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	<title>Notizie Archivi - SciareMag</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 22 Oct 2026 13:00:05 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Notizie Archivi - SciareMag</title>
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		<title>Snowit raddoppia il Pay Per Use e sbarca in Svizzera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 13:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbonamenti a consumo cresciuti del 100% nell’ultimo inverno, sei nuove località elvetiche da Laax a Leukerbad. La piattaforma presenta la stagione 2026/27 al Milano Mountain Show: allo stand la card costa 10 euro Una tessera di plastica nel portafoglio, tra il bancomat e la patente. Si appoggia al tornello, la sbarra gira, la giornata comincia. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><strong><em>Abbonamenti a consumo cresciuti del 100% nell’ultimo inverno, sei nuove località elvetiche da Laax a Leukerbad. La piattaforma presenta la stagione 2026/27 al Milano Mountain Show: allo stand la card costa 10 euro</em></strong></p>
<p dir="ltr">Una tessera di plastica nel portafoglio, tra il bancomat e la patente. Si appoggia al tornello, la sbarra gira, la giornata comincia. Il conto arriva a sera, calcolato sulla neve davvero consumata. Su questa idea <a href="https://snowit.ski/?srsltid=AYCX9vKDzVLEkCZ8g43UJBPQ_QODTivVNPpxukP4bCwQIGtteivdHwZg" target="_blank" rel="noopener">Snowit</a> ha costruito il suo inverno più brillante: nella stagione 2025/26 gli abbonati a SnowitPass sono raddoppiati rispetto all’anno precedente. Quel +100% racconta un cambio di abitudini preciso. Lo sciatore di oggi controlla il bollettino il giovedì sera, sceglie la valle in base al vento e decide la partenza all’ultimo momento.</p>
<p dir="ltr"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-134127 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/snowit-2.jpeg" alt="" width="1200" height="675" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/snowit-2.jpeg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/snowit-2-300x169.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/snowit-2-1024x576.jpeg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/snowit-2-768x432.jpeg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/snowit-2-990x557.jpeg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/snowit-2-600x338.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p dir="ltr">La card apre i tornelli di oltre 45 comprensori. Nelle località aderenti vale un tetto massimo di spesa stagionale: superata quella soglia, il contatore si ferma e lo sciatore assiduo smette di fare calcoli.</p>
<p dir="ltr">Dal prossimo inverno la mappa si allarga oltre il confine con sei nomi svizzeri. Si va da Airolo–Valbianca, porta del Ticino a un’ora di strada dalla Lombardia, alla Mesolcina di San Bernardino. Poi i Grigioni di Disentis e del grande carosello di Arosa Lenzerheide, i park freestyle di LAAX e le piste di Leukerbad, dove la giornata si chiude a mollo nelle acque termali.</p>
<p dir="ltr">«<em>I numeri ci confermano che gli sciatori cercano semplicità e flessibilità. Vogliamo costruire un’esperienza sulla neve sempre più universale: un’unica card per accedere a un numero crescente di comprensori, con meno passaggi e più scelta. In questa direzione si inserisce l’espansione in Svizzera, dove dalla stagione 2026/27 saremo presenti in sei nuove località: Airolo–Valbianca, LAAX, Arosa Lenzerheide, Leukerbad, San Bernardino e Disentis. Continuiamo a crescere al fianco dei comprensori, accompagnandoli nella digitalizzazione per rendere la montagna più accessibile per tutti. Il Milano Mountain Show sarà l’occasione ideale per incontrare la nostra community e raccontare dal vivo questa evoluzione</em>», spiega <strong>Riccardo Maggioni</strong>, Managing Director e co-fondatore di Snowit.</p>
<p dir="ltr"><img decoding="async" class="size-full wp-image-134126 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/snowit-3.jpeg" alt="" width="1200" height="675" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/snowit-3.jpeg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/snowit-3-300x169.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/snowit-3-1024x576.jpeg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/snowit-3-768x432.jpeg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/snowit-3-990x557.jpeg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/snowit-3-600x338.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p dir="ltr">La piattaforma del <strong>gruppo Sportit</strong> è nata nel gennaio 2017 da un’intuizione di Maggioni e <strong>Pasquale Scopelliti</strong>: riunire in un solo percorso digitale tutto ciò che di solito si compra a pezzi, cioè hotel, skipass, noleggio, lezioni, assicurazione ed esperienze. Oggi lavora con oltre 130 località in Italia e all’estero e con più di 500 aziende partner. Nell’ultima stagione ha venduto circa mezzo milione di giornate di sci a una community che supera i 350.000 utenti registrati e i 700.000 follower sui social. Ai comprensori offre vendita online, pricing dinamico e servizi integrati, utili per raggiungere giovani, sciatori digitali e chi scende in pista due volte l’anno.</p>
<p dir="ltr">L’appuntamento è in Piazza Città di Lombardia dal 24 al 29 ottobre, dentro il Milano Mountain Show organizzato da Fandango Club Creators con Regione Lombardia. Allo stand Snowit si gioca per vincere gadget. Per chi passa a salutare, SnowitPass costa 10 euro invece dei 15 di listino, con attivazione tramite landing page dedicata e validità limitata ai giorni dell’evento.</p>
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		<title>Daniela Zotti, TD Fis: il compenso olimpico trasformato in crocchette</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 18:54:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giudice di partenza di tutte le gare maschili dei Giochi a Bormio, ha aperto un rifugio per randagi calabresi: ottantuno cani hanno già una famiglia Bormio, febbraio 2026. Olimpiadi, pista Stelvio, discesa libera. Nella casetta di partenza regna un silenzio da chiesa. Davanti al cancelletto Daniela Zotti guarda in faccia ogni discesista un istante prima [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/daniela-zotti-td-fis-il-compenso-olimpico-trasformato-in-crocchette/">Daniela Zotti, TD Fis: il compenso olimpico trasformato in crocchette</a> proviene da <a href="https://www.sciaremag.it">SciareMag </a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Giudice di partenza di tutte le gare maschili dei Giochi a Bormio, ha aperto un rifugio per randagi calabresi: ottantuno cani hanno già una famiglia</em></strong></p>
<p>Bormio, febbraio 2026. Olimpiadi, pista Stelvio, discesa libera. Nella casetta di partenza regna un silenzio da chiesa. Davanti al cancelletto Daniela Zotti guarda in faccia ogni discesista un istante prima del via. «<em>In discesa libera c’è tutta un’altra tensione, un silenzio incredibile. Facce tirate e qualcuno, soprattutto tra gli ultimi, quasi impaurito: devono proprio cercare il coraggio</em>».</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-134116 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-3-bormio.jpg" alt="" width="1200" height="900" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-3-bormio.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-3-bormio-300x225.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-3-bormio-1024x768.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-3-bormio-768x576.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-3-bormio-990x743.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-3-bormio-470x352.jpg 470w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-3-bormio-640x480.jpg 640w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-3-bormio-414x310.jpg 414w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-3-bormio-215x161.jpg 215w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-3-bormio-130x97.jpg 130w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-3-bormio-187x140.jpg 187w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-3-bormio-74x55.jpg 74w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-3-bormio-111x83.jpg 111w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-3-bormio-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br />
Per quei giorni di Giochi ha incassato 1.900 euro. Una bella cifra. Daniela li ha spesi tutti in crocchette.<br />
Al telefono ha messo le mani avanti: «<em>Farai fatica a trovare il modo di parlare dei miei cani su Sciare</em>».<br />
Fatica zero, Daniela. La tua storia comincia proprio da un cancelletto.</p>
