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	<title>Notizie Archivi - SciareMag</title>
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	<title>Notizie Archivi - SciareMag</title>
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		<title>Marocco torna alle Alpi Occidentali: «Restituisco al territorio quanto ricevuto»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 13:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per otto anni ha portato il territorio dentro la Federazione. Adesso prova a fare il percorso opposto. Pietro Marocco lascia il Consiglio federale della FISI e torna a candidarsi alla presidenza del Comitato Alpi Occidentali con un&#8217;idea precisa: mettere al servizio degli sci club l&#8217;esperienza maturata ai vertici della Federazione. L&#8217;appuntamento con l&#8217;Assemblea regionale ordinaria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="186" data-end="522"><strong data-start="186" data-end="292">Per otto anni ha portato il territorio dentro la Federazione. Adesso prova a fare il percorso opposto.</strong> Pietro Marocco lascia il Consiglio federale della FISI e torna a candidarsi alla presidenza del Comitato Alpi Occidentali con un&#8217;idea precisa: mettere al servizio degli sci club l&#8217;esperienza maturata ai vertici della Federazione.</p>
<p data-start="524" data-end="1231">L&#8217;appuntamento con l&#8217;Assemblea regionale ordinaria elettiva è fissato per <strong data-start="598" data-end="619">venerdì 24 luglio</strong>, nella <strong data-start="627" data-end="695">Sala Convegni CONI, Blocco C, in via Giordano Bruno 191 a Torino</strong>. La prima convocazione è prevista alle ore 14, la seconda alle 15. Marocco è l&#8217;unico candidato alla presidenza. I delegati saranno chiamati anche a eleggere <strong data-start="853" data-end="880">sette consiglieri laici</strong> tra <strong data-start="885" data-end="1019">Gianluca Barale, Pietro Blengini</strong> (Presidente degli ultimi due mandati)<strong data-start="885" data-end="1019">  Matteo Cadei, Michele Fassinotti, Corrado Gamba, Simona Novara, Giampiero Orleoni e Dante Roggia</strong>, i due rappresentanti degli atleti fra <strong data-start="1059" data-end="1097">Daniel Allemand e Alessandro Mauro</strong>, il rappresentante dei tecnici <strong data-start="1129" data-end="1148">Roberto Saracco</strong> e il revisore unico <strong data-start="1169" data-end="1192">Carlotta Sebastiani</strong>.</p>
<p>Torniamo a Pietro Marocco:  dieci anni alla guida del Comitato piemontese avevano aperto, nel 2018, le porte del Consiglio federale. Otto stagioni che, ci racconta Pietro, gli hanno permesso di conoscere da vicino il funzionamento della FISI, i meccanismi decisionali e le opportunità che la struttura nazionale può offrire ai territori.</p>
<p>«<em>In Consiglio federale avevo portato l&#8217;esperienza del territorio, una sensibilità che non tutti hanno avuto la possibilità di vivere. Oggi torno con un bagaglio diverso. Conosco meglio la Federazione, le sue dinamiche e credo che questa esperienza possa diventare un valore aggiunto per gli sci club</em>.»</p>
<h3>Nel suo racconto ricorre spesso una parola: <strong>collegamento</strong>.</h3>
<p>Fra Roma e il territorio, fra gli uffici federali e le società sportive, fra chi governa lo sci italiano e chi ogni fine settimana organizza gare, allena ragazzi e tiene aperti gli sci club. «<em>Il territorio non conosce sempre tutte le opportunità offerte dalla Federazione. Allo stesso tempo la Federazione non percepisce fino in fondo alcune esigenze dei club. Il presidente di un Comitato deve rappresentare questo punto di incontro</em>.»</p>
<h3>La candidatura nasce anche da un sentimento personale.</h3>
<p>«<em>Quando sono stato eletto in Consiglio federale, la prima volta risultai il consigliere più votato, la seconda il terzo. Ho sentito grande affetto e tanta stima, non soltanto dal Piemonte ma da tutta Italia. Mi sembra giusto restituire al territorio quanto ho ricevuto, mettendo a disposizione competenze, relazioni e conoscenze costruite in questi anni.»</em></p>
<h3>Il programma guarda soprattutto alla base del movimento.</h3>
<p>«<em>Senza base non c&#8217;è altezza</em>», ripete durante l&#8217;intervista. Una frase che sintetizza la sua idea di Comitato. Sostegno agli sci club, formazione dei dirigenti, valorizzazione dei giovani, ricambio generazionale e capacità di fare squadra rappresentano i punti sui quali costruire il prossimo quadriennio. «<em>Abbiamo una certa età. È giusto far crescere nuovi dirigenti che possano raccogliere il testimone</em>.»</p>
<p>Marocco raccoglie anche l&#8217;eredità del presidente uscente Pietro Blengini, del quale riconosce il lavoro svolto. «<em>Il Comitato arriva da anni importanti. Gli atleti continuano a entrare nelle squadre nazionali, i club lavorano con professionalità e il movimento mantiene un ruolo di primo piano a livello federale. Pietro lascia un Comitato sano, sotto il profilo sportivo e organizzativo</em>.»</p>
<p>Lo sguardo si sposta poi sulla squadra che accompagnerà il prossimo mandato. Marocco parla di continuità, ma anche di energie nuove. Accoglie con soddisfazione il ritorno di dirigenti di esperienza, la conferma di Blengini all&#8217;interno del Consiglio e l&#8217;ingresso di nuovi consiglieri pronti a condividere responsabilità e progetti.</p>
<p>Un altro aspetto emerge con chiarezza. Entrare oggi in un Comitato regionale significa lavorare. «<em>Non basta indossare la giacca del Comitato. far parte del sodalizio regionale significa seguire commissioni tecniche, stare sul territorio, confrontarsi con gli sci club, dedicare tempo ed energie. Lo fai soltanto se ci credi davvero.</em>»</p>
<p>Anche la presenza di un solo candidato alla presidenza assume un significato particolare. Marocco la interpreta come il segnale di un ambiente compatto. «<em>Ho trovato un Comitato unito, con tanta voglia di lavorare insieme. È stato uno dei motivi che mi hanno convinto ad accettare questa sfida.</em>»</p>
<p>Nel finale dell&#8217;intervista il discorso torna sulla Federazione. Marocco rivendica il contributo che i presidenti regionali possono portare all&#8217;interno del Consiglio federale. Per questo guarda con favore alle candidature nazionali di alcuni presidenti regionali (Zecchini, Mellarini, Mosso&#8230;), convinto che l&#8217;esperienza maturata sul territorio rappresenti un valore aggiunto anche ai vertici della FISI.</p>
<p>Lo sport vive di risultati. I comitati, invece, crescono soprattutto attraverso le persone. Pietro Marocco riparte da qui. Otto anni trascorsi nei vertici federali gli hanno consegnato competenze, relazioni e una visione più ampia dello sci italiano. La candidatura alle Alpi Occidentali nasce dall&#8217;idea di riportare tutto questo là dove era iniziato il percorso: sul territorio.</p>
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		<title>Comitato Trentino: Raffaella Podetti candidata presidente: «Amo più i fatti delle parole»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 12:05:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Raffaella Podetti,  vicepresidente uscente del Comitato Trentino FISI, , ha ufficializzato la candidatura alla presidenza in vista dell&#8217;assemblea elettiva del 24 luglio. Una sfida che la vedrà opposta a Mauro Bonvecchio e che nasce al termine di un quadriennio vissuto accanto al presidente Tiziano Mellarini. «Sono una persona più di fatti che di parole». Una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Raffaella Podetti,  vicepresidente uscente del Comitato Trentino FISI, , ha ufficializzato la candidatura alla presidenza in vista dell&#8217;assemblea elettiva del 24 luglio. Una sfida che la vedrà opposta a <a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/comitato-trentino-fisi-mauro-bonvecchio-entra-nella-corsa-alla-presidenza/" target="_blank" rel="noopener">Mauro Bonvecchio</a> e che nasce al termine di un quadriennio vissuto accanto al presidente Tiziano Mellarini.</p>
<p>«<em>Sono una persona più di fatti che di parole</em>». Una frase pronunciata quasi all&#8217;inizio della conversazione e che accompagna l&#8217;intera intervista. Il programma, spiega, vale fino a un certo punto. Ogni presidente deve confrontarsi con bilanci, istituzioni, regolamenti e con le esigenze quotidiane degli sci club. Per questo preferisce partire dal lavoro svolto negli ultimi quattro anni e dagli obiettivi maturati sul campo.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132420" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Rafffa-azione.jpg" alt="" width="1200" height="1564" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Rafffa-azione.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Rafffa-azione-230x300.jpg 230w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Rafffa-azione-786x1024.jpg 786w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Rafffa-azione-768x1001.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Rafffa-azione-1179x1536.jpg 1179w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Rafffa-azione-990x1290.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Rafffa-azione-300x391.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Rafffa-azione-600x782.jpg 600w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La montagna accompagna la sua vita da sempre. Val di Sole, gli sci ai piedi fin da bambina, l&#8217;agonismo nello sci di fondo, la presidenza dello Sci Club Val di Sole, l&#8217;attività di giudice di gara e cronometrista. Una storia che affonda le radici anche nella famiglia. «<em>A casa si respirava pane e sci</em>», racconta ricordando il padre Severino, tra i promotori delle prime Coppe del Mondo organizzate in Trentino. Una passione che continua ancora oggi. «<em>Vedere i ragazzi in gara riesce ancora a emozionarmi</em>.»</p>
<p>L&#8217;ingresso nel Comitato, quattro anni fa, arriva su richiesta degli sci club della sua circoscrizione. Poi l&#8217;elezione a vicepresidente e un ruolo operativo sempre più importante. Podetti segue le discipline nordiche, coordina i rapporti con giudici di gara e cronometristi e rappresenta spesso il Comitato nelle manifestazioni dove il presidente non può essere presente. «<em>Ho fatto il braccio destro di Mellarini</em>», sintetizza. Accanto all&#8217;esperienza sportiva porta anche quella professionale. È direttore commerciale di <strong>Imperial Life</strong>, azienda che lavora a stretto contatto con il mondo dell&#8217;associazionismo e del volontariato, un&#8217;attività che considera una palestra quotidiana nella gestione delle persone, nell&#8217;organizzazione e nella programmazione del lavoro.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132416" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-fiaccola.jpg" alt="" width="1200" height="1855" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-fiaccola.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-fiaccola-194x300.jpg 194w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-fiaccola-662x1024.jpg 662w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-fiaccola-768x1187.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-fiaccola-994x1536.jpg 994w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-fiaccola-990x1530.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-fiaccola-300x464.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-fiaccola-600x928.jpg 600w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>L&#8217;idea di Comitato che propone parte dalla base. Gli sci club rappresentano il primo interlocutore, insieme ad atleti, allenatori e tecnici. «<em>Per portare i ragazzi in alto servono allenatori preparati</em>», osserva, indicando nella formazione uno dei punti centrali del prossimo quadriennio. Accanto trovano spazio il sostegno alle società, la crescita dello sci alpinismo, il rapporto con la Provincia per la gestione delle piste e un dialogo costante con la FISI nazionale.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132419" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-norvegia.jpg" alt="" width="1200" height="1226" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-norvegia.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-norvegia-294x300.jpg 294w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-norvegia-1002x1024.jpg 1002w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-norvegia-768x785.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-norvegia-65x65.jpg 65w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-norvegia-990x1011.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-norvegia-300x307.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-norvegia-600x613.jpg 600w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Nel bilancio degli ultimi quattro anni Podetti rivendica anche il risanamento economico del Comitato. «<em>Abbiamo trovato una situazione complessa. Oggi lasciamo un bilancio pulito e possiamo programmare con maggiore serenità.</em>» Una base che, a suo giudizio, permetterà di concentrare maggiori risorse sull&#8217;attività sportiva, sul sostegno agli sci club e sulle famiglie dei giovani atleti.</p>
