ESG, Società Benefit, B Corp, carbon neutrality e governance stanno cambiando il modo di valutare le imprese della filiera della montagna. La Relazione d’Impatto 2025 di SPM offre un caso concreto per capire come l’industria stia evolvendo.
“Ci occupiamo di costruire prodotti. Perché oggi dobbiamo misurare anche il nostro impatto?”
È una domanda che molti imprenditori della montagna continuano a porsi. Per decenni la risposta sarebbe stata semplice. Un’azienda veniva giudicata per ciò che produceva, per la qualità dei suoi prodotti, per la capacità di innovare e per i risultati economici. Oggi quei parametri continuano a essere fondamentali, ma non sono più sufficienti.
La competitività industriale incorpora elementi che fino a pochi anni fa appartenevano ad altri ambiti: consumi energetici, emissioni, formazione del personale, sicurezza informatica, equilibrio di genere, relazioni con il territorio, governance, trasparenza dei processi decisionali, capacità di attrarre competenze e gestione della catena di fornitura.
Le direttive europee sulla rendicontazione della sostenibilità, la crescente diffusione dei criteri ESG, le richieste dei grandi gruppi industriali e l’evoluzione del sistema finanziario stanno modificando il modo in cui le imprese vengono valutate, finanziate e selezionate.
Per molte aziende della filiera della montagna questo cambiamento è già iniziato.
Chi produce impianti a fune, sistemi di innevamento, battipista, dispositivi di sicurezza, componentistica, elettronica o servizi tecnici riceve sempre più frequentemente richieste che riguardano aspetti estranei al prodotto: origine dell’energia utilizzata, politiche ambientali, formazione dei dipendenti, certificazioni, gestione dei dati, programmi di inclusione, strategie climatiche. Il prodotto resta centrale. Il modo in cui viene realizzato diventa parte integrante del suo valore.
DAL PRODOTTO AL SISTEMA
In questo scenario la seconda Relazione d’Impatto pubblicata da SPM S.p.A. Società Benefit rappresenta un caso di studio interessante. L’azienda di Brissago Valtravaglia è conosciuta soprattutto per il proprio contributo allo sviluppo delle competizioni di sci alpino. Nel 1978, insieme a Oreste Peccedi, sviluppò il palo snodato destinato a trasformare la tecnica dello slalom e a diventare uno standard internazionale.
L’innovazione, però, oggi non riguarda soltanto il prodotto, ma anche l‘organizzazione. La Relazione d’Impatto descrive infatti un sistema nel quale la sostenibilità viene trattata come un processo industriale, con obiettivi, indicatori, responsabilità e strumenti di verifica.
CHE COSA SIGNIFICA DIVENTARE SOCIETÀ BENEFIT
Molte imprese parlano di sostenibilità. Molte meno modificano il proprio statuto. La trasformazione in Società Benefit, avvenuta nel 2024, introduce un cambiamento giuridico prima ancora che organizzativo.
Accanto allo scopo di produrre utili, l’impresa assume formalmente l’impegno di perseguire finalità di beneficio comune e di renderne conto ogni anno attraverso una Relazione d’Impatto redatta secondo standard riconosciuti. La sostenibilità entra così nella governance aziendale. Diventa materia di pianificazione, richiede indicatori e produce risultati verificabili.
Le sei Finalità di Beneficio Comune individuate da SPM coprono un campo molto più ampio del semplice ambiente: qualità del lavoro, formazione, sviluppo del territorio, rapporti con il sistema scolastico, sostenibilità dei processi produttivi e collaborazione con clienti e fornitori.
IL SIGNIFICATO TECNICO DEL B IMPACT ASSESSMENT
Uno degli aspetti meno conosciuti riguarda il B Impact Assessment. Spesso il punteggio viene riportato come un semplice dato. In realtà rappresenta la sintesi di centinaia di indicatori che analizzano governance, lavoratori, comunità, ambiente e clienti. Nel caso di SPM il valore raggiunge 84,2 punti, superando la soglia di 80 necessaria per accedere alla certificazione B Corp. L’aspetto più interessante è il metodo. La sostenibilità smette di essere un concetto qualitativo e diventa un insieme di parametri confrontabili nel tempo.