<p>Nella vita di tutti i giorni Daniela è una dipendente pubblica e arriva dal ciclismo. D’inverno la bici riposava in garage e i weekend restavano liberi, così ha seguito alcuni amici che facevano i giudici di gara FISI. In un attimo la passione l’ha travolta. Esame nel 1998, a diciotto anni: la più piccola del gruppo e una delle pochissime donne, decisa a tenere duro anche per questo. Nel 2013 diventa delegata tecnica FIS, una dei cinquanta o sessanta in Italia.</p>
<p>La prima Coppa del Mondo arriva per caso, a Bormio, come giudice d’arrivo chiamata all’ultimo minuto per una sostituzione. Poi Markus Waldner vuole le stesse persone negli stessi ruoli e da sei o sette anni la Stelvio la vede dall’alto, al cancelletto. Fino alle Olimpiadi, dove dà il via a tutte le gare maschili.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-134115 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-4-bormio.jpg" alt="" width="1200" height="1120" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-4-bormio.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-4-bormio-300x280.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-4-bormio-1024x956.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-4-bormio-768x717.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-4-bormio-990x924.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-4-bormio-600x560.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La seconda vita ha un nome preciso: Ruben. Un cane preso al canile, impallinato dai cacciatori, con le anche a pezzi. Quattordici anni insieme, gli ultimi due con il carrellino sotto le zampe posteriori. <a href="https://www.instagram.com/gli_amici_di_ruben?psln=MTQ4NWVsMnB6dmZ1aQ%3D%3D" target="_blank" rel="noopener">Ruben</a> si allenava come un atleta in riabilitazione e ci metteva tutto il suo impegno per imparare. Per aiutarlo Daniela scopre il mondo dei volontari. Dopo il suo addio vuole adottarne un altro, poi un altro ancora. Li vorrebbe tutti.</p>
<p>Un gruppo di volontarie calabresi le racconta il resto: canili lager, sterilizzazioni rare, maltrattamenti. Daniela ha un’idea semplice. Portare quei cani al Nord, dove le famiglie possono vederli dal vivo e scegliere con calma. Le serve un posto. Glielo regala Gianluca, un ragazzo che abita vicino a casa sua e le presta un pezzo di campo. Si parte tra novembre e dicembre dell’anno scorso.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-134113 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-2.jpg" alt="" width="2048" height="1536" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-2.jpg 2048w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-2-300x225.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-2-1024x768.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-2-768x576.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-2-1536x1152.jpg 1536w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-2-990x743.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-2-1320x990.jpg 1320w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-2-470x352.jpg 470w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-2-640x480.jpg 640w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-2-414x310.jpg 414w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-2-215x161.jpg 215w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-2-130x97.jpg 130w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-2-187x140.jpg 187w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-2-74x55.jpg 74w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-2-111x83.jpg 111w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-2-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Il piano finanziario sta tutto su un tovagliolo. Daniela mette sul tavolo le diarie da delegata e i 1.900 euro dei Giochi. «<em>Ero contentissima. Mi sono detta: va bene, 1.900 euro, ne compro di crocchette! Faccio arrivare un po’ di cagnolini con le staffette e gli cerco casa</em>». Qualche cuccia, qualche sacco di cibo, al resto ci pensa l’entusiasmo. Il tesoretto olimpico dura un battito di ciglia. Il primo cane arriva con la dissenteria: venticinque euro di fermenti. Poi il veterinario, qui e là, sempre più spesso. Nel giro di pochi giorni il compenso dei Giochi si scioglie come neve a marzo e Daniela scopre l’aritmetica spietata dei rifugi: le crocchette sono soltanto l’antipasto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-134114 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-1.jpg" alt="" width="1200" height="1486" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-1.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-1-242x300.jpg 242w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-1-827x1024.jpg 827w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-1-768x951.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-1-990x1226.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-1-300x372.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-1-600x743.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Per fortuna la generosità viaggia veloce quanto le spese. Un muratore porta le assi di legno, un ragazzo costruisce le casette, qualcuno regala la rete per i recinti. Daniela insiste per un rifugio a impatto zero: legno, materiali recuperati, plastica bandita. Più fatica, più soddisfazione. Una farmacia le fa uno sconto, chi adotta lascia quasi sempre un’offerta, il resto lo paga lei. Il sabato pomeriggio la si incontra davanti ai supermercati con un cartello in mano, a raccogliere cibo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-134111 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-4.jpg" alt="" width="1200" height="1589" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-4.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-4-227x300.jpg 227w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-4-773x1024.jpg 773w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-4-768x1017.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-4-1160x1536.jpg 1160w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-4-990x1311.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-4-300x397.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Zotti-4-600x795.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il regalo più prezioso però porta nomi e volti. Grazie a questa avventura Daniela ha conosciuto tante persone che ogni giorno le danno una mano. Mentre lei è al lavoro, sono loro a riempire le ciotole e a coccolare i suoi pelosi. «<em>Senza </em><em>quell’aiuto non riuscirei a fare tutto quello che faccio</em>». Una squadra vera, come quelle che preparano una pista di Coppa del Mondo!</p>
<p>Il rifugio ha ottenuto l’autorizzazione ufficiale come stallo: dieci cani al massimo, tutti insieme. Appena uno parte, un altro è già in viaggio dalla Calabria. Le cucciolate in esubero dormono da parenti e amici. A casa sua vivono altri cinque cani, i casi più disperati. Il bilancio di un anno sembra un errore di battitura: ottantuno cani sistemati. «<em>Ottantuno fuori dalla gabbia</em>» dice lei. «<em>Per me sono tantissimi</em>».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-134107 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tre-cani-zotti.jpg" alt="" width="1200" height="593" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tre-cani-zotti.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tre-cani-zotti-300x148.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tre-cani-zotti-1024x506.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tre-cani-zotti-768x380.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tre-cani-zotti-990x489.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tre-cani-zotti-600x297.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>A Bormio Daniela dà il via ai campioni. Nel campo di Gianluca dà il via a una vita nuova. Gli occhi sono gli stessi: paura, poi coraggio, poi la corsa. Ottantuno partenze, tutte arrivate al traguardo.</p>
<p>Il prossimo è già in viaggio dalla Calabria: pettorale numero 82. Per dargli il via servono una famiglia, un sacco di crocchette o anche soltanto un aiuto per i fermenti: basta il prezzo di un pranzo in baita. Il cancelletto è aperto a tutti.</p>
<p><strong><a href="https://www.facebook.com/amici.di.ruben?rdid=e8AYUuGlecZbJnHj&amp;share_url=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fshare%2F19ZFYPTZET%2F#" target="_blank" rel="noopener">QUI LE ISCRIZIONI</a></strong></p>
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		<title>Atomic apre le porte del Racing ai suoi giovani talenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 14:45:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sette ragazzi del progetto Juniors to Champions ad Altenmarkt tra interviste, social e gli sci di Shiffrin e Goggia Altenmarkt, Salisburghese. Nel quartier generale Atomic prendono forma gli sci e gli scarponi di Mikaela Shiffrin, Lucas Pinheiro Braathen, Sofia Goggia e Raphael Haaser. Per un ragazzo che sogna la Coppa del Mondo equivale a entrare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Sette ragazzi del progetto Juniors to Champions ad Altenmarkt tra interviste, social e gli sci di Shiffrin e Goggia</em></strong></p>