<p>La candidata insiste anche sul metodo di lavoro. «<em>Mi piace collaborare, delegare e valorizzare le qualità delle persone</em>», spiega, ricordando come il volontariato rappresenti la vera forza dello sport trentino. Un principio che, nelle sue intenzioni, dovrà accompagnare anche l&#8217;attività del prossimo Consiglio regionale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132418" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/raffa-campioni.jpg" alt="" width="1200" height="778" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/raffa-campioni.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/raffa-campioni-300x195.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/raffa-campioni-1024x664.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/raffa-campioni-768x498.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/raffa-campioni-990x642.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/raffa-campioni-600x389.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Podetti affronta infine il tema della doppia candidatura. Nessuna contrapposizione personale. «<em>Una scelta offre sempre un valore aggiunto alla democrazia</em>», osserva, ricordando che anche quattro anni fa la corsa alla presidenza vide due candidati.</p>
<p>L&#8217;assemblea regionale elettiva è in programma venerdì 24 luglio alla Sala Rusconi della Casa dello Sport di Trento. Oltre al presidente, i delegati eleggeranno sette consiglieri laici, due rappresentanti degli atleti, un rappresentante dei tecnici e il revisore unico.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132417" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-combinata.jpg" alt="" width="1200" height="864" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-combinata.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-combinata-300x216.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-combinata-1024x737.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-combinata-768x553.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-combinata-990x713.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Raffa-combinata-600x432.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Ogni candidato porta con sé un&#8217;esperienza diversa. Quella di Raffaella Podetti nasce da quattro anni trascorsi al fianco della presidenza del Comitato e da una vita vissuta dentro il mondo dello sci. Dalle sue parole emerge soprattutto un concetto: nessun risultato appartiene a una sola persona. Allenatori, dirigenti, tecnici, giudici di gara, sci club e volontari rappresentano una squadra molto più ampia di quella che si vede sulla neve. È da questa idea di collaborazione che prende forma la sua candidatura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/comitato-trentino-raffaella-podetti-candidata-presidente-amo-piu-i-fatti-delle-parole/">Comitato Trentino: Raffaella Podetti candidata presidente: «Amo più i fatti delle parole»</a> proviene da <a href="https://www.sciaremag.it">SciareMag </a>.</p>
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		<title>Comitato Trentino FISI, Mauro Bonvecchio entra nella corsa alla presidenza</title>
		<link>https://www.sciaremag.it/notiziesci/comitato-trentino-fisi-mauro-bonvecchio-entra-nella-corsa-alla-presidenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 17:01:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per tanti anni Mauro Bonvecchio ha preferito lasciare il proprio nome in fondo ai comunicati. Una firma discreta, dietro il racconto delle gare, delle assemblee, dei campioni e della vita del Comitato Trentino FISI. Dal 24 luglio, invece, il suo nome finirà sulla scheda elettorale. Il giornalista trentino ha ufficializzato la candidatura alla presidenza del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/comitato-trentino-fisi-mauro-bonvecchio-entra-nella-corsa-alla-presidenza/">Comitato Trentino FISI, Mauro Bonvecchio entra nella corsa alla presidenza</a> proviene da <a href="https://www.sciaremag.it">SciareMag </a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="418" data-end="704"><strong data-start="418" data-end="704">Per tanti anni Mauro Bonvecchio ha preferito lasciare il proprio nome in fondo ai comunicati. Una firma discreta, dietro il racconto delle gare, delle assemblee, dei campioni e della vita del Comitato Trentino FISI. Dal 24 luglio, invece, il suo nome finirà sulla scheda elettorale.</strong></p>
<p data-start="706" data-end="1152">Il giornalista trentino ha ufficializzato la candidatura alla presidenza del Comitato regionale. Una scelta che spiega anche le dimissioni dall&#8217;incarico di responsabile dell&#8217;ufficio stampa, ricoperto dal 1996. Di fronte troverà <strong data-start="934" data-end="955">Raffaella Podetti</strong>, attuale vicepresidente, mentre il presidente uscente <strong data-start="1010" data-end="1031">Tiziano Mellarini</strong>, dopo due mandati, ha deciso di concentrare il proprio percorso sulle elezioni nazionali della FISI, previste a ottobre.</p>
<p data-start="1154" data-end="2046">Ogni candidatura porta con sé un programma. Quella di Bonvecchio aggiunge qualcosa in più: un bagaglio costruito in trent&#8217;anni trascorsi dentro il movimento. Dodici stagioni nella redazione sportiva dell&#8217;<em data-start="1358" data-end="1365">Adige</em>, poi l&#8217;informazione specializzata, la comunicazione del Comitato Trentino, la nascita della rivista <em data-start="1466" data-end="1480">Sci Trentino</em>, le trasmissioni televisive dedicate agli sport invernali, gli strumenti informatici sviluppati per la gestione dell&#8217;attività federale.</p>
<p data-start="1154" data-end="2046">Sullo sfondo scorrono Torino 2006, le Universiadi, i Mondiali Juniores di sci alpino, le Coppe del Mondo della Val di Fassa, l&#8217;Alpe Cimbra FIS Children Cup e, più recentemente, la responsabilità della sala stampa del salto con gli sci ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Esperienze diverse, unite da un filo comune: la conoscenza quotidiana dello sci trentino e dei suoi protagonisti.</p>
<p data-start="1154" data-end="2046"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132400" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-2.jpg" alt="" width="1200" height="900" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-2.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-2-300x225.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-2-1024x768.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-2-768x576.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-2-990x743.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-2-470x352.jpg 470w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-2-640x480.jpg 640w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-2-414x310.jpg 414w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-2-215x161.jpg 215w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-2-130x97.jpg 130w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-2-187x140.jpg 187w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-2-74x55.jpg 74w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-2-111x83.jpg 111w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-2-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p class="" data-start="2048" data-end="2462">Il programma riflette quel percorso. Le parole ricorrono con una certa frequenza: ascolto, dialogo, presenza. Gli atleti rappresentano il punto di partenza, gli sci club il cuore del movimento. Ogni disciplina trova spazio, dalle più popolari a quelle che cercano ancora visibilità, con l&#8217;idea di un Comitato capace di accompagnare le società lungo tutta la stagione sportiva.</p>
<p data-start="2464" data-end="3114">Le proposte entrano poi nel merito dell&#8217;attività quotidiana: sicurezza delle piste destinate ad allenamenti e gare, rapporti con il mondo della scuola, con la probabile collaborazione di in noto consulente esperto del settore, sostegno agli organizzatori, sviluppo degli strumenti informatici, maggiore autonomia ai responsabili di settore, servizi condivisi per gli sci club e una struttura sempre più vicina al territorio.</p>
<p data-start="2464" data-end="3114">La comunicazione occupa un capitolo importante. Del resto rappresenta il mestiere che Bonvecchio conosce meglio. Social media, contenuti video, nuove partnership con aziende e sponsor diventano strumenti per dare maggiore forza e visibilità all&#8217;intero movimento.</p>
<p data-start="3116" data-end="3475"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-132408 alignnone" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-5.jpeg" alt="" width="1200" height="892" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-5.jpeg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-5-300x223.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-5-1024x761.jpeg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-5-768x571.jpeg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-5-215x161.jpeg 215w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-5-130x97.jpeg 130w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-5-187x140.jpeg 187w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-5-74x55.jpeg 74w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-5-111x83.jpeg 111w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-5-990x736.jpeg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-5-600x446.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />Il documento dedica attenzione anche alle discipline meno diffuse, alla formazione dei dirigenti, al settore Master, ai giudici di gara e ai rapporti con le società impiantistiche. L&#8217;idea di fondo accompagna tutto il programma: un Comitato presente, facilmente raggiungibile, capace di ascoltare prima ancora di decidere.</p>
<p data-start="3477" data-end="3782">L&#8217;assemblea regionale ordinaria elettiva è in programma <strong data-start="3533" data-end="3554">venerdì 24 luglio</strong>, nella <strong data-start="3562" data-end="3611">Sala Rusconi della Casa dello Sport di Trento</strong>. I delegati eleggeranno il presidente, <strong data-start="3651" data-end="3743">sette consiglieri laici, due rappresentanti degli atleti e un rappresentante dei tecnici</strong>.</p>
<p data-start="3477" data-end="3782"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132406" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-8.jpeg" alt="" width="1200" height="675" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-8.jpeg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-8-300x169.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-8-1024x576.jpeg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-8-768x432.jpeg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-8-990x557.jpeg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-8-600x338.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="3477" data-end="3782">Punta sulla continuità una parte della tornata elettorale. Per il Consiglio (7 posti) si ripresentano sei degli attuali componenti: Greta <strong>Andreoli</strong>, Stefania <strong>Colombo</strong>, Francesco <strong>Da Villa</strong>, Claudio <strong>Zanetel</strong> e Stefano <strong>Stelzer</strong>, ai quali si aggiunge Walter <strong>Nave</strong>, che lascia la candidatura da consigliere laico per concorrere come rappresentante dei tecnici. Fra i candidati al Consiglio fanno il loro ingresso Leonardo <strong>Bernard</strong>, Ruggero <strong>Carbonari</strong>, Romano <strong>Masè</strong> e Alessandro <strong>Rondina</strong>. Tornano in corsa anche Bruno <strong>Debertolis</strong>, consigliere atleta uscente, Marco <strong>Peterlini</strong>, questa volta candidato al Consiglio dopo aver rappresentato i tecnici nel quadriennio appena concluso, e Luigi <strong>Seppi</strong>, revisore dei conti uscente. Per la rappresentanza degli atleti debuttano Alessio <strong>Berlanda</strong>, Thomas <strong>Bonelli</strong> e Werner <strong>Krause</strong>, mentre Davide <strong>Fiore</strong> sfida <strong>Seppi</strong> per l&#8217;incarico di revisore unico del Collegio dei Revisori dei Conti.</p>
