prestazione sportiva di alto livello nello sci alpino.

Tutti i dati, poi, non sono fini a se stessi, ma in ordine di utilizzo, vengono consegnati ai singoli e possono fruirne sia gli Sci Club che lo staff tecnico dei Comitati di appartenenza.

Infatti uno degli obiettivi del programma è l’interazione tra la D.A.S.I., che è la  componente centrale, e tutta la vitale rete periferica. Che nasce dallo sci club fino all’organo territoriale che è il Comitato.

Ovvero il principale elemento di selezione, prima dell’approdo alla convocazione dell’ente centrale, che si occupa, come in questo caso, della ricerca e sviluppo del talento giovanile.

Altro aspetto importante e curato nei minimi dettagli nel corso del raduno, è stata la volontà del Comando di porre ogni componente dell’equipaggio in grado di acquisire competenze nell’ambito della preparazione fisico-atletica. Attraverso laboratori mirati alla prestazione e insegnamento.

E poi tecniche e procedure nei vari contesti degli stimoli allenanti utili al giovane sciatore di alto livello.

Sempre in riferimento alla presenza di Senza scarponi, il laboratorio specifico in atto a Formia, riguardava tutte le procedure allenanti. Quelle che si possono effettuare sul campo di atletica leggera.

Ma facilmente trasferibili ad altri elementi (come l’utilizzo della bicicletta o altre strumenti ) atti al miglioramento e potenziamento delle dinamiche metabolico-energetiche inerenti allo sforzo fisico.

In questo laboratorio si è parlato di resistenza generale e specifica, applicando sul campo i concetti acquisiti con metodiche codificate a livello internazionale e supportate da evidenze scientifiche universali.

Cosi come si è parlato e agito sulle tecniche e capacità di corsa, rapidità del gesto, velocità di esecuzione e resistenza alla velocità, tipiche necessità, diremo obbligatorie, per uno sciatore.

Mentre in altri laboratori si è parlato di forza, agilità, destrezza, componenti essenziali e dinamicamente più “simpatiche” parlare e agire nell’ambito della resistenza e quindi interagire con la fatica, ha messo a dura prova la compagnie degli osservati.

Che però hanno risposto in maniera egregia, dimostrando come ormai anche nello sci, gli atleti hanno raggiunto una consapevole maturità. Soprattutto nel comprendere come la resistenza alla fatica e il protrarre lo sforzo nel tempo, siano una prerogativa di uno sport, che di primo acchito può sembrare “senza fatica”.

Ormai, materiali, piste “trattate” velocità e G-negativi fanno di ogni curva uno sforzo notevole. Che ripetuto comporta livelli di affaticamento notevole, in un contesto nel quale, l’attenzione al gesto non può certo diminuire, previo errori che possono anche avere spiacevoli conseguenze.

Quindi sulla pista rovente del campo di atletica di Formia, al fianco di atleti olimpici i nostri giovani hanno spinto i loro mortori alla ricerca del limite e hanno anche imparato a gestirlo, attraverso le metodiche e la guida degli esperti del settore.

Ricordiamo che nello staff dei 15 tecnici preposti dalla D.A.S.I. erano presenti i preparatori atletici di alcuni squadre nazionali e anche il preparatorie del gruppo Èlite donne. Che quest’anno ha visto in Federica Brignone la leader vincitrice della Coppa del Mondo, virtuale madrina dei sogni di ogni giovane talento presente a Formia.

A Formia era presente anche Luisa Chiesa, unico elemento femminile dello staff. Donna “dal polso di ferro”, tanto da valerne l’appellativo di nostromo…

A Lei l’ultima intervista di rito, sperando che dei due raduni fatti, per proverbio, non manchi il terzo, augurandoci di vederci sempre “sul campo” per raccontarvi la cronaca di questa lodevole e speranzosa iniziativa della FISI.

Luisa Chiesa collabora dal 2012 a oggi con la Scuola Tecnici Federali STF in diversi progetti. Tra questi “Quando la neve fa scuola”. “Corso Preparatori Atletici e Fisioterapisti esperti di Sci Alpino”.  “STF Academy”. “Batteria test atletici Fisi Young”.“Progetto Osservati 2019 e 2020”;

All’interno del raduno di Formia di cosa ti sei occupata?
Mi sono occupata della batteria Fisi Young. I ragazzi, infatti,  durante le  prime due giornate di raduno, sono stati sottoposti a diversi test atletici. Tra i quali anche la batteria Fisi Young.