<p>Altenmarkt, Salisburghese. Nel quartier generale Atomic prendono forma gli sci e gli scarponi di Mikaela Shiffrin, Lucas Pinheiro Braathen, Sofia Goggia e Raphael Haaser. Per un ragazzo che sogna la Coppa del Mondo equivale a entrare nella cucina di uno chef stellato.</p>
<p>Da venerdì 16 a domenica 18 ottobre in quella cucina sono entrati in sette: Simon Auer, Giulio Cazzaniga, Gioele Cioccarelli, Noah Gasteiger, Carlotta Pedrolini, Sophie Schweigl e Alenah Taschler. Tutti cresciuti dentro Juniors to Champions, il programma con cui Atomic adotta i talenti da piccoli e li accompagna verso il piano di sopra. Adesso gareggiano nelle categorie superiori, la Coppa Europa nel mirino e la Coppa del Mondo sullo sfondo.</p>
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<p>Il pezzo forte è stato il giro all’Atomic Pro Center, il cuore del Racing. Nasi sopra i banchi, occhi sui Redster dei campioni, la scoperta di quanta fatica si nasconde dentro un centesimo. Lì lavorano i tecnici che ogni inverno mettono gli sci sotto i piedi di Shiffrin e Goggia. Un’occhiata così cambia il modo di guardare il proprio paio di sci.</p>
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<p><em><span style="font-size: 10pt;">Noah Gasteiger e Carlotta Pedrolini</span></em></p>
<p>Il sabato invece si è parlato di parole. La presentatrice televisiva Julia Scharf ha tenuto un corso su microfoni, interviste e presenza davanti alle telecamere. Chissà che tra qualche anno al parterre arrivi qualcosa di diverso dal solito «sono contento, ho sciato bene»: sarebbe una piccola rivoluzione. Nel pomeriggio Bettina Brunauer ha spiegato come raccontarsi sui social, perché oggi un atleta vive anche dentro il telefono dei tifosi. Domenica tutti in palestra per mobilità e preparazione fisica, poi i saluti.</p>
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<p><em><span style="font-size: 10pt;">Simon Auer e Alenah Taschler</span></em></p>
<p>A fare da ponte con l’Italia c’erano Luca Tavian, Event &amp; Sponsorship Manager di Atomic, e Werner Heel, ex azzurro della velocità, oggi Junior Racing Manager di Atomic Italia. Da noi il progetto parte dalla base, con l’appuntamento di Jesolo nell’Energiapura Series dedicato a Ragazzi e Allievi, sci club e famiglie.</p>
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<p><em><span style="font-size: 10pt;">Gioele Cioccarelli, Sophie-Schweiger e Giulio Cazzaniga</span></em></p>
<p>«Il progetto Juniors to Champions nasce con un obiettivo preciso: individuare e sostenere i giovani talenti dello sci alpino, accompagnandoli in un percorso di crescita che possa portarli fino ai massimi livelli internazionali» racconta Heel. «Vedere alcuni di questi ragazzi, oggi impegnati nelle categorie superiori, ritrovarsi nel cuore di Atomic rappresenta una grande soddisfazione e conferma il valore del lavoro che stiamo portando avanti.</p>
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<p><em><span style="font-size: 10pt;">Werner Heel e Luca Tavian</span></em></p>
<p>Il nostro impegno non si limita al supporto tecnico, ma vuole offrire agli atleti opportunità concrete di formazione, confronto e crescita personale. Esperienze come quella di Altenmarkt sono fondamentali per comprendere cosa significhi diventare un atleta professionista, dentro e fuori dalle piste, e per continuare a coltivare il sogno di raggiungere un giorno la Coppa Europa e la Coppa del Mondo».</p>
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<p><em><span style="font-size: 10pt;">Juergen Graller e Raphaela Oßberger</span></em></p>
<p>Tornati a casa, i sette hanno ripreso gli allenamenti. Con un’immagine in più nella testa: il banco dove un giorno, chissà, qualcuno preparerà i loro sci.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Moioli, Bormolini e i Tabanelli: Livigno svela il suo Team</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 09:04:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diciotto atleti tra campioni olimpici, giovani all’assalto della Coppa e triatleti forgiati sulle strade del Piccolo Tibet Diciotto nomi, una sola valle. Livigno presenta la sua squadra per l’inverno alle porte e la fotografia somiglia a un album di famiglia allargato: medaglie olimpiche ancora lucide, ragazzi con la valigia pronta per la Coppa del Mondo, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Diciotto atleti tra campioni olimpici, giovani all’assalto della Coppa e triatleti forgiati sulle strade del Piccolo Tibet</em></strong></p>
<p>Diciotto nomi, una sola valle. Livigno presenta la sua squadra per l’inverno alle porte e la fotografia somiglia a un album di famiglia allargato: medaglie olimpiche ancora lucide, ragazzi con la valigia pronta per la Coppa del Mondo, perfino un triatleta con le gambe appena scese dalle strade laviche delle Hawaii.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-134078 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/livigno-moioli.jpg" alt="" width="1200" height="753" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/livigno-moioli.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/livigno-moioli-300x188.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/livigno-moioli-1024x643.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/livigno-moioli-768x482.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/livigno-moioli-320x200.jpg 320w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/livigno-moioli-990x621.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/livigno-moioli-600x377.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>Michela Moioli</strong> apre la fila. Quattro podi olimpici, il tricolore portato da portabandiera a Pechino 2022, uno snowboard cross conquistato in ogni sua forma. Ai Giochi del 2026 Livigno le ha regalato due medaglie sulla neve che considera la sua seconda casa: un capitolo speciale per una carriera diventata bussola di intere generazioni.</p>
<p>Maurizio Bormolini invece è Livigno allo stato puro. Nato qui, cresciuto qui, reduce da un 2026 da incorniciare: Coppa del Mondo di parallelo, di slalom parallelo e di gigante parallelo. Tre sfere di cristallo in un colpo solo, cinque in carriera. Leader di una nazionale tra le più temute del circuito, modello in carne e ossa per i ragazzi che crescono sulle sue stesse montagne.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-134076 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/livigno-tabaneli.jpg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/livigno-tabaneli.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/livigno-tabaneli-300x200.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/livigno-tabaneli-1024x683.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/livigno-tabaneli-768x512.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/livigno-tabaneli-990x660.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/livigno-tabaneli-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Poi i <strong>Tabanelli</strong>, fratello e sorella, il volto giovane del freestyle italiano. Entrambi hanno assaggiato il gradino più alto degli X Games. Flora ha firmato proprio a Livigno, nel Big Air olimpico, un bronzo storico per lo sport azzurro, strappato con il legamento crociato rotto. Adesso la aspetta finalmente una stagione completa. Miro intanto si prende la scena tra i protagonisti di una generazione che sta ridisegnando la disciplina.</p>
<p><strong>Giulia Murada</strong> porta in dote la Coppa del Mondo generale 2026 e una finale olimpica a Milano Cortina. Lo sci alpinismo, appena entrato nel programma dei Giochi, punta già sulla Francia 2030 e lei ne custodisce storia e fascino con un passo moderno.</p>
<p><strong>Jole Galli</strong>, livignasca doc, conta due medaglie mondiali e dieci podi di Coppa nello skicross. Una carriera da giramondo con il cuore ancorato al paese, di cui incarna lo spirito più autentico. Anche per lei le Olimpiadi di casa hanno segnato un passaggio speciale. Al suo fianco il futuro ha la faccia di <strong>Simon Talacci</strong>, sciatore alpino del posto pronto al salto in Coppa del Mondo, una delle speranze azzurre per slalom e gigante.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-134075 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Livigno-skicross.jpg" alt="" width="1200" height="836" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Livigno-skicross.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Livigno-skicross-300x209.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Livigno-skicross-1024x713.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Livigno-skicross-768x535.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Livigno-skicross-990x690.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Livigno-skicross-600x418.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il gruppo allarga i confini oltre la neve. <strong>Andrea Pusateri</strong>, paraciclista e triatleta, con le sue imprese ha acceso la scintilla in migliaia di aspiranti atleti. Gregory Barnaby ha appena chiuso quarto al Mondiale Ironman di Kona, una prova maiuscola costruita in estate sulle strade e nelle strutture livignasche.</p>