<p data-start="3477" data-end="3782"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132410" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-3.jpg" alt="" width="1200" height="1012" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-3.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-3-300x253.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-3-1024x864.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-3-768x648.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-3-990x835.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Bonvecchio-3-600x506.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="3784" data-end="4362">Trent&#8217;anni trascorsi a raccontare uno sport regalano una prospettiva particolare. Un giornalista ascolta tutti: dirigenti, allenatori, atleti, organizzatori, sci club strutturati e società che ogni inverno fanno i conti con risorse limitate. Raccoglie idee, critiche, entusiasmi e delusioni. Conoscere i problemi diventa quasi una conseguenza naturale. Bonvecchio arriva all&#8217;appuntamento elettorale con questo patrimonio. L&#8217;assemblea deciderà se trasformarlo anche in una responsabilità di &#8220;governo&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/comitato-trentino-fisi-mauro-bonvecchio-entra-nella-corsa-alla-presidenza/">Comitato Trentino FISI, Mauro Bonvecchio entra nella corsa alla presidenza</a> proviene da <a href="https://www.sciaremag.it">SciareMag </a>.</p>
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		<title>Sciare Campus riparte. Otto tappe, un solo viaggio: diventare sciatori migliori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 05:55:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno sciatore lo riconosci dalla curva, un maestro, invece, dalla traccia che lascia dentro chi lo segue. Forse è tutto qui il segreto di Sciare Campus. Le piste rappresentano il punto di partenza. L&#8217;arrivo si trova molto più lontano. Perché imparare a sciare significa certamente affinare un gesto tecnico, trovare equilibrio, precisione, fluidità. Significa anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="522" data-end="626">Uno sciatore lo riconosci dalla curva, un maestro, invece, dalla traccia che lascia dentro chi lo segue. Forse è tutto qui il segreto di Sciare Campus. Le piste rappresentano il punto di partenza. L&#8217;arrivo si trova molto più lontano. Perché imparare a sciare significa certamente affinare un gesto tecnico, trovare equilibrio, precisione, fluidità. Significa anche imparare a osservare la montagna con occhi diversi. Capire la neve, interpretare una pendenza, ascoltare il proprio corpo, acquisire quella sicurezza che trasforma una discesa in libertà.</p>
<p data-start="1077" data-end="1672">L&#8217;edizione 2026-2027 accompagnerà gli appassionati lungo un inverno intero. Otto tappe distribuite da ottobre ad aprile, seguendo la neve lungo l&#8217;arco alpino. Si partirà dal ghiacciaio dello <strong data-start="1268" data-end="1278">Stubai</strong> dal <strong data-start="1283" data-end="1303">22 al 25 ottobre</strong>, poi <strong data-start="1309" data-end="1323">St. Moritz</strong> dal <strong data-start="1328" data-end="1349">19 al 23 novembre</strong>, <strong data-start="1351" data-end="1375">Madonna di Campiglio</strong> dal <strong data-start="1380" data-end="1400">14 al 17 gennaio</strong>, <strong data-start="1402" data-end="1415">Roccaraso</strong> dal <strong data-start="1420" data-end="1440">28 al 31 gennaio</strong>, <strong data-start="1442" data-end="1450">Pila</strong> dall&#8217;<strong data-start="1456" data-end="1477">11 al 14 febbraio</strong>, <strong data-start="1479" data-end="1507">San Martino di Castrozza</strong> dal <strong data-start="1512" data-end="1528">4 al 7 marzo</strong>, <strong data-start="1530" data-end="1542">Cavalese (Obereggen)</strong> dal <strong data-start="1547" data-end="1565">18 al 21 marzo</strong>, fino all&#8217;ultimo appuntamento di <strong data-start="1599" data-end="1610">Livigno</strong>, previsto a fine aprile, nel periodo del ponte del 25 aprile.</p>
<p data-start="1674" data-end="1729">Il calendario racconta soltanto una parte del progetto, l&#8217;altra prende forma ogni mattina, all&#8217;apertura degli impianti. Davanti ai partecipanti non trovano posto semplici istruttori. Arrivano uomini e donne che hanno trascorso una vita sulla neve. Ex atleti di Coppa del Mondo, allenatori, istruttori nazionali, professionisti che hanno trasformato lo sci in una scelta di vita prima ancora che in una professione. La tecnica rappresenta il linguaggio comune. L&#8217;esperienza costituisce il vero patrimonio che ognuno di loro porta con sé.</p>
<p data-start="2213" data-end="2550">Una curva corretta si insegna in pochi minuti, la sensibilità sulla neve richiede molto di più. Nasce da un dettaglio osservato durante una risalita in seggiovia, da un consiglio dato davanti a un caffè, da un video analizzato insieme la sera, da una frase pronunciata quasi per caso e capace di cambiare il modo di affrontare una pista.</p>
<p data-start="2552" data-end="2979">Per questo Sciare Campus ha assunto negli anni un&#8217;identità particolare. Chi arriva pensando di partecipare a un corso di sci, spesso riparte con qualcosa di diverso. Maggiore consapevolezza tecnica, certo. Ma anche una nuova cultura dello sci, costruita attraverso il confronto continuo con docenti che mettono a disposizione molto più di un esercizio o di una progressione didattica. Trasmettono un modo di vivere la montagna.</p>
<p data-start="2981" data-end="3094">Una stagione finisce, una lezione anche. L&#8217;esperienza condivisa con chi ha fatto dello sci una vita intera continua invece ad accompagnare ogni curva. È il patrimonio più prezioso che Sciare Campus consegna ai suoi partecipanti.</p>
<p data-start="2981" data-end="3094">A breve, l&#8217;ìapertura delle iscrizioni su <a href="https://www.sciarecampusevent.com/events" target="_blank" rel="noopener">sciarecampus.it</a></p>
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		<title>Dalla fatica alla seggiovia. Così una famiglia del Vorarlberg contribuì a cambiare il volto delle Alpi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 10:25:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando la neve arrivava con l&#8217;inverno, scandiva la vita delle vallate. Chiudeva i passi, rallentava i commerci, trasformava ogni spostamento in un&#8217;impresa. Salire significava camminare. Gli sci appartenevano alle guide alpine, ai boscaioli, ai cacciatori, a pochi appassionati pronti a guadagnarsi ogni discesa con una lunga salita. Poi qualcuno immaginò una montagna diversa. Una fune [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/dalla-fatica-alla-seggiovia-cosi-una-famiglia-del-vorarlberg-contribui-a-cambiare-il-volto-delle-alpi/">Dalla fatica alla seggiovia. Così una famiglia del Vorarlberg contribuì a cambiare il volto delle Alpi</a> proviene da <a href="https://www.sciaremag.it">SciareMag </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando la neve arrivava con l&#8217;inverno, scandiva la vita delle vallate. Chiudeva i passi, rallentava i commerci, trasformava ogni spostamento in un&#8217;impresa. Salire significava camminare. Gli sci appartenevano alle guide alpine, ai boscaioli, ai cacciatori, a pochi appassionati pronti a guadagnarsi ogni discesa con una lunga salita.</p>
<p>Poi qualcuno immaginò una montagna diversa. Una fune d&#8217;acciaio tesa fra due sostegni. Un motore. Una carrucola. Bastava poco, almeno sulla carta. Molto di più serviva per convincere chi quella montagna la viveva ogni giorno. Nelle prime stazioni sciistiche gli abitanti delle vallate si fermavano a osservare quei pali conficcati nel terreno. Gli sguardi oscillavano fra curiosità e prudenza. Gli sciatori, invece, intuivano subito il valore di quella novità. Una risalita significava una discesa in più. Due risalite trasformavano una giornata. Lo sci iniziava a cambiare ritmo.</p>
<p>L&#8217;idea cresceva attraverso uomini che parlavano la stessa lingua: quella dell&#8217;ingegno. Alfred Rüsch metteva a punto il traino a piattello. Ernst Constam perfezionava lo skilift moderno. Emil Doppelmayr raccoglieva quelle intuizioni e vedeva molto più di un semplice impianto: un futuro possibile per la montagna.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132395" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/dopp-disegni.jpg" alt="" width="1200" height="699" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/dopp-disegni.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/dopp-disegni-300x175.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/dopp-disegni-1024x596.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/dopp-disegni-768x447.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/dopp-disegni-990x577.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/dopp-disegni-600x350.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p class="p1"><span style="font-size: 10pt;"><em><span class="s1">I </span><span class="s2">celebri </span>traini della Doppelmayr. A sinistra, <span class="s1">il </span>monoposto a piattello con <span class="s2">partenza </span>ammortizzata grazie <span class="s3">a </span>un <span class="s2">tamburo </span>di avvolgimento di <span class="s2">forma </span>particolare. Anche <span class="s2">la </span>velocità di <span class="s2">richiamo </span><span class="s2">è </span>ammortizzata. Al centro, <span class="s4">lo </span>spaccato del traino biposto, <span class="s3">che </span>vediamo <span class="s4">in </span><span class="s2">fotografia </span>a destra. <span class="s3">Que</span>sti robustissimi traini <span class="s3">biposto, </span><span class="s5">dal </span>tunzionamento particolarmente silen<span class="s4">zioso, </span>sono dotati di un freno a <span class="s3">di</span><span class="s6">sco </span><span class="s5">con </span>funzione progressiva <span class="s3">che </span><span class="s5">rie</span><span class="s7">sce </span><span class="s5">ad </span>eliminare <span class="s5">gli </span>strappi alla <span class="s5">par</span><span class="s2">tenza </span><span class="s5">rendendola </span>particolarmente dol<span class="s8">ce.</span></em></span></p>
<p>La sua storia comincia lontano dalle piste. Konrad Doppelmayr impara il mestiere sulle locomotive delle ferrovie imperiali. Nel 1880 lascia quel lavoro e apre una piccola officina a Wolfurt, nel Vorarlberg. Torchi per il vino, presse per la frutta, macchine agricole, ruote dentate. Ogni attrezzo nasce per alleggerire il lavoro dell&#8217;uomo. Quel laboratorio respira ferro, olio e fatica. Nessuno può immaginare che proprio da quelle pareti sarebbe partita una delle avventure industriali più importanti nella storia dello sci.</p>
<p>Lo stabilimento cresce attorno a quel piccolo edificio senza cancellarlo. I capannoni occupano nuovi spazi, la produzione raggiunnge ogni continente, le tecnologie sono cambiate. Quel laboratorio è rimasto al suo posto. La famiglia lo custodisce come un museo. Entrarci significa ritrovare il banco da lavoro sul quale ogni idea prendeva forma prima ancora di diventare un progetto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132392" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/DOPP-Fccia.jpg" alt="" width="1200" height="1437" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/DOPP-Fccia.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/DOPP-Fccia-251x300.jpg 251w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/DOPP-Fccia-855x1024.jpg 855w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/DOPP-Fccia-768x920.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/DOPP-Fccia-990x1186.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/DOPP-Fccia-300x359.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/DOPP-Fccia-600x719.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">Artur Doppelmayr</span></em></p>
<p>Emil eredita quella cultura del fare. Passa dagli ascensori ai montacarichi con la naturalezza di chi cerca sempre una soluzione nuova. Nel 1937, a Zürs am Arlberg, entra in funzione il primo skilift Doppelmayr. Gli sciatori imparano un gesto che diventerà familiare: afferrare il piattello, lasciarsi accompagnare verso la cima, osservare la pista dall&#8217;alto ancora prima di affrontarla. Le vallate scoprono un&#8217;economia diversa. Alberghi, rifugi, scuole di sci, negozi di articoli sportivi trovano spazio accanto alle attività tradizionali. L&#8217;inverno smette di rappresentare una stagione d&#8217;attesa e diventa una stagione da vivere.</p>
<p>La guerra interrompe quella crescita. Gli stabilimenti riportano ferite profonde, i materiali scarseggiano, ogni macchina richiede pazienza e inventiva. Gli operai tornano ai torni, ricostruiscono, migliorano, ripartono. Ogni inverno aggiunge esperienza, ogni impianto suggerisce un&#8217;idea nuova.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132393" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/dopp-officina.jpg" alt="" width="1200" height="722" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/dopp-officina.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/dopp-officina-300x181.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/dopp-officina-1024x616.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/dopp-officina-768x462.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/dopp-officina-990x596.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/dopp-officina-600x361.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Uno scorcio degli studi e progettazione presso la casa madre di Wolfurt, che occupava nel complesso oltre 300 maestranze</em></span></p>