GLI INDICATORI RACCONTANO L’AZIENDA
Osservando la Relazione emerge un elemento significativo. Ogni obiettivo viene associato a un indicatore. La formazione cresce da 34,5 a 48 ore medie per collaboratore. L’organico supera le 340 persone. Le donne rappresentano il 58% della forza lavoro. L’azienda mantiene la certificazione sulla parità di genere. L’energia acquistata proviene interamente da fonti rinnovabili. Il sistema di raffreddamento adiabatico riduce dell’80% i consumi energetici del reparto interessato. L’impianto fotovoltaico evita oltre mille tonnellate di anidride carbonica nell’arco di dieci anni.
Ricerca e sviluppo superano i 500 mila euro nel solo 2025. Presi singolarmente sono numeri, osservati insieme descrivono il funzionamento di un’organizzazione.
LA FILIERA DELLA MONTAGNA È GIÀ COINVOLTA
Il comparto montagna affronta una trasformazione analoga. Le aziende continueranno a competere attraverso innovazione, qualità costruttiva, affidabilità e assistenza tecnica. Accanto a questi elementi entreranno sempre più spesso parametri come efficienza energetica, durabilità, economia circolare, cybersecurity, benessere organizzativo e capacità di misurare il proprio impatto.vMolti bandi pubblici iniziano già oggi a premiare questi aspetti. Le grandi aziende internazionali li inseriscono nei processi di qualificazione dei fornitori. Gli istituti finanziari li utilizzano nelle valutazioni del rischio. La sostenibilità sta diventando un parametro industriale.
OLTRE IL MARKETING
Per anni il rischio principale è stato il greenwashing, cioè raccontare più di quanto si realizzasse realmente. L’evoluzione degli standard internazionali va nella direzione opposta.vIndicatori, Audit, verifiche, obiettivi e confronti annuali. La credibilità nasce dalla possibilità di misurare i risultati. Sotto questo profilo la Relazione d’Impatto di SPM assume un valore che supera i confini dell’azienda.
Mostra come una realtà manifatturiera storica possa integrare sostenibilità, innovazione e governance all’interno dello stesso modello industriale. Per la filiera della montagna il messaggio è chiaro. La prossima sfida riguarderà il modo in cui sceglie di costruirlo.
Le cinque sigle da conoscere
ESG – Criteri che valutano le performance ambientali (Environmental), sociali (Social) e di governance (Governance) di un’impresa.
Società Benefit – Forma giuridica introdotta in Italia nel 2016. Integra gli obiettivi di profitto con finalità di beneficio comune e impone la pubblicazione annuale di una Relazione d’Impatto.
B Corp – Certificazione internazionale rilasciata da B Lab alle imprese che superano la valutazione del B Impact Assessment.
B Impact Assessment – Sistema di valutazione sviluppato da B Lab che misura l’impatto complessivo di un’impresa su governance, lavoratori, comunità, ambiente e clienti.
Carbon Neutrality – Obiettivo di azzeramento delle emissioni nette di gas serra attraverso riduzione delle emissioni residue e, se necessario, compensazione.

1. L’evoluzione di SPM
Dalla nascita dell’azienda allo sviluppo del palo snodato, fino alla trasformazione in Società Benefit e all’obiettivo della carbon neutrality: innovazione di prodotto e innovazione gestionale seguono lo stesso percorso di crescita.
2. Il modello di sostenibilità
La strategia di sostenibilità di SPM si sviluppa su cinque aree integrate: governance, persone, comunità, ambiente e innovazione. L’obiettivo è generare valore economico insieme a benefici misurabili per tutti gli stakeholder.
3. Le cinque aree del B Impact Assessment
Il B Impact Assessment misura l’impatto complessivo di un’impresa in cinque ambiti. SPM ha ottenuto un punteggio complessivo di 84,2 punti, superando la soglia di 80 richiesta per la certificazione B Corp.
4. Investire nelle persone
Formazione continua, inclusione e valorizzazione delle competenze rappresentano alcuni degli indicatori attraverso cui l’azienda misura la crescita del proprio capitale umano.
5. L’impatto ambientale
Energia da fonti rinnovabili, riduzione dei consumi e contenimento delle emissioni costituiscono alcuni dei principali indicatori ambientali riportati nella Relazione d’Impatto 2025.
6. Dalla sostenibilità alla competitività
La sostenibilità entra nella strategia industriale come fattore di competitività: maggiore efficienza dei processi, riduzione dei costi, migliore accesso ai mercati e rafforzamento della reputazione aziendale.






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