<p>“<em>Il Livigno Team racconta bene la ricchezza della nostra cultura sportiva</em>” spiega Luca Moretti, presidente di Livigno Next. “<em>discipline diverse, generazioni che si incontrano e atleti che condividono un legame profondo con il territorio. Negli anni abbiamo costruito le condizioni perché Livigno fosse un luogo di riferimento per la preparazione ai massimi livelli, grazie al Centro di Preparazione Olimpica AQ1816, alle infrastrutture e alla capacità di accogliere atleti e squadre internazionali. Le Olimpiadi del 2026 hanno dato a questa vocazione una visibilità straordinaria. Ora vogliamo valorizzarne l’eredità, continuando a investire nello sport e nei grandi eventi internazionali che possono contribuire al futuro della nostra località</em>”.</p>
<p>Completano la squadra<strong> Gioele Bertolini, Giorgia Priarone, Niccolò Bianchi, Nicola e Teo Galli, Edoardo Mottini, Veronica e Marta Silvestri, Giacomo Bormolini</strong>.</p>
<p>Dal Big Air all’Ironman, dalla tavola agli sci stretti dello skialp: a Livigno lo sport parla tutte le lingue. L’inverno è pronto ad ascoltarle.</p>
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		<title>Elezioni FISI, manovre e alleanze e un precedente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 07:22:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Consiglio federale al bivio, Noris già in movimento, nuovi nomi all’orizzonte. Cinquant’anni fa comitati, sponsor e vicepresidenti giocavano una partita a scacchi chiusa da un sorpasso all’ultimo istante Il Consiglio federale si riunirà a breve e Flavio Roda avrà davanti due strade. Restare in prorogatio fino al nuovo voto, con l’esecutivo chiamato a indire le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Consiglio federale al bivio, Noris già in movimento, nuovi nomi all’orizzonte. Cinquant’anni fa comitati, sponsor e vicepresidenti giocavano una partita a scacchi chiusa da un sorpasso all’ultimo istante</em></strong></p>
<p>Il Consiglio federale si riunirà a breve e Flavio Roda avrà davanti due strade. Restare in prorogatio fino al nuovo voto, con l’esecutivo chiamato a indire le elezioni “nell’immediatezza”, formula elastica priva di una scadenza precisa: la data potrebbe cadere tra gennaio e marzo oppure slittare ad aprile, a stagione chiusa. Oppure rassegnare le dimissioni: in quel caso arriverebbe un commissario, obbligato a convocare le urne entro novanta giorni. Sullo sfondo resta una regola di buon senso: chi vota deve poterlo fare. A gennaio però i tecnici vivono sui campi di gara.</p>
<p>Intanto Antonio Noris continua a muoversi. Riparte da un solido 35% e da un vantaggio prezioso: due mesi di campagna già alle spalle rispetto a chiunque decida di scendere in pista adesso. Un capitale di consensi e di contatti che il presidente dello Sci Club Zanetti Goggi lavora per allargare giorno dopo giorno.</p>
<h3>Le elezioni federali hanno quasi sempre avuto una trama complicata.</h3>
<p>Dietro una percentuale si muovono comitati regionali, sponsor, cordate, promesse di poltrone. Basta tornare alla primavera del 1976 per vederlo con chiarezza.</p>
<p>Aprile 1976, mancano due mesi scarsi all’assemblea generale. La Federazione è in piena fibrillazione. Il Comitato Alpi Centrali, che aveva portato alla presidenza Omero Vaghi, riceve un invito esplicito a cambiare cavallo. A chiederlo sono una parte degli altri quattordici comitati, affiancati da alcune industrie del Pool e da aziende esterne pronte a chiudere i rubinetti: le gare dell’Omino di Ferro erano costate 120 milioni con un’eco giudicata modesta.</p>
<h2>Le Alpi Centrali rispondono con un ticket.</h2>
<p>il loro presidente, Giuseppe Cellario, alla guida della FISI e l’avvocato Arrigo Gattai alla vicepresidenza, al posto dell’avvocato triestino Attilio Coen. Vaghi però resta in sella, chiede fiducia e si ricandida, gettando nell’imbarazzo il suo stesso comitato. Liquidare Coen si rivela complicato: oltre ai suoi elettori, lo sostengono gli uomini di un altro vicepresidente, Erich Demetz, che puntano direttamente su Gattai più che su Cellario. Cellario giudica impossibile lavorare con Coen, che a sua volta ha chiuso con Vaghi. Sullo sfondo si staglia il terzo vicepresidente, Pierluigi Cocconi, l’uomo che aveva portato allo sci i milioni della Parmalat, possibile arbitro dell’intera partita.</p>
<p>Cellario mette le mani avanti: meglio restare alla guida delle Alpi Centrali che salire alla presidenza circondato da consiglieri estranei alla sua fiducia, frutto di un “baratto politico”.</p>
<p>Un mese dopo, a Santa Margherita, arriva il colpo di scena. Cellario annuncia la propria disponibilità, attende il momento culminante e poi si sfila, consegnando agli elettori il suo ultimo progetto. Gattai diventa presidente, scavalcando proprio l’uomo che gli aveva tirato la volata. Cellario era lo stesso regista che a Riva del Garda aveva spinto Fabio Conci al posto di Oneglio e a Parma lo aveva fatto cadere a favore di Vaghi. Sponsor in pressing, vicepresidenti in guerra fredda, ticket costruiti e smontati nel giro di poche settimane: il voto finale raccontava appena l’ultima riga di una storia molto più lunga.</p>
<p>Il 2027 promette una trama altrettanto ricca. Diversi aspiranti sono pronti a uscire allo scoperto: alcuni in totale autonomia, altri con la benedizione di Roda, che resta pur sempre il presidente scelto da oltre metà degli sci club. Proprio quel <a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/roda-col-5788-non-raggiunge-il-quorum-noris-al-3597-al-252/" target="_blank" rel="noopener">57,88%</a> gli consegna un ruolo decisivo nella partita. Immaginiamo stia ragionando su un nome di fiducia capace di accompagnare la FISI senza scossoni, ma una figura in grado di unire tutti resta merce rara.</p>
<p>Tra le suggestioni affiora quella di Alberto Ghezze, tecnico ai tempi dell’Italjet, poi uomo macchina dei Mondiali di Cortina e soprattutto delle Olimpiadi di Milano Cortina, dove ha guidato il settore sportivo di tutte le discipline. Oggi è impegnato a costruire l’impianto tecnico dei paralimpici, appena entrati in Federazione. Un’ipotesi affascinante, forse lontanissima dai suoi pensieri. Ghezze appartiene alla razza di chi risolve problemi con le mani e con la testa, a proprio agio tra piste, cronometri e cantieri più che nelle stanze dove si contano i voti. Se la corsa dovesse trasformarsi in una battaglia politica, difficilmente lo vedremmo indossare l’elmetto. La risposta arriverà con le prossime settimane.</p>
<p>Il 1976 regala anche una lezione rassicurante. Il presidente uscito da quel groviglio di manovre guidò la FISI per undici anni, fino al 1987, per poi salire alla presidenza del CONI fino al 1993. I temi sul tavolo di allora suonano familiari: vivai, rapporti con l’industria, crisi di nordico, bob e slittino, uno sci del tempo libero con tre milioni di praticanti ancora organizzato in modo artigianale quando ormai era diventato un’industria. La stessa agenda attende il prossimo presidente con una sfilza di nodi in più.</p>
<p>Insomma, come sempre, dietro ogni voto si nasconde una partita. Le partite più combattute hanno spesso consegnato alla Federazione le sue stagioni migliori. Gli sci club lo sanno bene: dalle assemblee più dure la FISI è sempre ripartita.</p>
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		<title>ANEF, a Milano la montagna passa il testimone ai giovani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 13:15:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lunedì 26 ottobre all’Auditorium Testori l’assemblea «Generazioni in quota»: le nuove leve degli impianti a fune e gli studenti di UNIMONT di Edolo a confronto con il Centro Studi Confindustria e la politica In ogni stazione a valle, da qualche parte, appeso a un chiodo dietro la porta del locale motori, c’è un mazzo di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><em>Lunedì 26 ottobre all’Auditorium Testori l’assemblea «Generazioni in quota»: le nuove leve degli impianti a fune e gli studenti di UNIMONT di Edolo a confronto con il Centro Studi Confindustria e la politica</em></p>
<p dir="ltr">In ogni stazione a valle, da qualche parte, appeso a un chiodo dietro la porta del locale motori, c’è un mazzo di chiavi. Apre il quadro comandi, la cabina di manovra, l’armadio dei ricambi. Per decenni è passato dalla tasca del nonno a quella del padre, poi a quella del figlio, con la stessa naturalezza con cui si eredita un orto o una stalla. Oggi quel mazzo di chiavi diventa una domanda: chi lo prenderà in mano domani, e con quali idee in testa?</p>