<p>Artur Doppelmayr porta quella cultura oltre il Vorarlberg. Viaggia, osserva, ascolta. Le Alpi stanno cambiando. L&#8217;Italia entra presto in questo cammino. La filiale di Lana d&#8217;Adige accompagna lo sviluppo di comprensori destinati a diventare riferimenti dello sci alpino. Cortina, Plan de Corones, Obereggen, Pampeago, Folgàrida, Plose. Ogni impianto avvicina una vetta e offre nuove opportunità a intere comunità.</p>
<p>Anche gli sciatori imparano a riconoscere la qualità attraverso dettagli quasi invisibili. La partenza del traino diventa progressiva, il richiamo del piattello accompagna il gesto con maggiore dolcezza, il funzionamento acquista una silenziosità sorprendente per l&#8217;epoca. Innovazioni piccole soltanto in apparenza. La differenza si misura in una giornata trascorsa sulla neve.</p>
<p>La storia torna infine a Zürs. Proprio dove tutto era cominciato arriva anche la prima seggiovia triposto realizzata dalla Doppelmayr. Lo stesso pendio accompagna due momenti destinati a segnare l&#8217;evoluzione dell&#8217;impiantistica. Le montagne conservano una memoria tutta loro.</p>
<p>Oggi milioni di sciatori salgono su una seggiovia con la naturalezza di un gesto quotidiano. Cabinovie, funivie tricavo, sistemi automatici e tecnologie digitali raccontano un&#8217;evoluzione continua. Lo sguardo si è spostato anche verso il paesaggio. Le stazioni dialogano con l&#8217;architettura alpina, i sostegni cercano la massima discrezione, i motori riducono i consumi, i materiali trovano nuove forme di recupero e riutilizzo. L&#8217;impianto di risalita continua a portare l&#8217;uomo in quota seguendo una sensibilità diversa, costruita attorno al rispetto della montagna.</p>
<p>Ogni volta che una seggiovia lascia la stazione di valle compie un gesto che oggi sembra naturale. Dentro quel movimento vive un secolo e mezzo di intuizioni, di lavoro e di uomini capaci di guardare una montagna immaginando qualcosa che ancora non esisteva. Il resto lo hanno fatto il tempo, la tecnica e la passione di generazioni che hanno scelto di accompagnare gli sciatori verso la neve, lasciando che fosse sempre la montagna a prendersi la scena.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/dalla-fatica-alla-seggiovia-cosi-una-famiglia-del-vorarlberg-contribui-a-cambiare-il-volto-delle-alpi/">Dalla fatica alla seggiovia. Così una famiglia del Vorarlberg contribuì a cambiare il volto delle Alpi</a> proviene da <a href="https://www.sciaremag.it">SciareMag </a>.</p>
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		<title>Bormio riparte dalla Coppa del Mondo: FIS soddisfatta dopo l&#8217;ispezione sulla Stelvio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 07:34:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Olimpiadi sono ormai alle spalle. Adesso Bormio guarda già alla prossima Coppa del Mondo, in programma il 28 e 29 dicembre con discesa libera e superG sulla Stelvio. Proprio in vista dell&#8217;appuntamento sono andati in scena due giorni di FIS Inspection, serviti a fare il punto sull&#8217;organizzazione e a verificare sul campo gli ultimi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="346" data-end="704">Le Olimpiadi sono ormai alle spalle. Adesso Bormio guarda già alla prossima Coppa del Mondo, in programma il 28 e 29 dicembre con discesa libera e superG sulla Stelvio. Proprio in vista dell&#8217;appuntamento sono andati in scena due giorni di FIS Inspection, serviti a fare il punto sull&#8217;organizzazione e a verificare sul campo gli ultimi dettagli del tracciato.</p>
<p data-start="706" data-end="1002">Per la Federazione Internazionale erano presenti il direttore delle gare maschili di Coppa del Mondo Markus Waldner, affiancato da <strong>Raimund Plancker e Hannes Trinkl</strong>. Per Fondazione Bormio hanno partecipato il presidente <strong>Dario Da Zanche</strong> insieme ai consiglieri <strong>Giuseppe Bonseri e Niccolò Sertorelli.</strong></p>
<p data-start="1004" data-end="1323">L&#8217;obiettivo della due giorni non era soltanto quello di effettuare il tradizionale sopralluogo sulla Stelvio. Attorno al tavolo si sono ritrovati tutti i soggetti coinvolti nell&#8217;organizzazione per definire ruoli, responsabilità e calendario operativo in vista del ritorno della Coppa del Mondo dopo l&#8217;edizione olimpica.</p>
<p data-start="1325" data-end="1692">«<em>Abbiamo lavorato per programmare, organizzare e assegnare compiti e ruoli &#8211;</em> spiega il presidente della Fondazione Bormio, Dario Da Zanche -. <em>È un meccanismo già rodato durante i Giochi Olimpici, ma per la Coppa del Mondo vogliamo fare un ulteriore passo avanti, con una maggiore condivisione e un&#8217;unità d&#8217;intenti ancora più forte tra tutte le realtà del territorio</em>».</p>
<p data-start="1694" data-end="2105">Da Zanche ha voluto sottolineare il ruolo di tutti i partner coinvolti nell&#8217;organizzazione, a partire da Bormio Ski, rappresentata da <strong>Fabio Giacomelli,</strong> con cui «<em>lavoriamo in piena sinergia</em>». Un ringraziamento è andato anche a Multiservizi Alta Valle, con l&#8217;amministratore unico Mauro Bassi, alla FISI rappresentata da Massimo Rinaldi e allo staff che ha operato sulla pista sotto il coordinamento di Omar Galli.</p>
<p data-start="2107" data-end="2426">«<em>Il nuovo corso della Fondazione</em> &#8211; ha aggiunto Da Zanche &#8211; <em>punta su unità, condivisione e progettualità. Un grazie va anche a Regione Lombardia, alla Provincia di Sondrio e a tutte le amministrazioni dell&#8217;Alta Valtellina, in particolare ai Comuni di Bormio e Valdisotto, che continuano a credere nella Coppa del Mondo</em>».</p>
<p data-start="2428" data-end="2516">Parole di apprezzamento sono arrivate anche da Markus Waldner al termine dell&#8217;ispezione.</p>
<p data-start="2518" data-end="2827">«<em>Esco da questi due giorni soddisfatto perché ho trovato finalmente un territorio coeso, con idee chiare, una guida sicura e una programmazione che guarda al futuro. La squadra c&#8217;è. In pista abbiamo verificato soltanto alcuni piccoli accorgimenti: le Olimpiadi hanno confermato che la Stelvio è una garanzia</em>».</p>
<p data-start="2829" data-end="3209" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La pista simbolo della velocità italiana si prepara così a riaprire le porte alla Coppa del Mondo meno di un anno dopo aver ospitato le gare olimpiche. Per Bormio sarà il primo banco di prova del nuovo corso organizzativo, chiamato a raccogliere l&#8217;eredità lasciata dai Giochi con l&#8217;obiettivo di consolidare un appuntamento che rappresenta uno dei classici del calendario maschile.</p>
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		<title>Addio a Roland Collombin, leggenda dello sci alpino svizzero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 19:26:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roland Collombin è morto venerdì 10 luglio all&#8217;età di 75 anni. Da tempo combatteva contro il cancro. Negli ultimi due anni aveva affrontato un tumore alla gola e, successivamente, un tumore al fegato, sottoponendosi anche a un delicato intervento chirurgico. La notizia della scomparsa è stata annunciata dalla famiglia. Lo sci perde uno dei grandi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="340" data-end="660">Roland Collombin è morto venerdì 10 luglio all&#8217;età di 75 anni. Da tempo combatteva contro il cancro. Negli ultimi due anni aveva affrontato un tumore alla gola e, successivamente, un tumore al fegato, sottoponendosi anche a un delicato intervento chirurgico. La notizia della scomparsa è stata annunciata dalla famiglia.</p>
<p data-start="662" data-end="1016">Lo sci perde uno dei grandi protagonisti della discesa libera degli anni Settanta. La sua carriera durò poco più di tre stagioni, ma bastò per conquistare due Coppe del Mondo di specialità, un argento olimpico e lasciare il proprio nome accanto a quelli di Bernhard Russi e Franz Klammer, gli uomini che in quegli anni segnarono la storia della velocità.</p>
<p data-start="1018" data-end="1447">Nato il 17 febbraio 1951 a Versegères, nel Canton Vallese, Collombin si mise in luce molto giovane. Il primo risultato importante arrivò nel dicembre del 1971 a Val d&#8217;Isère, poi, pochi mesi dopo, la convocazione per i Giochi Olimpici di Sapporo. In Giappone chiuse secondo nella discesa libera, battuto soltanto da Bernhard Russi. Quella gara assegnava anche il titolo mondiale e gli consegnò anche la medaglia d&#8217;argento iridata.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-132381" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Collombin-sapporo-72.jpeg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Collombin-sapporo-72.jpeg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Collombin-sapporo-72-300x200.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Collombin-sapporo-72-1024x683.jpeg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Collombin-sapporo-72-768x512.jpeg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Collombin-sapporo-72-990x660.jpeg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Collombin-sapporo-72-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1449" data-end="1805">La stagione successiva fu quella della consacrazione. Nell&#8217;arco di poco più di un mese vinse sulla Saslong della Val Gardena, due volte sulla Kandahar di Garmisch-Partenkirchen e sulla Streif di Kitzbühel. Quattro vittorie che gli permisero di conquistare la Coppa del Mondo di discesa libera davanti allo stesso Russi. In classifica generale chiuse terzo.</p>
<p data-start="1807" data-end="2288">Il copione si ripeté l&#8217;anno dopo. Altri quattro successi, ancora Garmisch, poi Avoriaz, la Lauberhorn di Wengen e la Streif. Difese la Coppa di specialità precedendo Franz Klammer, destinato di lì a poco a diventare il nuovo dominatore della velocità. Otto vittorie in Coppa del Mondo, tutte in discesa libera, undici podi complessivi e due sfere di cristallo conquistate una dietro l&#8217;altra. Il meglio della sua carriera si concentrò tra il dicembre del 1972 e il gennaio del 1974.</p>
<h2 data-start="2290" data-end="2313">Poi arrivò Val d&#8217;Isère.</h2>
<p data-start="2315" data-end="2810">L&#8217;8 dicembre 1974 cadde durante la discesa di Coppa del Mondo e riportò un grave infortunio alla schiena. Saltò l&#8217;intera stagione, lavorò per tornare e dodici mesi dopo si presentò di nuovo sulla Oreiller-Killy. Durante le prove della discesa libera del 7 dicembre 1975 la storia si ripeté. Cadde praticamente nello stesso punto dell&#8217;anno precedente. La frattura di due vertebre gli provocò una paralisi temporanea. Tornò a camminare dopo oltre due mesi, ma non avrebbe più rimesso il pettorale.</p>
<p data-start="2812" data-end="2954">Quel dosso porta ancora oggi il suo nome: <strong data-start="2854" data-end="2875">Bosse à Collombin</strong>. È uno dei pochi punti di una pista di Coppa del Mondo intitolati a un atleta.</p>
<p data-start="2956" data-end="3578">La vita cambiò completamente. Tornò a Versegères e costruì una seconda carriera lontano dalle gare. Si dedicò al vino, alla ristorazione e all&#8217;ospitalità insieme alla moglie Sarah. Nel 2015 aprì a Martigny il ristorante <strong data-start="3176" data-end="3189">La Streif</strong>, un nome scelto per ricordare la pista di Kitzbühel sulla quale aveva vinto due volte e che considerava uno dei luoghi simbolo della sua carriera. Lo sci, però, non uscì mai dalla sua vita. Seguiva ancora la Coppa del Mondo, incontrava gli appassionati e raccontava volentieri un&#8217;epoca nella quale la velocità si affrontava con materiali diversi, piste molto meno sicure e tanto coraggio.</p>
<p data-start="2956" data-end="3578"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132383" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Collombin-garmisch.jpg" alt="" width="1200" height="1641" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Collombin-garmisch.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Collombin-garmisch-219x300.jpg 219w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Collombin-garmisch-749x1024.jpg 749w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Collombin-garmisch-768x1050.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Collombin-garmisch-1123x1536.jpg 1123w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Collombin-garmisch-990x1354.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Collombin-garmisch-300x410.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Collombin-garmisch-600x821.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="3580" data-end="4039"><span style="font-size: 10pt;"><em>Nella discesa di Garmisch</em></span></p>