Questa batteria, prodotta e pubblicata dalla FISI già da alcuni anni, contiene una serie di test da campo,. Quindi facilmente riproducibili (senza bisogno di particolare attrezzatura) e misura una serie di capacità quali la resistenza, la forza esplosiva, la destrezza, ecc…

Una volta fatta la fotografia della situazione atletica, nelle successive 4 giornate i ragazzi si sono cimentati nei 4 laboratori. Oossigeno, Forza con sovraccarichi, Forza a carico naturale e abilità.

L’idea dei 4 laboratori è sicuramente dettata dal modello prestativo che richiede lo sviluppo armonico di queste 4 macro aree.

Impossibile pensare a uno sciatore bravissimo sotto l’aspetto aerobico, ma incapace di alzare un bilanciere o viceversa. L’atleta “perfetto”, almeno dal punto di vista motorio, dovrebbe essere quello che possiede un giusto mix di queste componenti. E abbia sviluppato quindi una serie di competenze su più fronti.

Curiosa anche l’analisi dei dati che abbiamo fatto. Il 90% dei ragazzi presenti al raduno di Formia ha dichiarato che fino a 14 /15 anni praticava a livello agonistico almeno un altro sport oltre allo sci alpino. Per livello agonistico si intende 2 volte alla settimana per una durata di almeno 6 mesi.

Questo a sottolineare come i giovani più promettenti nello sci alpino non abbiano solo sciato da piccoli. Al contrario hanno sviluppato un ventaglio di capacità che poi sono stati bravi ad adattare e utilizzare in base alla situazione o al compito motorio richiesto.

Come hai trovato i ragazzi coinvolti nel progetto “Osservati”?
Ho trovato un bel gruppo a Formia, ragazzi desiderosi di apprendere e sempre disponibili a fare qualsiasi proposta di allenamento gli venisse fatta. Nonostante alcuni giorni facesse davvero caldo e le ore di lavoro fossero parecchie.

Sicuramente questo raduno è servito agli “Osservati” per capire tante cose. Ad esempio, a che punto sono della loro preparazione. Se hanno punti deboli su cui lavorare. Inoltre hanno potuto sperimentare nuove metodologie di allenamento e infine allenarsi anche un po’!

Cosa ne pensi?
I ragazzi abbiano capito l’importanza di questo progetto, di quanta fatica e di quanto impegno ci sia da parte della Federazione nell’organizzare questi raduni. E in generale che questo percorso tiene conto dei giovani del futuro!

È certamente molto virtuoso da parte della Federazione provare ad allargare la base della piramide. Se è pur vero che in cima ce ne sta solo uno (quello che vince), a livello giovanile è pericoloso fare una selezione troppo mirata. Si rischia di perdere, per prematuro abbandono dei potenziali futuri Campioni. Per questo motivo ritengo che investire in questi 36 ragazzi sia una scelta molto lungimirante in vista anche di Cortina 2026!

Permettimi ancora un’ultima considerazione, perché andare fino a Formia per un raduno atletico?
Il centro di Preparazione di Formia non è stato scelto a caso. Intanto come dice il nome “centro di preparazione olimpica” significa che qui si possono trovare atleti di tutte le discipline. Dal beach volley, ai centometristi, dai saltatori con l’asta agli atleti della pesistica!

Questa contaminazione spontanea che si crea tra campioni di diverse discipline, produce, oltre ad una magia affascinante, anche un ambiente di apprendimento unico! I ragazzi hanno potuto vedere i migliori atleti di altri sport allenarsi. Bellissimo!

Il Centro di Preparazione Olimpica di Formia è centro fornito di attrezzatura all’avanguardia. Di numerose palestre, di campi da gioco di per ogni sport, di piscine e centro medico. In breve, è un posto in cui si respira storia in ogni angolo!

Tutti i più grandi atleti Italiani sono passati da Formia. Uno fra tutti, Pietro Mennea la “freccia del sud” a cui è intitolato il viale principale. La pista di atletica, lì a fianco, è proprio quella della famosa immagine dove lui corre con il suo allenatore Vittori in motorino!

Vorrei chiudere con una frase di Davide Tizzano (ex campione olimpico di canottaggio). Il direttore del centro, ha detto ai nostri ragazzi quando li ha incontrati il primo giorno. “Formia è un moltiplicatore di energia: fatene buon uso!” Penso che tutti (o almeno tutti gli sportivi), una volta nella vita, dovrebbero mettere piede in questo centro.

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Walter Stacco

Walter Stacco

Docente di Scienze Motorie e Sportive. Metodologo della Scuola Regionale dello Sport del CONI Lombardia. Docente facoltà di scienze motorie università di Pavia