<p dir="ltr">L’ANEF, l’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari, ha deciso di porla ad alta voce. «<em>Generazioni in quota. Il futuro della montagna tra sfide e opportunità</em>» è il titolo dell’assemblea 2026, in programma lunedì 26 ottobre alle 15 all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia, a Milano. La ospita la Regione Lombardia, dentro il calendario del Milano Mountain Show. Per una volta, al tavolo degli impiantisti, i posti in prima fila spettano a chi ha meno capelli bianchi: giovani che lavorano nelle società funiviarie e nei comprensori delle Alpi e dell’Appennino, insieme agli studenti del Polo UNIMONT dell’Università degli Studi di Milano, la sede di Edolo nata per formare chi vuole vivere e lavorare in quota.</p>
<p dir="ltr"><strong>Valeria Ghezzi</strong>, presidente dell’ANEF, spiega la scelta: «<em>Quest’anno abbiamo scelto di investire sul futuro, dando alle nuove generazioni uno spazio da protagoniste. I giovani imprenditori saranno chiamati a partecipare attivamente al dibattito, portando le proprie esperienze, competenze e punti di vista, maturati in territori differenti. Ne emergerà uno spaccato della pluralità delle montagne italiane, con le loro specificità, le loro sfide e le loro opportunità». </em></p>
<p dir="ltr">E aggiunge<em>: «Interrogarsi sul futuro della montagna significa anche ascoltare chi sarà chiamato a viverlo, a interpretarne i cambiamenti e a guidarne lo sviluppo. Per questo abbiamo voluto coinvolgere anche gli studenti del Polo UNIMONT, la sede di Edolo dell’Università degli Studi di Milano: un dialogo tra chi già opera nelle imprese e chi si sta formando per contribuire al futuro dei territori montani è fondamentale per condividere prospettive e costruire nuove opportunità</em>».</p>
<p dir="ltr">Il pomeriggio comincia con la relazione della presidente e prosegue con i numeri. <strong>Alessandro Fontana</strong>, direttore del Centro Studi di Confindustria, aprirà il cassetto dei megatrend che stanno ridisegnando le comunità di montagna: paesi che si svuotano o si ripopolano, economie che cambiano pelle, famiglie che decidono se restare in valle o scendere in città. Su quei dati saranno chiamati a rispondere esponenti delle istituzioni italiane e del Parlamento europeo, interrogati sulle politiche per i territori montani e per le filiere che li tengono in vita.</p>
<p dir="ltr">Il finale è tutto per i ragazzi. Da una parte siederanno alcuni giovani già al lavoro nelle aziende funiviarie, gente che fra qualche anno firmerà i bilanci e deciderà dove piantare il prossimo pilone. Dall’altra gli studenti di UNIMONT, accompagnati dalla professoressa Anna Giorgi, presidente della Scuola di Scienze e Politiche per i Territori Montani e responsabile del Polo. Due generazioni vicine d’età e lontane di esperienza, chiamate a dirsi in faccia che montagna vogliono costruire.</p>
<p dir="ltr">Il ricambio, per l’ANEF, vale come un investimento: nuove competenze da far crescere dentro le imprese e una montagna capace di tenere insieme conti in ordine, innovazione e voglia di restarci a vivere. Lunedì a Milano il mazzo di chiavi passerà di mano almeno per un pomeriggio, sotto gli occhi di chi lo ha custodito fino a oggi.</p>
<p dir="ltr"><strong>L’ANEF in breve</strong><br />
Nata come sezione autonoma di FENIT per dare voce a esercenti, costruttori e tecnici degli impianti a fune, l’ANEF si è costituita ufficialmente nel 1987 in Alta Badia. Oggi rappresenta circa il 90% del volume d’affari delle aziende funiviarie italiane, sulle Alpi e sull’Appennino, con oltre 1.500 impianti aderenti, direttamente o attraverso le sezioni territoriali. Fa parte di Confindustria, anche tramite Federturismo, e collabora con FIANET e OITAF a livello internazionale.</p>
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		<title>Sassolungo, dieci ore diventano 98 minuti: record di Babicz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 06:42:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il valdostano d’adozione cancella un itinerario da dieci ore con partenza e arrivo al rifugio Toni Demetz. Vetta in 55 minuti, rientro in 42: l’idea è nata durante un esame da aspirante guida Il bastone di legno piantato sulla cima del Sassolungo, a 3.181 metri, ha visto arrivare Filip Babicz dopo 55 minuti e 34 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><em>Il valdostano d’adozione cancella un itinerario da dieci ore con partenza e arrivo al rifugio Toni Demetz. Vetta in 55 minuti, rientro in 42: l’idea è nata durante un esame da aspirante guida</em></p>
<p dir="ltr">Il bastone di legno piantato sulla cima del Sassolungo, a 3.181 metri, ha visto arrivare Filip Babicz dopo 55 minuti e 34 secondi. Il tempo di una foto e l’alpinista di Courmayeur era già lanciato verso valle. Il 2 ottobre è rientrato al rifugio Toni Demetz, alla Forcella del Sassolungo, dopo 1 ora, 38 minuti e 25 secondi. Per salire e scendere la montagna simbolo della Val Gardena una cordata impiega normalmente una decina di ore.</p>
<h3 dir="ltr"><strong>Un record nato da un esame</strong></h3>
<p dir="ltr">Il primato era assente dall’agenda. Babicz si trovava attorno al Sella per un modulo del corso guide alpine della Valle d’Aosta, che frequenta quest’anno, e proprio sulla via normale del Sassolungo ha sostenuto l’esame da aspirante guida. Come impone il mestiere, quel giorno la sicurezza ha avuto la precedenza sul cronometro: dietrofront al Bivacco Reginaldo Giuliani, a 3.100 metri, a un passo dalla vetta. Per uno come lui era una spina nel fianco. «<em>A meno che non si tratti di un’emergenza o di un problema reale, io odio scendere senza arrivare in cima</em>», racconta. Chiuso il modulo, un giorno di riposo e nel pomeriggio del 2 ottobre la partenza dal rifugio. Il piano prudente prevedeva tre ore, tre ore e mezza al massimo.</p>
<p dir="ltr"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-134025 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/sassolungo-doppio.jpg" alt="" width="1200" height="640" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/sassolungo-doppio.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/sassolungo-doppio-300x160.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/sassolungo-doppio-1024x546.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/sassolungo-doppio-768x410.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/sassolungo-doppio-990x528.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/sassolungo-doppio-600x320.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<h2 dir="ltr"><strong>Il Cronometro</strong></h2>
<p dir="ltr">«<em>Una volta acceso il cronometro il mio campo percettivo si restringe immediatamente e tutto diventa funzionale a un solo obiettivo: il tempo</em>». Alla forcella in fondo alla Cengia dei Fassani il display segna 18 minuti, all’Anfiteatro 37. Lì Babicz comincia a credere alla vetta sotto l’ora. Oltre il Bivacco Giuliani affronta a vista l’ultimo tratto di cresta, mai percorso prima, fino al bastone di legno della cima. Per la discesa sceglie la Variante delle Guide, più esposta ma con una roccia più sana. Dall’Anfiteatro al rifugio impiega 29 minuti: uno in meno di quanto aveva previsto, scherzando, davanti a un istruttore tre giorni prima.</p>
<h2 dir="ltr"><strong>«È impossibile!»</strong></h2>
<p dir="ltr">Al rifugio, ancora con il fiato corto, racconta tutto ai gestori Julia Demetz e Christian Pescoll. La prima reazione di Pescoll è un’esclamazione: «<em>È impossibile!</em>». Allora guarda le foto della partenza e della vetta, controlla la traccia GPS e cambia verdetto: «<em>Questo deve essere il record!</em>».</p>
<p dir="ltr">La serata prende una piega più intima. Julia è la nipote di Toni Demetz, la guida gardenese uccisa da un fulmine sulla cresta sommitale, nel punto dove oggi sorge la croce, e a cui il rifugio è dedicato. Al tavolo arriva anche il padre Enrico, fratello di Toni, con i ricordi dei suoi allenamenti giovanili sulla via normale e le storie di altri primati, come la parete nord salita da Adam Holzknecht lungo la via Pichl in 48 minuti. «<em>Condividere la mia corsa e ascoltare i loro racconti ha arricchito questa performance anche dal punto di vista umano. Lo custodirò a lungo nella memoria e nel cuore</em>».</p>
<h2 dir="ltr"><strong>Sulle tracce di Paul Preuss</strong></h2>
<p dir="ltr">A record ormai fatto, Babicz ha scoperto di aver camminato sulle orme di uno dei suoi miti. Il 17 agosto 1911 <strong>Paul Preuss,</strong> pioniere austriaco dell’arrampicata in solitaria, compì la traversata di Sassolungo, Spallone del Sassolungo, Punta delle Cinque Dita e Punta Grohmann. Durante il corso, osservando la cresta che spuntava da un mare di nubi, Babicz aveva confidato a un istruttore un’idea simile: concatenare l’intero gruppo, dal Sassopiatto al Sassolungo. «<em>Ora questa idea sta assumendo per me tutto un altro valore». E sul tempo appena firmato aggiunge: «Qualche minuto è ancora possibile limarlo, ma questo non toglie nulla alla mia soddisfazione</em>».</p>