<p data-start="3580" data-end="4039">In Svizzera era rimasto un personaggio amatissimo. L&#8217;immagine del ribelle lo accompagnò fin dagli anni delle vittorie. Diretto, istintivo, poco incline alle convenzioni, rappresentava quasi il contraltare di Bernhard Russi. Col tempo, però, quella figura da guascone lasciò spazio al racconto di un professionista vero, capace di allenarsi con la stessa serietà dei grandi rivali e di costruire i propri successi con il lavoro prima ancora che con il talento.</p>
<p data-start="4041" data-end="4260">Negli ultimi mesi aveva parlato apertamente della malattia, senza perdere il suo modo diretto di affrontare la vita. «<em>Ho paura di morire, perché la vita è così bella</em>», aveva confidato in un&#8217;intervista ai media svizzeri.</p>
<p data-start="4262" data-end="4469">La discesa libera perde uno dei suoi uomini simbolo. Non soltanto per le vittorie, ma perché per due stagioni, fra Russi e Klammer, il riferimento della velocità mondiale portava il nome di Roland Collombin.</p>
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		<title>Comitato Veneto FISI: Visentin unico presidente candidato. C&#8217;è anche Arianna Colombari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 18:10:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà un&#8217;assemblea senza sfidanti per la presidenza, ma con una candidatura di assoluto rilievo per il consiglio regionale. Sono state ufficializzate le candidature per l&#8217;Assemblea regionale elettiva del Comitato Veneto della FISI, in programma sabato 25 luglio nella sede del Comitato di Borgo Prà (Belluno). Roberto Visentin, presidente uscente, è l&#8217;unico candidato alla presidenza e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="104" data-end="559">Sarà un&#8217;assemblea senza sfidanti per la presidenza, ma con una candidatura di assoluto rilievo per il consiglio regionale. Sono state ufficializzate le candidature per l&#8217;Assemblea regionale elettiva del Comitato Veneto della FISI, in programma <strong data-start="348" data-end="368">sabato 25 luglio</strong> nella sede del Comitato di <strong data-start="396" data-end="419">Borgo Prà (Belluno)</strong>. Roberto Visentin, presidente uscente, è l&#8217;unico candidato alla presidenza e si avvia quindi verso la conferma alla guida dello sci veneto.</p>
<p data-start="561" data-end="917">Tra i nomi che compongono la lista dei candidati al Consiglio regionale spicca però quello di <strong data-start="655" data-end="676">Arianna Colombari</strong>, dirigente di primissimo piano di <strong data-start="711" data-end="728">Tecnica Group</strong>, dove ricopre il ruolo di <strong data-start="755" data-end="808">Corporate Communication &amp; Sustainability Director</strong>, dopo aver guidato negli anni anche le strategie marketing del gruppo.</p>
<p data-start="919" data-end="1567">Una candidatura che porta nel Comitato Veneto un profilo di altissimo livello manageriale. Da sempre profondamente legata al mondo della montagna e dello sci, Colombari abbina una grande passione per la neve a un&#8217;esperienza maturata ai vertici di una delle aziende più importanti al mondo nel settore degli sport invernali, realtà che riunisce marchi. Una competenza che potrebbe rappresentare un valore aggiunto per lo sviluppo strategico del movimento veneto, soprattutto sui fronti della comunicazione, della sostenibilità e della valorizzazione del sistema neve.</p>
<h2 data-start="1569" data-end="1619">Per la carica di consigliere laico sono candidati:</h2>
<p>Alessio Berlese<br />
Vanni Ceccarello<br />
Celso Chenet<br />
Andrea Ciriotto<br />
<strong data-start="1692" data-end="1713">Arianna Colombari<br />
</strong>Federica Monti<br />
Luca Lagnerini<br />
Paola Marcon<br />
Alessandro Pigozzi<br />
Ivo Scardoni<br />
Stefano Troi.</p>
<p data-start="1816" data-end="1959">Per la rappresentanza degli atleti si candidano<strong> Alberto Dan e Vittorio Sovilla</strong>, mentre per quella dei tecnici l&#8217;unico candidato è <strong>Matteo Gobbo</strong>.</p>
<p data-start="1961" data-end="2085">Per il collegio dei revisori dei conti sono invece in corsa <strong>Paolo Palma, Mauro Carazzai, Francesco De Bortoli e Carlo David.</strong></p>
<p data-start="2087" data-end="2394" data-is-last-node="" data-is-only-node="">L&#8217;assemblea elettiva si svolgerà <strong data-start="2120" data-end="2140">sabato 25 luglio</strong> nella sede del Comitato Veneto FISI, in piazza San Lucano 2, a Borgo Prà (Belluno). La prima convocazione è fissata alle 9, la seconda alle 10.30. Entro oggi, venerdì 10 luglio, alle ore 12, si è chiuso il termine per la presentazione delle candidature.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/comitato-veneto-fisi-visentin-unico-presidente-candidato-ce-anche-arianna-colombari/">Comitato Veneto FISI: Visentin unico presidente candidato. C&#8217;è anche Arianna Colombari</a> proviene da <a href="https://www.sciaremag.it">SciareMag </a>.</p>
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		<item>
		<title>Le imprese olimpiche delle Fiamme Gialle su Rai Sport con &#8220;Le nostre Medaglie&#8221;</title>
		<link>https://www.sciaremag.it/notiziesci/le-imprese-olimpiche-delle-fiamme-gialle-su-rai-sport-con-le-nostre-medaglie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 17:34:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Martedì 14 luglio, alle 19.20 su RaiSport, debutta in prima visione “Le Nostre Medaglie”, il docufilm diretto da Mario Maellaro e prodotto da A.F. Project in collaborazione con il Centro Sportivo della Guardia di Finanza. Trentasette minuti dedicati ai protagonisti di Milano-Cortina 2026, fra emozioni, retroscena e testimonianze raccolte sui campi di gara. Dodici medaglie [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 14 luglio, alle 19.20 su RaiSport, debutta in prima visione <strong>“Le Nostre Medaglie”</strong>, il docufilm diretto da Mario Maellaro e prodotto da A.F. Project in collaborazione con il Centro Sportivo della Guardia di Finanza. Trentasette minuti dedicati ai protagonisti di Milano-Cortina 2026, fra emozioni, retroscena e testimonianze raccolte sui campi di gara.</p>
<p>Dodici medaglie olimpiche — tre ori, tre argenti e sei bronzi — rappresentano il miglior risultato di sempre delle Fiamme Gialle ai Giochi invernali. Un primato che raddoppia il bottino di Sochi 2014 e supera gli otto podi conquistati nelle edizioni estive di Atlanta 1996, Tokyo 2021 e Parigi 2024.</p>
<p>Il racconto segue soprattutto gli uomini e le donne che hanno firmato quell’impresa. Davide Ghiotto, Michele Giovannini e Andrea Malfatti riportano l’Italia sul tetto olimpico dell’inseguimento a squadre vent’anni dopo Torino 2006, regalando anche la centesima medaglia olimpica nella storia del Gruppo Sportivo. Spazio poi alle imprese di Simone Deromedis nello skicross, di Pietro Sighel e Chiara Betti nello short track, fino ai successi di Giovanni Franzoni, Dorothea Wierer, Tommaso Giacomel, Sofia Goggia, Lucia Dalmasso, Andrea Cassinelli, Elia Barp e Davide Graz.</p>
<p>Milano-Cortina consegna anche un’altra pagina destinata agli archivi. Giacomo Bertagnolli e Chiara Mazzel, insieme alle rispettive guide, conquistano nove medaglie paralimpiche: tre ori, cinque argenti e un bronzo. Un altro record assoluto per il Centro Sportivo della Guardia di Finanza.</p>
<p>“Le Nostre Medaglie” alterna immagini spettacolari e parole dei protagonisti, offrendo uno sguardo che supera il semplice risultato sportivo. Ogni podio acquista profondità attraverso sacrifici, allenamenti, cadute, ripartenze e senso di appartenenza, valori che accompagnano ogni atleta delle Fiamme Gialle.</p>
<p>Il docufilm, impreziosito anche dall’intervento del direttore di RaiSport Marco Lollobrigida, sarà disponibile su RaiPlay subito dopo la messa in onda televisiva.</p>
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		<title>Bejamin Alliod (Esercito): così si costruisce un velocista!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 16:49:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Benjamin Alliod appartiene a quella categoria di atleti che sfugge alle etichette. La parola &#8220;velocista&#8221; basta per descrivere il mestiere, molto meno la persona. Perché dietro il casco e gli oltre cento all&#8217;ora vive un ragazzo che pesa ogni parola, osserva prima di parlare, analizza ogni dettaglio della propria sciata con lucidità e possiede una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Benjamin Alliod appartiene a quella categoria di atleti che sfugge alle etichette. La parola &#8220;velocista&#8221; basta per descrivere il mestiere, molto meno la persona. Perché dietro il casco e gli oltre cento all&#8217;ora vive un ragazzo che pesa ogni parola, osserva prima di parlare, analizza ogni dettaglio della propria sciata con lucidità e possiede una qualità sempre più rara nello sport moderno: l&#8217;autocritica.</p>
<p>Il quinto posto di Crans Montana, nell&#8217;inverno scorso, ha acceso i riflettori su di lui. Quel pomeriggio il mondo dello sci ha scoperto Benjamin Alliod. Lui, invece, ha scoperto qualcosa di ancora più importante: la consapevolezza di appartenere davvero a quel livello. Una differenza sottile, enorme. Perché fino a quel momento la Coppa del Mondo rappresentava il posto dei campioni. Da quel giorno è diventata anche casa sua.</p>
<p>A ventisei anni il valdostano di Fénis (Aosta), atleta dell&#8217;Esercito, vive la fase più delicata della carriera di un discesista. L&#8217;età dell&#8217;apprendistato lascia spazio alla maturità, la curiosità si trasforma in responsabilità, l&#8217;esperienza accumulata sulle piste più difficili del mondo diventa patrimonio tecnico e mentale. Ogni pista racconta qualcosa, ogni errore trova una spiegazione, ogni centesimo conquistato nasce da un particolare che il pubblico quasi mai riesce a cogliere.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132354" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/alliod-partenza.jpg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/alliod-partenza.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/alliod-partenza-300x200.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/alliod-partenza-1024x683.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/alliod-partenza-768x512.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/alliod-partenza-990x660.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/alliod-partenza-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Parlandoci emerge un atleta lontanissimo dallo stereotipo del discesista tutto istinto e adrenalina. Benjamin ragiona, studia, si confronta continuamente con i video. Osserva i grandi della disciplina, individua i propri difetti senza cercare alibi. Sa che il coraggio rappresenta una componente fondamentale della velocità, però da solo vale poco. Servono tecnica, sensibilità sotto gli sci, capacità di interpretare il terreno, gestione della fatica e quella calma che permette al corpo di esprimere tutto il proprio potenziale.</p>
<p>L&#8217;impressione è quella di un ragazzo che abbia ancora parecchio da raccontare. La mononucleosi affrontata nel momento in cui la carriera stava decollando, il passaggio dallo slalom alla velocità, il rapporto con Dominik Paris, Christof Innerhofer e Mattia Casse, la madre ex atleta che oggi gli sistema il corpo con l&#8217;esperienza di osteopata, il padre che continua a osservarlo con l&#8217;occhio di sempre, la passione per il golf scoperta quasi per caso. Piccoli tasselli che compongono un mosaico molto più ricco del semplice elenco dei risultati.</p>
<h2>Il cronometro racconta il risultato, le parole, qualche volta, raccontano l&#8217;atleta.</h2>
<p><strong>Tre stagioni di Coppa del Mondo cambiano parecchio un atleta. All&#8217;inizio si entra quasi in punta di piedi. Poi arriva il momento in cui smetti di sentirti un ospite e capisci di appartenere davvero a quel livello. Per te quando è successo?</strong><br />
<em>Il primo anno fai quasi lo spettatore. Ti ritrovi insieme ad atleti che fino a poco tempo prima vedevi soltanto in televisione e osservi tantissimo. Cerchi di capire come lavorano, come affrontano un weekend di gara, come interpretano le piste. Dal secondo anno ho iniziato a sentirmi più parte di quel mondo. I risultati hanno cominciato a crescere, in qualche parziale riuscivo già a essere tra i più veloci e, quest&#8217;anno, ho avuto la sensazione di mettere finalmente le mani su qualcosa di importante. È stato il momento in cui è aumentata anche la fiducia in me stesso.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-132343" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-beaver-2023.jpeg" alt="" width="1200" height="727" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-beaver-2023.jpeg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-beaver-2023-300x182.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-beaver-2023-1024x620.jpeg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-beaver-2023-768x465.jpeg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-beaver-2023-990x600.jpeg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-beaver-2023-600x364.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><em>Benjamin nel 2023 nella discesa di Beaver Creek</em></p>