<h2 dir="ltr"><strong>Chi è Filip Babicz</strong></h2>
<p dir="ltr">Classe 1982, è cresciuto a Zakopane, in Polonia, figlio di una guida dei Monti Tatra. A 14 anni ha cominciato con l’arrampicata sportiva agonistica e per quasi vent’anni ha gareggiato in Coppa del Mondo, prima con la nazionale polacca e poi con quella italiana. Oggi vive a Courmayeur, veste i colori del Centro Sportivo Esercito e dal 2015 si dedica all’alpinismo fast &amp; light, al drytooling e all’highball, sempre in totale autonomia. Nel suo curriculum figurano il Grand Capucin in solitaria e senza corda in 49 minuti nel 2022 e l’Integralissima di Peuterey in solitaria in 17 ore. Ha salito lo Spigolo Nord del Pizzo Badile in 42&#8217;52&#8221; e la Cresta Sud dell’Aiguille Noire de Peuterey in circa un’ora e mezza. Nel 2024 ha concatenato le quattro creste del Cervino in 7h43&#8217;45&#8221; e lo scorso luglio ha completato la traversata no-stop Chamonix-Courmayeur passando dallo Sperone Walker delle Grandes Jorasses, 33 chilometri. Tredici di queste imprese sono raccolte nel libro «<em>Oltre l’immaginabile. Storie di un alpinista alla ricerca della perfezione</em>» (Rizzoli, 2024).</p>
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		<title>Atomic, dopo oltre 40 anni Mayrhofer lascia la presidenza! Arriva Absmaier</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 15:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo oltre quarant’anni ad Altenmarkt il manager austriaco chiude la carriera a fine 2026. Dal 1° gennaio 2027 guida affidata al direttore finanziario, mentre Anssi Lampinen prende in mano i conti Ad Altenmarkt, nel Pongau salisburghese, cambia la mano sul timone. Atomic ha annunciato che Wolfgang Mayrhofer lascerà la presidenza alla fine del 2026, chiudendo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dopo oltre quarant’anni ad Altenmarkt il manager austriaco chiude la carriera a fine 2026. Dal 1° gennaio 2027 guida affidata al direttore finanziario, mentre Anssi Lampinen prende in mano i conti</em></p>
<p>Ad Altenmarkt, nel Pongau salisburghese, cambia la mano sul timone. Atomic ha annunciato che Wolfgang Mayrhofer lascerà la presidenza alla fine del 2026, chiudendo una carriera di oltre quarant’anni legata al marchio. Dal 1° gennaio 2027 il suo posto passerà a Michael Absmaier, oggi CFO e vicepresidente Business Development dell’azienda. Absmaier lascerà a sua volta la direzione finanziaria ad Anssi Lampinen. Mayrhofer resterà comunque nell’orbita del gruppo come consulente di Amer Sports.</p>
<p>Poche carriere si identificano con un marchio quanto quella di Mayrhofer con Atomic. Entrato giovanissimo, ha accompagnato la trasformazione di un’azienda di sci in uno dei marchi più completi degli sport invernali, capace di mettere sotto lo stesso nome sci, scarponi, attacchi, caschi e maschere. Dopo vari incarichi di vertice fra Atomic e Amer Sports è diventato presidente nel 2007. Nell’ultimo decennio, sotto la sua guida, il fatturato del marchio è più che raddoppiato e la sua presenza si è allargata dal cancelletto della Coppa del Mondo alle prime curve dei bambini.</p>
<p>Chi lo ha visto a bordo pista durante una gara conosce l’altra faccia del manager: quella del tifoso appassionato. «<em>Atomic e lo sci hanno segnato quasi tutta la mia vita professionale</em>», racconta. «<em>Passare più di quarant’anni in uno sport che amo, con un marchio in cui credo profondamente, è stato un privilegio. Quello di cui vado più fiero è quanto abbiamo costruito insieme in tanti anni: i prodotti, gli atleti, i successi in gara, i rapporti umani e la forza che Atomic ha oggi come marchio. Niente di tutto questo nasce senza grandi persone. Michi fa parte di questo viaggio da molti anni. Conosce Atomic, conosce lo sci e conosce la squadra. Questo mi dà grande fiducia mentre il marchio entra nel suo prossimo capitolo</em>».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-134014 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/doppio-atomic-sedia.jpg" alt="" width="1200" height="639" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/doppio-atomic-sedia.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/doppio-atomic-sedia-300x160.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/doppio-atomic-sedia-1024x545.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/doppio-atomic-sedia-768x409.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/doppio-atomic-sedia-990x527.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/doppio-atomic-sedia-600x320.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">Wolfgang Mayrhofer e Anssi Lampinen</span></em></p>
<p>Michael Absmaier (nella foto qui sotto) porta in dote oltre vent’anni in Amer Sports, con ruoli di primo piano nel settore degli sport invernali. Da più di dieci anni orienta le scelte strategiche e finanziarie di Atomic e ha guidato ad interim Armada, il marchio di freeski del gruppo, in una fase di forte crescita. È cresciuto a pochi chilometri dalla sede: i suoi primi ricordi sulla neve arrivano proprio dalle piste del Pongau. «<em>Ho imparato a sciare sopra Radstadt e oggi lavoro da 23 anni in questo settore», spiega. «Lo sci ha segnato la mia vita. Vedere ciò che creiamo qui ad Altenmarkt sciato in tutto il mondo è un privilegio e una responsabilità. In quattro decenni Wolfgang ha costruito basi solide per Atomic. Sono orgoglioso di assumere questo ruolo ed entusiasta di ciò che potremo costruire insieme alla squadra, agli atleti e ai partner</em>».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-134017" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/secondo-mpresidente-atomic.jpg" alt="" width="2048" height="1723" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/secondo-mpresidente-atomic.jpg 2048w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/secondo-mpresidente-atomic-300x252.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/secondo-mpresidente-atomic-1024x862.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/secondo-mpresidente-atomic-768x646.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/secondo-mpresidente-atomic-1536x1292.jpg 1536w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/secondo-mpresidente-atomic-990x833.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/secondo-mpresidente-atomic-1320x1111.jpg 1320w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/secondo-mpresidente-atomic-600x505.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Il nuovo direttore finanziario, Anssi Lampinen, arriva da quasi vent’anni in Amer Sports, con incarichi di vertice sia nel gruppo sia nei singoli marchi. Il suo ultimo ruolo è stato quello di vicepresidente Finance, alla guida della pianificazione finanziaria del gruppo e del controllo di gestione europeo.</p>
<p>Il saluto del gruppo arriva da James Zheng, presidente e amministratore delegato di Amer Sports: «A nome del Comitato esecutivo e del Global Leadership Team di Amer Sports desideriamo ringraziare calorosamente Wolfgang per i tanti preziosi contributi offerti ad Atomic e ad Amer Sports in questi quarant’anni. Wolfgang è stato un leader davvero apprezzato e rispettato e un collega prezioso. Lavorare con lui è sempre stato un vero piacere. Da presidente di Atomic, dal 2007, ha guidato il marchio attraverso molte nuove sfide e opportunità. Gli auguriamo il meglio per il futuro. Sono felice di accogliere Michael e Anssi nei loro nuovi ruoli e attendo il loro contributo per far crescere ancora lo sci».</p>
<p>Il resto della squadra dirigente resta invariato, a garanzia di continuità mentre Atomic prosegue la strategia attuale ed entra in una nuova fase di sviluppo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/atomic-dopo-oltre-40-anni-mayrhofer-lascia-la-presidenza-ariva-absmaier/">Atomic, dopo oltre 40 anni Mayrhofer lascia la presidenza! Arriva Absmaier</a> proviene da <a href="https://www.sciaremag.it">SciareMag </a>.</p>
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		<title>Milano Mountain Show, la montagna invade Piazza Città di Lombardia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 14:54:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 24 e domenica 25 ottobre il Village gratuito con sci, snowboard, biathlon e arrampicata. Dal 26 al 29 all’Auditorium Testori l’assemblea ANEF, il collegamento Cervinia-Zermatt, la neve di Crans-Montana 2027 e Orizzonte Montagna del Corriere della Sera Sabato mattina, alle 10.30, Piazza Città di Lombardia cambia abito. Sotto il grattacielo della Regione, dove nei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/milano-mountain-show-la-montagna-invade-piazza-citta-di-lombardia/">Milano Mountain Show, la montagna invade Piazza Città di Lombardia</a> proviene da <a href="https://www.sciaremag.it">SciareMag </a>.</p>
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<p dir="ltr"><strong><em>Sabato 24 e domenica 25 ottobre il Village gratuito con sci, snowboard, biathlon e arrampicata. Dal 26 al 29 all’Auditorium Testori l’assemblea ANEF, il collegamento Cervinia-Zermatt, la neve di Crans-Montana 2027 e Orizzonte Montagna del Corriere della Sera</em></strong></p>
<p dir="ltr">Sabato mattina, alle 10.30, Piazza Città di Lombardia cambia abito. Sotto il grattacielo della Regione, dove nei giorni feriali passano impiegati con il badge al collo, arrivano sci, snowboard, carabine da biathlon e pareti d’arrampicata. Il Village del Milano Mountain Show apre gratuitamente sabato 24 e domenica 25 ottobre, dalle 10.30 alle 19.</p>
<p dir="ltr">Chi vuole provare può infilare gli sci, cimentarsi con il fondo e il biathlon, salire su una parete o inforcare una bike, con gli atleti a fare da padroni di casa.<br />
Il tutto su una pista realizzata da Newsnow allestita nell&#8217;area coperta. L&#8217;attrezzatura la mette a disposizione il Pool Sci italia presente con tutti i marchi di sci, scarponi e accessori del consorzio. I Maestri di sci di Amsi sranno invece a disposizione per far conoscere a tutti i segreti della tecnica, accompagnando grandi e piccini sul dolce pendio.</p>
<p dir="ltr">Domenica 25 la piazza si tinge d’azzurro. Il Comitato FISI Alpi Centrali presenta le sue squadre regionali per la stagione 2026/27 e il 4° Fanchini Day, nato per ricordare Elena Fanchini. Nei giorni seguenti il Village resta aperto alle scuole: dal 26 al 28 ottobre, al mattino, toccherà agli studenti. Mercoledì 28, alle 21, un DJ set chiuderà la festa all’aperto.</p>
<p dir="ltr"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-134007 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/mmS1.jpg" alt="" width="1200" height="662" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/mmS1.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/mmS1-300x166.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/mmS1-1024x565.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/mmS1-768x424.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/mmS1-990x546.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/mmS1-600x331.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p dir="ltr">Archiviato il weekend per tutti, la seconda edizione del Milano Mountain Show cambia passo e sale all’Auditorium Testori. Dal 26 al 29 ottobre quattro giornate di incontri metteranno attorno allo stesso tavolo l’industria alpina e le località turistiche, insieme alle associazioni di categoria e alle istituzioni. Il programma è stato presentato stamattina a Palazzo Reale, fra le fotografie di Carla Cerati della mostra Plurale femminile. In calendario compaiono Leitner, TechnoAlpin, Doppelmayr, PwC e Dolomiti Superski, oltre alle destinazioni Val di Fassa, Oasi Zegna, Valtellina e Monte Pora.</p>
<p dir="ltr">«<em>Abbiamo costruito il programma intorno a esperienze che permettono di discutere nel concreto le scelte della montagna. Un collegamento tra comprensori cambia le opportunità di una destinazione; una tecnologia sviluppata in montagna può trovare applicazione anche in città</em>», spiega Michele Budelli, presidente di Fandango Club Creators, che organizza la manifestazione. «<em>Riunire chi realizza questi progetti e chi amministra i territori serve a capire quali esperienze possano essere utili anche altrove e a far nascere collaborazioni che proseguano dopo l’evento</em>».</p>
<p dir="ltr"><strong>Lunedì 26, la parola agli impiantisti</strong><br />
Il sipario si alza alle 14.30 con la cerimonia inaugurale. Subito dopo prende la parola l’ANEF, l’associazione degli esercenti funiviari, con l’assemblea nazionale intitolata «<em>Generazioni in quota. Il futuro della montagna tra sfide e opportunità</em>». Si parte dallo stato di salute del comparto e dall’analisi del Centro Studi Confindustria, poi il microfono passa agli eurodeputati, ai giovani imprenditori e a UNIMONT.</p>
<h2 dir="ltr"><strong>Martedì 27, dal Cervino alle città</strong></h2>
<p dir="ltr">La seconda giornata ha il profumo della fune d’acciaio. Leitner racconta il Matterhorn Alpine Crossing, il collegamento fra Zermatt e Cervinia, nell’incontro «<em>Il collegamento senza confini. Una visione diventata realtà»: due Paesi e un’unica traversata sotto la piramide del Cervino. TechnoAlpin affronta «Crans-Montana 2027 e il valore strategico della certezza della neve</em>», tema caldo per chi organizza gare e per chi vive di inverni sempre più capricciosi. Doppelmayr porta invece gli impianti in pianura e mostra come la tecnologia nata per le vette possa disegnare la mobilità delle città.</p>
<p dir="ltr">Nel pomeriggio spazio al progetto Interreg Homeland Spluga Bianco, legato a Montespluga, e agli investimenti con l’incontro «<em>Il sistema montagna ed i relativi investimenti</em>», firmato da PwC e Milano Mountain Show. Cristian Celoria, partner di PwC Italia, inquadra così il tema: «<em>La montagna sta attraversando una fase di profonda evoluzione, che riguarda sia la domanda turistica sia le condizioni necessarie per attrarre nuovi investimenti. Capire quale prodotto sia oggi in grado di incontrare le aspettative dei clienti è fondamentale anche per valutare la sostenibilità economica dei progetti. Mettere a confronto operatori dell’ospitalità, investitori e mondo finanziario può aiutare a individuare modelli capaci di generare valore nel tempo. È sul rapporto tra evoluzione dell’offerta, attrattività delle destinazioni e sostenibilità degli investimenti che vogliamo concentrare l’attenzione</em>». Chiude la giornata Dolomiti Superski con le gare di Coppa del Mondo nelle Dolomiti.</p>
<h2 dir="ltr"><strong>Mercoledì 28, Orizzonte Montagna</strong></h2>
<p dir="ltr">Il terzo giorno appartiene al Corriere della Sera, che porta a Milano Orizzonte Montagna, il percorso editoriale realizzato per Dolomiti Superski e condotto dalle giornaliste Manuela Croci e Alessia Cruciani. Si comincia dal lavoro notturno di gattisti e tecnici con «<em>Il lavoro sulle piste: come nasce una discesa</em>». «Dalla vetta alla città: l’innovazione da indossare» segue poi il viaggio dei tessuti nati per l’alta quota fino al guardaroba di tutti i giorni. «<em>La montagna che rallenta: cultura, benessere ed enogastronomia</em>» guarda al turista che allunga il soggiorno anche lontano dagli impianti, mentre «Il futuro della montagna» mette sul tavolo innovazione, sostenibilità e conti delle imprese. Il gran finale sfoglia l’archivio di via Solferino con «<em>Le grandi imprese: il racconto della montagna sul Corriere della Sera</em>», fra cronache di alpinismo, discese leggendarie e testimonianze dei protagonisti.<br />
Mercoledì è previsto anche un congresso di Amsi, Colnaz e Fisi, assieme per costruire un sistema ideale per divulgare il gesto tecnico.</p>
<h2 dir="ltr"><strong>Giovedì 29, i territori</strong></h2>
<p dir="ltr">L’ultima giornata è affidata alle località: Val di Fassa, Oasi Zegna, Valtellina e Monte Pora. La Valtellina sceglie un titolo che suona come una promessa, «<em>Il grande evento olimpico non è finito. Il bello comincia adesso</em>», e racconta come intende raccogliere l’eredità di Milano Cortina 2026.</p>
<p dir="ltr"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-134006 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/MMS-Picchi.jpg" alt="" width="1200" height="995" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/MMS-Picchi.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/MMS-Picchi-300x249.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/MMS-Picchi-1024x849.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/MMS-Picchi-768x637.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/MMS-Picchi-990x821.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/MMS-Picchi-600x498.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p dir="ltr">Regione Lombardia crede nella formula. «<em>Fare di Piazza Città di Lombardia un punto di riferimento per raccontare la montagna a 360 gradi, tra sport, professioni e opportunità per i giovani, è una scelta significativa. I monti coprono oltre il 40% del territorio lombardo e rappresentano una risorsa strategica per lo sviluppo delle aree interne, come dimostrano i progetti con ANCI e UNIMONT e i bandi Giovani Smart e Lombardia è dei Giovani. Lo sport è inoltre un motore di occupazione e turismo tutto l’anno. In continuità con l’eredità olimpica di Milano-Cortina, sosteniamo le stazioni sciistiche, valorizziamo le professioni della montagna e promuoviamo accessibilità e mobilità sostenibile attraverso iniziative regionali ed europee</em>», afferma<strong> Federica Picchi</strong>, sottosegretario allo Sport e Giovani.</p>