<p><strong>La fiducia cresce anche attraverso la conoscenza delle piste. Quali senti di dover ancora interpretare fino in fondo?</strong><br />
<em>Beaver Creek è una di quelle. Riesco ad andare forte, però nella parte finale e sul muro sento di avere ancora margine. Anche oggi ci sono punti in cui non mi sento completamente a mio agio. Lo stesso vale per Wengen: quest&#8217;anno ho iniziato a capirla molto meglio, però nelle ultime due curve faccio ancora fatica. Sono piste che ti insegnano qualcosa ogni volta che le affronti.</em></p>
<p><strong>Su Wengen pesa di più la difficoltà tecnica oppure la fatica?</strong><br />
<em>Direi la fatica. Arrivi nelle ultime curve con l&#8217;acido lattico al massimo e sono sensazioni che difficilmente trovi su altre piste. Proprio per questo diventa fondamentale riuscire a restare lucidi fino al traguardo.</em></p>
<p><strong>Su piste così lunghe si può imparare a gestire quella fatica?</strong><br />
<em>Sì, però la gestisci soprattutto sciando bene. Se fai le cose giuste nel momento giusto, rimani sempre a tempo e lasci correre gli sci, consumi molte meno energie. Se invece inizi a inseguire la curva, arrivi in ritardo e ogni appoggio ti sbatte da una parte all&#8217;altra, la fatica raddoppia. Naturalmente serve anche una preparazione fisica adeguata, però la qualità della sciata incide tantissimo.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132345" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-gardena.jpeg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-gardena.jpeg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-gardena-300x200.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-gardena-1024x683.jpeg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-gardena-768x512.jpeg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-gardena-990x660.jpeg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-gardena-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>In Gardena, una delle piste he lo divertono di più</em></span></p>
<p><strong>Dove senti di avere ancora il margine più grande?</strong><br />
<em>Un velocista completo, secondo me, non esiste mai. Qualcosa da migliorare lo trovi sempre. Personalmente penso ai dossi e ai salti. Guardo uno come Domme e vedo che proprio in quei passaggi riesce a fare la differenza. Credo che sotto quell&#8217;aspetto io abbia ancora un bel margine di crescita.</em></p>
<p><strong>Crans Montana ha rappresentato una svolta. Non soltanto per il quinto posto, ma per quello che ha lasciato dentro.</strong> <strong>Che cosa ti ha dato quella gara?</strong><br />
<em>Mi ha dato tanta sicurezza e tanta consapevolezza. Fino a quel momento sentivo di stare sciando bene, però mancava un risultato che confermasse davvero quelle sensazioni. Da Crans Montana in poi ho affrontato le gare con uno stato d&#8217;animo diverso. Sono entrato nei primi trenta della start list, un aspetto che aiuta parecchio, e ho avuto la sensazione di essere entrato in quel &#8220;flow&#8221; che ogni atleta cerca. Anche la qualificazione alle Finali è stata una soddisfazione enorme e credo di avere sfruttato bene quell&#8217;occasione.</em></p>
<p><strong>Chi guarda la discesa pensa subito al coraggio. Tu, invece, dai l&#8217;impressione di considerarlo uno degli ingredienti, non l&#8217;unico.</strong><br />
<em>Il coraggio serve, soprattutto su piste come Bormio o Kitzbühel. In certi passaggi bisogna averne tanto e imparare anche a usarlo nel momento giusto. Però da solo non basta. Senza coraggio non riesce nemmeno a uscire la tecnica. Per andare forte serve un equilibrio tra le due cose: tecnica e coraggio devono viaggiare insieme.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132346" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-wengen.jpeg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-wengen.jpeg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-wengen-300x200.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-wengen-1024x683.jpeg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-wengen-768x512.jpeg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-wengen-990x660.jpeg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-wengen-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>È una qualità che si costruisce con l&#8217;esperienza oppure bisogna averla dentro fin da bambini?</strong><br />
<em>Le piste aiutano ad allenarlo. Più affronti certi tracciati e più acquisti fiducia. Però una parte deve appartenere anche al tuo carattere. Io la grinta l&#8217;ho sempre avuta e, probabilmente, questo mi ha aiutato a crescere anche sotto quell&#8217;aspetto.</em></p>
<p><strong>Nelle giornate migliori quale sensazione ti fa capire che tutto sta funzionando?</strong><br />
<em>La calma. Può sembrare strano parlando di uno sport dove si superano i cento all&#8217;ora, però è proprio quella la sensazione che cerco. Mi sento rilassato e, allo stesso tempo, potente. Riesco a esprimere tutta la forza senza irrigidirmi. Appena divento troppo rigido iniziano ad arrivare gli errori e non sfrutto davvero tutto il mio potenziale. Il mio sci migliore nasce proprio da quell&#8217;equilibrio.</em></p>
<p><strong>Preparazione e istinto: in gara cosa prevale?</strong><br />
<em>La pista va studiata nei minimi dettagli, perché ogni particolare può fare la differenza. Poi, però, una volta aperto il cancelletto, entra in gioco anche l&#8217;istinto. Molto dipende da come ti senti in quel momento e dalla capacità di vivere il presente, adattandoti a quello che la pista ti propone curva dopo curva.</em></p>
<p><strong>Per anni ti abbiamo considerato un velocista molto tecnico. Nell&#8217;ultima stagione, invece, hai aggiunto anche tanta scorrevolezza. Te l&#8217;aspettavi?</strong><br />
<em>In parte sì, perché sapevo che prima o poi sarebbe arrivata. È stato un passaggio graduale. Da bambino, allo sci club, ero già uno che riusciva a far correre bene gli sci. Poi, dedicandomi molto allo slalom e al gigante, sono diventato più tecnico e quella caratteristica è rimasta un po&#8217; in secondo piano. In realtà l&#8217;ho sempre avuta. Dovevo soltanto ritrovarla e tirarla fuori nel modo giusto. Con il lavoro è venuta fuori sempre di più, anche se penso di avere ancora margine.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132347" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-kitz.jpeg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-kitz.jpeg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-kitz-300x200.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-kitz-1024x683.jpeg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-kitz-768x512.jpeg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-kitz-990x660.jpeg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-kitz-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>La scorrevolezza nasce dalla posizione oppure è soprattutto una questione di sensibilità?</strong><br />
<em>La posizione conta, però prima di tutto serve sensibilità. Devi sentire quello che succede sotto gli sci, capire il momento giusto per togliere lo spigolo e lasciare correre la soletta, soprattutto nei tratti in piano. È una sensazione che costruisci da bambino. Noi facevamo tantissime stradine e proprio lì impari ad ascoltare gli sci e a capire come farli scorrere davvero.</em></p>
<p><strong>Uno dei tuoi strumenti di lavoro sono anche i video. Che rapporto hai con le immagini delle tue gare?</strong><br />
<em>(Ride.) A volte mi faccio quasi paura. Guardo il video e mi viene da dire: &#8220;Ma quanto scio male&#8230; non sono io!&#8221;. Mi capita davvero di pensarlo. Poi riguardo tutto con calma e provo a capire il motivo di quella sensazione. Mi dà fastidio vedermi un po&#8217; sull&#8217;interno o troppo scomposto. Dopo, però, confronto il mio video con quello di atleti come Kriechmayr, che sembra sempre perfettamente composto, e quello diventa uno stimolo. In televisione certe differenze si notano meno, mentre nei nostri video saltano subito all&#8217;occhio.</em></p>
<p><strong>Se dovessi scegliere un solo dettaglio tecnico da migliorare, quale indicheresti?</strong><br />
<em>Direi proprio quello. Ogni tanto finisco un po&#8217; troppo sull&#8217;interno e, in alcune situazioni, mi ritrovo anche un po&#8217; seduto sugli sci. Per il resto penso di avere una buona impostazione. A questi livelli, però, basta un particolare per cambiare completamente la qualità della sciata.</em></p>
<p><strong>Guardandoti dall&#8217;esterno si nota una sciata molto aggressiva. Meno &#8220;immobile&#8221; rispetto a quella di Kriechmayr e, per certi aspetti, quasi da gigantista. Ti ritrovi in questa descrizione?<br />
</strong><em>Sì, può essere. In gara provo sempre a dare il massimo e, qualche volta, mi porto dietro movimenti che assomigliano più a quelli di un gigantista che a quelli di un velocista puro. È il mio modo di interpretare la gara. Magari ogni tanto quell&#8217;aggressività mi porta anche a fare qualcosa in più del necessario.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132338" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-da-piccolo.jpeg" alt="" width="1200" height="900" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-da-piccolo.jpeg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-da-piccolo-300x225.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-da-piccolo-1024x768.jpeg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-da-piccolo-768x576.jpeg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-da-piccolo-990x743.jpeg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-da-piccolo-470x352.jpeg 470w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-da-piccolo-640x480.jpeg 640w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-da-piccolo-414x310.jpeg 414w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-da-piccolo-215x161.jpeg 215w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-da-piccolo-130x97.jpeg 130w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-da-piccolo-187x140.jpeg 187w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-da-piccolo-74x55.jpeg 74w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-da-piccolo-111x83.jpeg 111w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-da-piccolo-600x450.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>Dal punto di vista dello spettacolo, però, quella sciata piace parecchio.</strong><br />
<em>(Sorride.) Togliendo il cronometro, forse sì&#8230;</em></p>
<p><strong>Qual è il tratto di pista che ti diverte di più?</strong><br />
<em>I muri mi piacciono tantissimo. Penso subito alla parte iniziale di Kitzbühel oppure al Ciaslat della Saslong. Anche l&#8217;Hundschopf di Wengen è un passaggio che mi entusiasma. In realtà mi piacciono anche i dossi, anche se sento di poterli sfruttare ancora meglio. Sono quei tratti che ti fanno davvero divertire e che danno tanto carattere a una pista.</em></p>
<p><strong>Anche il tipo di neve cambia il modo di interpretare una discesa. Sul duro sembri trovarti particolarmente a tuo agio.</strong><br />
<em>Sì, probabilmente la mia potenza mi aiuta sui terreni più duri. Negli ultimi anni, però, sono cresciuto anche sulle nevi morbide. Forse è anche una questione mentale, perché mi sono sempre visto come uno sciatore da neve dura. Il ghiaccio mi trasmette sicurezza, forse anche perché da piccolo ho giocato a hockey. Sentire una risposta più decisa sotto gli sci mi aiuta tantissimo.</em></p>
<p><strong>Negli anni il rapporto con la paura è cambiato?</strong><br />
<em>Sì, parecchio. Più conosci le piste e migliori dal punto di vista tecnico, meno la subisci. L&#8217;esperienza ti aiuta a gestire tante situazioni con maggiore serenità. Poi è chiaro che una caduta importante lascia sempre qualcosa. Quest&#8217;anno, ad esempio, in Val Gardena ho preso una botta davvero forte. Però sono riuscito quasi subito a rientrare in gara senza continuare a pensarci. Magari per qualcun altro è più difficile lasciarsela alle spalle. Ognuno reagisce a modo suo.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132352" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-kvitfjell.jpeg" alt="" width="2048" height="1365" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-kvitfjell.jpeg 2048w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-kvitfjell-300x200.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-kvitfjell-1024x683.jpeg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-kvitfjell-768x512.jpeg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-kvitfjell-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-kvitfjell-990x660.jpeg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-kvitfjell-1320x880.jpeg 1320w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-kvitfjell-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p><strong>Ti è mai capitato di capire, già durante la gara, che quel giorno chiedeva soprattutto intelligenza?</strong><br />
<em>Sì, mi è successo a Kitzbühel. Avevamo disputato due gare consecutive. Nella prima mi sentivo bene, mentre nella seconda il ghiaccio aveva cambiato completamente le condizioni della pista. A un certo punto ho capito che la scelta migliore era arrivare in fondo senza cercare qualcosa in più a tutti i costi. In certe giornate serve anche riconoscere il limite e portare a casa la gara.</em></p>
<p><strong>Una gara sbagliata riesci a lasciartela alle spalle in fretta?</strong><br />
<em>Sul momento mi arrabbio, perché dispiace sempre sapere di non avere espresso quello che vali. Però non sono uno che continua a rimuginarci. Preferisco guardare subito avanti e pensare alla gara successiva. Magari, ripensandoci qualche giorno dopo, analizzi quello che avresti potuto fare meglio, però nell&#8217;immediato non serve restare bloccati sull&#8217;errore.</em></p>
<p><strong>Le tue gare le riguardi subito oppure hai bisogno di prendere un po&#8217; di distanza?</strong><br />
<em>Mi piace rivederle più avanti. In questi giorni, ad esempio, sto riguardando tutta la stagione. Credo che, con un po&#8217; di distacco, si riescano a vedere molte più cose rispetto all&#8217;immediato.</em></p>
<p><strong>Se invece tra una discesa e l&#8217;altra passa un solo giorno, il video può diventare utile?</strong><br class="yoast-text-mark" />&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;<em>Se la gara è andata bene sì, può essere utile rivederla. Se invece è andata male preferisco osservare i migliori. Mi interessa capire come hanno interpretato certi passaggi e dove sono riusciti a fare la differenza.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132348" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-crans-azione.jpeg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-crans-azione.jpeg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-crans-azione-300x200.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-crans-azione-1024x683.jpeg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-crans-azione-768x512.jpeg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-crans-azione-990x660.jpeg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-crans-azione-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>È davvero possibile copiare un campione?</strong><br />
<em>Secondo me sì, almeno in parte. Da piccolo cercavo sempre di imitare quelli più forti di me. Oggi è la stessa cosa. Diventare identici è impossibile, altrimenti saremmo tutti Odermatt. Però puoi prendere un salto fatto da Domme, una curva di Odermatt, un particolare di un altro atleta. Ogni campione ha qualcosa da insegnare e provi a portarti a casa quel dettaglio.</em></p>
<p><strong>Sei cambiato più come atleta o come persona?</strong><br />
<em>Dal punto di vista mentale, soprattutto nella concentrazione. È una qualità che sento di avere sviluppato molto negli ultimi anni. Credo sia anche una conseguenza dell&#8217;esperienza. Più vai avanti e più ti senti davvero dentro a questo mondo. Qualche anno fa mi sentivo ancora un po&#8217; un ospite, oggi vivo tutto con molta più consapevolezza.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-132357" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-sole.jpeg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-sole.jpeg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-sole-300x200.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-sole-1024x683.jpeg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-sole-768x512.jpeg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-sole-990x660.jpeg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-sole-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>Da ragazzo ti immaginavi già discesista?</strong><br />
<em>No, tutt&#8217;altro. Io ero soprattutto uno slalomista. Continuavo a sciare perché lo slalom era la disciplina che mi divertiva di più. In quel periodo giocavo ancora anche a calcio e avrei voluto continuare pure con quello. Poi sono arrivati il titolo italiano e altri risultati importanti. Nel frattempo sono andato a Malles, dove sono cresciuto tantissimo, anche dal punto di vista personale. Poi è arrivata la frattura della tibia: un anno e mezzo davvero complicato, durante il quale non ritrovavo nemmeno le sensazioni con i materiali. Pian piano mi sono spostato verso la velocità, ho visto che i risultati arrivavano e da lì il percorso ha preso un&#8217;altra direzione. Prima come osservato, poi la vittoria del Gran Premio Italia nelle discipline veloci e l&#8217;ingresso stabile nelle squadre nazionali.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132342" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-con-fratellastro-Enico-e-sorella-Claire.jpg" alt="" width="1200" height="1568" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-con-fratellastro-Enico-e-sorella-Claire.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-con-fratellastro-Enico-e-sorella-Claire-230x300.jpg 230w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-con-fratellastro-Enico-e-sorella-Claire-784x1024.jpg 784w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-con-fratellastro-Enico-e-sorella-Claire-768x1004.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-con-fratellastro-Enico-e-sorella-Claire-1176x1536.jpg 1176w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-con-fratellastro-Enico-e-sorella-Claire-990x1294.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-con-fratellastro-Enico-e-sorella-Claire-300x392.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-con-fratellastro-Enico-e-sorella-Claire-600x784.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Benji assieme al fratellastro Enrico e alla sorella maggiore Claire (30 ani) che si è fermata alla categoria children</em></span></p>
<p><strong>Il momento più duro, però, è arrivato molto più tardi con la mononucleosi.</strong><br />
<em>Quella è stata davvero una bella botta. Era soltanto la mia seconda stagione di Coppa del Mondo e mi aspettavo di fare un passo avanti. Invece, da Bormio in poi, ho iniziato a stare male. Mi sono trascinato quel problema fino a Wengen e a Kitzbühel. Non avevo energie. A metà gara ero già completamente vuoto. Me ne sono reso conto soprattutto a Garmisch. Sono arrivato al traguardo e mi sono addormentato direttamente al parterre. I tecnici non riuscivano a capire il motivo, perché in alcuni tratti andavo anche forte: sulla Streif, ad esempio, passavo tra i migliori nel primo settore, poi all&#8217;improvviso mi spegnevo. Succedeva anche in allenamento: due curve e dovevo fermarmi. Soltanto gli esami hanno chiarito tutto, evidenziando valori altissimi di mononucleosi.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132341" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-con-claire-fondo.jpeg" alt="" width="1200" height="1600" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-con-claire-fondo.jpeg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-con-claire-fondo-225x300.jpeg 225w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-con-claire-fondo-768x1024.jpeg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-con-claire-fondo-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-con-claire-fondo-990x1320.jpeg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-con-claire-fondo-300x400.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-con-claire-fondo-600x800.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Con la sorella Annet (21 anni), la traditrice di famiglia dal momento in cui ha deciso di darsi allo sci di fondo!</em></span></p>
<p><strong>Prima di scoprire la causa avevi pensato anche a un problema mentale?</strong><br />
<em>No. Dentro di me sapevo che non era una questione di testa o di motivazione. Sentivo che il problema era un altro.</em></p>
<p><strong>Se oggi incontrassi il Benjamin di diciotto anni, quale consiglio gli daresti?</strong><br />
<em>Magari gli direi di non fare sci&#8230; No, scherzi a parte, non cambierei quasi nulla. Tutto quello che ho vissuto mi è servito. Penso agli anni di Malles, dove ho imparato il tedesco, conosciuto ragazzi di altri sport e fatto esperienze importanti anche dal punto di vista umano. Ogni tappa del percorso mi ha aiutato a diventare la persona che sono oggi e, sinceramente, non credo di avere commesso errori così grandi da volerli cancellare.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132344" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-gradena.jpeg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-gradena.jpeg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-gradena-300x200.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-gradena-1024x683.jpeg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-gradena-768x512.jpeg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-gradena-990x660.jpeg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-gradena-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><em>Sulla Saslong, 14esimo in discesa l&#8217;ultimo inverno</em></p>
<p><strong>Condividere la squadra con atleti come Paris, Innerhofer e Casse ti ha fatto crescere più dal punto di vista tecnico o umano?</strong><br />
<em>Direi soprattutto umano. Entrare in una squadra così forte significa imparare ogni giorno. Non soltanto osservando come si allenano, ma anche il modo in cui vivono questo sport, il rispetto che hanno per il lavoro e per le persone. Sono aspetti che ti fanno maturare e che, probabilmente, contano quanto la tecnica.</em></p>
<p><strong>All&#8217;interno del gruppo qualcuno ha assunto quasi il ruolo del fratello maggiore?</strong><br />
<em>Ognuno è diverso. Domme è uno che sta più sulle sue, mentre Inner è molto più presente e dà tanti consigli. Anche Mattia rappresenta un bell&#8217;esempio. È un gruppo dove chi ha più esperienza riesce a trasmettere tanto, pur sapendo che poi, appena si apre il cancelletto, ognuno pensa alla propria gara. Ed è giusto così.</em></p>
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<p><strong>Tu, invece, che compagno di squadra sei?</strong><br />
<em>Non sono uno che parla tantissimo. Preferisco ascoltare e osservare. Poi, nel momento in cui si scherza, mi piace stare dentro al gruppo. Anzi, ogni tanto faccio anche un po&#8217; il tontolone e mi diverto a fare ridere gli altri. Credo che un po&#8217; di leggerezza serva sempre, soprattutto durante una stagione così lunga.</em></p>
<p><strong>Uno dei momenti che avete vissuto insieme è stata anche l&#8217;esplosione di Giovanni Franzoni. Vi aspettavate una crescita così rapida?</strong><br />
<em>Che fosse forte lo sapevamo tutti. In SuperG, soprattutto in allenamento, andava già molto forte. Un podio in discesa in Val Gardena, però, credo abbia sorpreso un po&#8217; tutti. Mi ricordo ancora due anni prima: partiva dietro di me, prendeva due o tre secondi ed era disperato. Due stagioni dopo era sul podio della Coppa del Mondo. Ha fatto un salto impressionante. Adesso arriva anche la parte più difficile, cioè confermarsi. Io, sotto questo aspetto, forse ho un po&#8217; meno pressione&#8230;</em> <em>(ride).</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132356" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-rossignol-1.jpg" alt="" width="1200" height="801" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-rossignol-1.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-rossignol-1-300x200.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-rossignol-1-1024x684.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-rossignol-1-768x513.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-rossignol-1-990x661.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-rossignol-1-600x401.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>Finita una stagione riesci davvero a staccare dallo sci?</strong><br />
<em>Durante l&#8217;inverno praticamente mai. La testa rimane sempre lì. In estate, invece, dopo gli ultimi allenamenti di aprile, sento proprio il bisogno di staccare. Dopo tanti mesi dedicati soltanto allo sci ho bisogno di cambiare aria e fare altro.</em></p>
<p><strong>Ed è lì che entrano in gioco gli altri sport.</strong><br />
<em>Sì. Vado molto in bici, gioco a tennis e, da poco, mi sono appassionato anche al golf. Tra l&#8217;altro tra poco ho perfino una gara&#8230;</em> <em>(ride).</em> <em>È uno sport che mi sta prendendo parecchio. Ritrovo tante somiglianze con lo sci, soprattutto nella concentrazione. Ti obbliga a restare dentro al momento, proprio come succede in gara.</em></p>
<p><strong>Se un tifoso dovesse descrivere Benjamin Alliod tra dieci anni con una sola parola, quale spereresti di sentire?</strong><br />
<em>Mi piacerebbe semplicemente che dicesse: &#8220;Forte&#8221;. Come atleta, certo, ma anche come persona. Sarebbe il complimento più bello.</em></p>
<p><strong>Dietro un grande risultato, però, si nascondono sempre dettagli che il pubblico fatica a cogliere. Qual è quello che pesa di più in una discesa?</strong><br />
<em>Una discesa si costruisce attraverso tantissimi dettagli. La gente vede soltanto il tempo finale, però basta una partenza sbagliata per compromettere tutta la gara. È un aspetto sul quale ho lavorato molto. All&#8217;inizio mi capitava perfino di aprire il cancelletto in anticipo. Oggi le partenze mi riescono molto meglio. A Beaver Creek, ad esempio, nel primo intermedio sono riuscito spesso a stare con i migliori proprio grazie a quel lavoro</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132355" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-hero.jpg" alt="" width="1200" height="801" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-hero.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-hero-300x200.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-hero-1024x684.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-hero-768x513.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-hero-990x661.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-hero-600x401.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>Con gli sci hai sempre avuto un buon rapporto. Anche con l&#8217;attrezzatura sei uno che ama capire come funziona?</strong><br />
<em>Sì. Prima di entrare in squadra preparavo gli sci da solo. Mio padre mi aveva insegnato qualcosa, poi, come succede un po&#8217; a tutti, la mano te la fai con l&#8217;esperienza, osservando e provando. Ancora oggi mi piace capire come lavorano gli sci, anche se naturalmente in squadra posso contare su persone molto più preparate di me.</em></p>
<p><strong>Con gli scarponi, invece, hai un approccio piuttosto particolare&#8230;</strong><br />
<em>Sì, perché non sono uno troppo preciso. Mi piace tenerli abbastanza comodi e sentire bene il piede. È un&#8217;abitudine che nasce da un episodio di quando ero bambino. Un giorno avevo stretto gli scarponi talmente tanto che, con il freddo, mi si erano praticamente congelati i piedi. Mio padre mi vide sciare e mi disse subito: &#8220;Come mai oggi vai così piano?&#8221;. Alla fine ci accorgemmo che il problema erano proprio gli scarponi: erano troppo stretti e il sangue non circolava più. Persi anche le unghie e dovetti stare fermo un paio di settimane.</em></p>
<p><strong>E la soluzione fu ancora più sorprendente.</strong><em>Sì, perché mio padre mi portò a noleggiare un paio di scarponi da turista, addirittura di una misura più grande. Io continuavo a dirgli che con quelli non sarei riuscito nemmeno a fare due curve, ma lui non volle sentire ragioni: &#8220;Userai questi fino a fine stagione&#8221;. La gara successiva vinsi con tre secondi di vantaggio. Poi arrivò il Topolino: chiusi la prima manche davanti a tutti, anche se poi uscii nella seconda. Poco dopo vinsi anche il Campionato Italiano. Da allora ho sempre preferito uno scarpone un po&#8217; più comodo. Non lo stringo mai troppo.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132339" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-com-mamma-e-sorelle.jpeg" alt="" width="640" height="480" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-com-mamma-e-sorelle.jpeg 640w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-com-mamma-e-sorelle-300x225.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-com-mamma-e-sorelle-470x352.jpeg 470w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-com-mamma-e-sorelle-414x310.jpeg 414w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-com-mamma-e-sorelle-215x161.jpeg 215w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-com-mamma-e-sorelle-130x97.jpeg 130w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-com-mamma-e-sorelle-187x140.jpeg 187w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-com-mamma-e-sorelle-74x55.jpeg 74w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-com-mamma-e-sorelle-111x83.jpeg 111w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-com-mamma-e-sorelle-600x450.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Un quadretto di famiglia&#8230; qualche annetto fa!</em></span></p>
<p><strong>In fondo lo sci era quasi scritto nel destino.</strong><br />
<em>Sì. Mio padre aveva gareggiato fino alla Coppa Italia e poi ha allenato anche il Comitato. Mia mamma, invece, è arrivata fino alla squadra C e oggi fa l&#8217;osteopata. Devo dire che, per uno come me che ha sempre fatto sport, è difficile immaginare una famiglia migliore.</em></p>
<p><strong>Immagino che il primo controllo, ogni volta che rientri a casa, tocchi proprio a tua mamma&#8230;</strong><br />
<em>Appena torno mi fa subito un check-up completo. Da quel punto di vista è una fortuna enorme. Poi mio padre mi ha sempre fatto provare qualsiasi sport: dalla slackline al monociclo. Mi ha trasmesso la voglia di sperimentare e credo che anche questo mi abbia aiutato a costruire una buona sensibilità sugli sci.</em></p>
<p><strong>Più crescono i risultati e più aumentano anche gli impegni fuori dalla pista. Come vivi questo lato della professione?</strong><br />
<em>Lo percepisco sempre di più. Non sono una persona che ama stare al centro dell&#8217;attenzione, però capisco che, salendo di livello, anche questo fa parte del mestiere. Anni fa ero molto timido. Oggi mi sento più a mio agio e devo dire che questo aspetto inizia anche a piacermi.</em></p>
<p><strong>Anche il rapporto con gli sponsor sta cambiando.</strong><br />
<em>Fino a oggi sono sempre riuscito a gestire tutto abbastanza bene, però mi sto rendendo conto che, con l&#8217;attività che cresce, diventa sempre più difficile seguire anche questi aspetti. Per questo probabilmente mi affiderò a un manager. Voglio continuare a concentrarmi soprattutto sullo sci.<br />
Per ora non posso lamentarmi: <strong><a href="https://www.rossignol.com/it-it/saldi?utm_source=google&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=STO_%5BSEA_BRA_ACQ_IT%5D_a-01_EXA_Exact&amp;utm_term=STO_%5BSEA_BRA_ACQ_IT%5D_a-01_EXA_Exact&amp;utm_content=rossignol&amp;gclsrc=aw.ds&amp;gad_source=1&amp;gad_campaignid=6522091346&amp;gbraid=0AAAAADmFlxcPSeSZbwtDe0fgh1hWE8JJc&amp;gclid=Cj0KCQjwjb3SBhDgARIsAMKiWzhfQyzhOuQ9PlqdGG04KaXonPqIaVL__nZeGudWHhgRvxikiinZnjEaAuXCEALw_wcB" target="_blank" rel="noopener">Rossignol</a></strong> è un partner tecnico fantastico ed è importante l’aiuto che ho avuto finora da <strong><a href="https://testaholding.com/" target="_blank" rel="noopener">Testa Holding</a></strong>  <strong><a href="https://www.tri1.it/" target="_blank" rel="noopener">Trione</a></strong></em> e Valle d&#8217;Aosta. Tra i fornitori sono poi ben assistito da <strong><a href="https://www.dainese.com/it/it/moto/?gclsrc=aw.ds&amp;&amp;utm_source=google&amp;utm_term=dainese&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=STO_DAI_MOTO_Broad_ECO_IT_GAds_pur_conv_SEA_BRA_ALL_c-01_BRO_&amp;hsa_src=g&amp;hsa_mt=b&amp;hsa_ver=3&amp;hsa_acc=7513287879&amp;hsa_tgt=kwd-17407123&amp;hsa_kw=dainese&amp;hsa_cam=314208136&amp;hsa_net=adwords&amp;hsa_ad=688975294451&amp;hsa_grp=158899782955&amp;gad_source=1&amp;gad_campaignid=314208136&amp;gbraid=0AAAAADn6v9iDb4MvYwpfwarhGR8zooIWJ&amp;gclid=Cj0KCQjwjb3SBhDgARIsAMKiWzgLJvcx0S9CkAjcCDi0V6cyHBPjxOhzD5SHSeJ_dPy6i3wbtH_KjSkaAiriEALw_wcB" target="_blank" rel="noopener">Dainese</a> </strong>per caschi e maschere,, da <strong><a href="https://levelgloves.com/" target="_blank" rel="noopener">Level</a></strong> per i guanti e da Konperdell per i bastoncini</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132350" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-testa.jpeg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-testa.jpeg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-testa-300x200.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-testa-1024x683.jpeg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-testa-768x512.jpeg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-testa-990x660.jpeg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-testa-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>L&#8217;Esercito, invece, rappresenta qualcosa di molto più profondo di un semplice gruppo sportivo.</strong><br />
<em>Assolutamente sì. Mi ha aiutato tantissimo, anche nei periodi in cui ero fuori squadra. Mi ha dato la possibilità di continuare ad allenarmi, ha creduto in me e, di fatto, è stato il mio primo grande sponsor. Per questo considero un onore fare parte dell&#8217;Esercito.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132340" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-esercito-italiani.jpeg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-esercito-italiani.jpeg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-esercito-italiani-300x200.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-esercito-italiani-1024x683.jpeg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-esercito-italiani-768x512.jpeg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-esercito-italiani-990x660.jpeg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-esercito-italiani-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>Nel tuo percorso diversi allenatori hanno lasciato un segno. A chi senti di dovere qualcosa in più?</strong><br />
<em>Andrea Truddaiu mi ha fatto crescere tantissimo dal punto di vista tecnico, soprattutto tra slalom e gigante. Anche Max Blardone mi ha dato davvero molto. Per la velocità, invece, Walter Ronconi e “Gallo” (Lorenzo Galli -ndr)  sono stati fondamentali. Gallo, in particolare, è quello che mi ha accompagnato nel percorso che mi ha trasformato definitivamente in un velocista.</em></p>
<p><strong>Fisicamente hai sempre dato l&#8217;impressione di avere una forza naturale. In palestra che tipo di atleta sei?</strong><br />
<em>Mi piace lavorare, anche se cerco sempre un modo per fare fatica divertendomi. Sulla forza sono già messo abbastanza bene, quindi preferisco dedicare più tempo ad aspetti come l&#8217;elasticità e la morbidezza. Credo che oggi possano fare la differenza quanto i chili sollevati.</em></p>
<p><strong>Chiudiamo con un sogno. Se tra un anno ti richiamassi e mi dicessi: &#8220;È successo&#8221;, quale risultato ti piacerebbe raccontarmi?</strong><br />
<em>(Sorride.) Ti direi che mi accontenterei già di un podio sulla Streif&#8230; anche se il sogno è quello di vincerla. Insieme alle Olimpiadi è la gara che tutti sogniamo. Però preferisco fare un passo alla volta. È l&#8217;unico modo che conosco per arrivare davvero lontano.</em></p>
<p>Il cronometro racconta il risultato, una conversazione, ogni tanto, racconta il percorso che porta fin lì. Benjamin Alliod parla poco di talento e molto di dettagli. Di piste da capire, di video da riguardare, di salti da copiare ai migliori, di scarponi troppo stretti, di una mononucleosi affrontata senza cercare alibi. Forse il tratto che lo descrive meglio arriva quasi per caso, in una risposta qualsiasi: «<em>Mi sento rilassato e potente</em>». È presto detto, il suo sci non nasce dall&#8217;istinto o dall&#8217;incoscienza, ma dalla ricerca continua di un equilibrio. Ed è probabilmente questo il dettaglio che un cronometro, da solo, non potrà mai raccontare. Ci risentiamo dopo Kitz!</p>
<figure id="attachment_132359" aria-describedby="caption-attachment-132359" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-132359" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-lingua.jpeg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-lingua.jpeg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-lingua-300x200.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-lingua-1024x683.jpeg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-lingua-768x512.jpeg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-lingua-990x660.jpeg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/07/Alliod-lingua-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-132359" class="wp-caption-text"><br />Photo: Marco Trovati /Pentaphoto</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/bejamin-alliod-esercito-cosi-si-costruisce-un-velocista/">Bejamin Alliod (Esercito): così si costruisce un velocista!</a> proviene da <a href="https://www.sciaremag.it">SciareMag </a>.</p>
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