<p dir="ltr">Milano Mountain Show è organizzato da Fandango Club Creators con Regione Lombardia. ITASNOW è Premium Partner, ANEF Main Partner, PwC Strategic Advisor. Patrocinano la manifestazione il Ministero del Turismo, il Comune di Milano, FISI, AMSI e Pool Sci Italia.<br />
Le attività sportive saranno attive fino alla giornata di mercoledì. Programma e iscrizioni gratuite su <a href="http://www.milanomountainshow.it" target="_blank" rel="noopener">milanomountainshow.it.</a></p>
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		<title>MTB e sci: allenare il movimento per vivere la montagna tutto l’anno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 12:07:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MTB e sci hanno diversi aspetti comuni tanto dal punto di vista aerobico, quando dal punto di vista propriocettivo. Non è un caso che molti atleti, terminata la stagione, si tengano in forma sul saliscendi alpini. Mario Bellavia è Strength &#38; Conditioning Coach – Athlete Development Specialist con 26 anni di esperienza nel mondo del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>MTB e sci hanno diversi aspetti comuni tanto dal punto di vista aerobico, quando dal punto di vista propriocettivo. Non è un caso che molti atleti, terminata la stagione, si tengano in forma sul saliscendi alpini.</p>
<p><strong>Mario Bellavia</strong> è Strength &amp; Conditioning Coach – Athlete Development Specialist con 26 anni di esperienza nel mondo del motorsport di alto livello ed esperienze nell’ ambito dello sci e del Downhill mtb con atleti di interesse internazionale, ha dedicato gran parte della carriera  allo sviluppo fisico e motorio di atleti.</p>
<p>Nel tempo ha potuto verificare quanto la mountain bike possa rappresentare uno strumento di allenamento estremamente efficace anche per chi pratica sci, sia <strong>dal punto di vista fisico sia da quello coordinativo e motorio</strong>. La MTB permette infatti di sviluppare importanti qualità condizionali: resistenza aerobica, forza-resistenza degli arti inferiori, capacità di gestire sforzi intermittenti e controllo del corpo durante la discesa. Ma è soprattutto nella guida che emergono interessanti <strong>punti di contatto con lo sci</strong>: lettura del terreno, scelta delle traiettorie, gestione della velocità e capacità di adattare continuamente la posizione del corpo.</p>
<p>In discesa il biker deve assorbire le irregolarità del terreno, gestire compressioni, cambi di pendenza e variazioni di grip, mantenendo il controllo della bici senza irrigidirsi. Gli arti inferiori lavorano in modo dinamico, alternando fasi di carico e scarico e utilizzando il terreno per mantenere velocità e stabilità.</p>
<h2>È un principio molto simile a quello che ritroviamo nello sci</h2>
<p>Anche sugli sci non è sufficiente avere gambe forti: è necessario saper utilizzare le caratteristiche del terreno, adattare continuamente la posizione e distribuire le pressioni nel momento corretto. La capacità di assorbire una compressione, alleggerire gli sci, mantenere il baricentro in una posizione efficace o reagire rapidamente a un cambio di superficie sono tutte abilità che la MTB può contribuire ad allenare.</p>
<p>Un altro elemento comune è il rapporto tra <strong>sguardo, corpo e traiettoria</strong>. In mountain bike, così come nello sci, la scelta della linea nasce prima di tutto dalla capacità di leggere ciò che abbiamo davanti. Guardare in anticipo permette al cervello di preparare il movimento e al corpo di organizzarsi per affrontare quello che arriverà. Curve, cambi di direzione e ostacoli diventano quindi esercizi continui di anticipazione e adattamento.</p>
<p>Anche la <strong>gestione dell’equilibrio</strong> rappresenta un importante punto di contatto. In MTB il corpo deve rimanere stabile mentre la bicicletta si muove sotto di esso; allo stesso modo, nello sci è necessario mantenere un assetto dinamico lasciando che gli sci seguano il terreno. Questa capacità di dissociare il movimento del corpo da quello dell’attrezzo rappresenta una componente fondamentale della tecnica.</p>
<p>La mountain bike permette inoltre di allenare la capacità di prendere decisioni rapidamente. La traiettoria non è sempre identica e il terreno può cambiare in pochi metri: bisogna leggere, scegliere e reagire. È una forma di allenamento percettivo e coordinativo che può essere particolarmente utile anche nello sci, dove la velocità richiede continuamente adattamenti.</p>
<p>Ma c’è un altro aspetto che considero particolarmente interessante.</p>
<h2>La possibilità di vivere la stessa montagna durante tutto l’anno</h2>
<p>Molti comprensori sciistici e molte località di montagna offrono durante l’estate una rete di sentieri e percorsi MTB che permette di conoscere il territorio in una prospettiva completamente diversa. Salire in estate con la bicicletta e osservare una pista, un pendio o una linea di discesa significa imparare a leggere quella stessa montagna mesi prima di ritrovarla innevata.</p>
<p>Pendenze, cambi di direzione, morfologia del terreno e caratteristiche del versante diventano elementi già conosciuti. Quando arriva l’inverno, quella conoscenza può trasformarsi in un vantaggio: <strong>il terreno non è più completamente nuovo, ma viene affrontato attraverso una prospettiva differente</strong>.</p>
<p>Non significa naturalmente che andare in MTB equivalga ad allenarsi sugli sci. Le due discipline hanno gesti tecnici specifici e richiedono adattamenti differenti. La MTB, però, può rappresentare un eccellente strumento complementare per mantenere attivo il sistema neuromuscolare, sviluppare qualità fisiche e continuare ad allenare la capacità di leggere e interpretare la montagna anche lontano dalla stagione sciistica.</p>
<p>L’obiettivo, ancora una volta, non è semplicemente diventare più forti o più resistenti. <strong>Nello sci è fondamentale imparare a produrre il movimento corretto nel momento corretto, adattandolo continuamente al terreno e alla velocità.</strong></p>
<p>La palestra costruisce le qualità fisiche, la MTB permette di trasformarle in movimento e di continuare ad allenare controllo, equilibrio e capacità di lettura del terreno. Lo sci, infine, consente di trasferire queste qualità nel gesto specifico.</p>
<p>È proprio questa continuità tra preparazione fisica, controllo motorio, percezione e tecnica che può trasformare la mountain bike da semplice attività estiva a un vero strumento di preparazione per lo sci, permettendo allo stesso tempo di vivere e conoscere la montagna durante tutto l’anno.</p>
<h2>L&#8217;itinerario per mettersi alla prova</h2>
<p>E allora abbiamo messo in pratica senza nemmeno percorrere troppi chilometri in auto dalla città per trovare un piccolo angolo di paradiso tra Alpi Cozie, esattamente <strong>Parco Naturale Orsiera Rocciavrè</strong> tra la Val Sangone e Val Chisone in provincia di Torino sopra a Forno di Coazze.</p>
<p>Semplice arrivarci, dai laghi di Avigliana formatosi nell’ultima glaciazione 10.000 anni fa, ci si arrampica per Giaveno antica cittadina romana, fino a proseguire verso Forno di Coazze passando per il Santuario della Grotta di Nostra Signora di Lourdes e poco dopo il campeggio Pianas si giunge al parcheggio dove scaricare la bici.</p>
<p>Naturalmente nulla vieta di partire anche da più in basso e pedalare da quote inferiori, ma da qui comincia il tratto sterrato più alto e soprattutto quando in estate il caldo è soffocante la quota di partenza di 1.100 mt. è sicuramente più fresca, imboccata la sterrata si raggiunge a 1.726 mt il Rifugio Fontana Mura meta d’arrivo dopo poco meno di 10 km, sembrano pochi ma pietre e parti sconnesse dalle piogge la rendono impegnativa.</p>
<p>Lo sterrato iniziale del sottobosco è una strada bianca scorrevolissima, ma la pendenza aumenta fin da subito, dopo qualche km presto spuntano anche i sassi, fortuna che l’aria fresca aumenta proporzionalmente con la quota e mitiga la fatica.</p>
<p>Il paesaggio davanti a noi si apre come un sipario che nascondeva tanta bellezza, escono altissimi monti, strategico il Colle della Roussa che collega la Val Sangone con la Val Chisone ad oltre 2.000 mt.</p>
<p>Presto si giunge al rifugio Fontana Mura gestito da Claudia e Fabrizio, ci aspetta una succulenta polenta concia, qui incontriamo il nostro amico Igor un grande biker appassionato e conoscitore di questi luoghi.</p>
<p>Siamo in un luogo magnifico, sembra incredibile in poco tempo siamo tra una natura incontaminata dove la città e il mondo reale pare lontano.</p>
<h2>Il bello ancora deve venire</h2>
<p>Se per la salita abbiamo scelto la strada larga e scorrevole, per la discesa scegliamo il single track, nasce forse più per gli escursionisti a piedi che vogliono un taglio più diretto, ma a noi piace il percorso guidato, tecnico, dove anche la nostra Crossfire Trail può esprimersi al meglio anche in discesa.</p>
<p>Diversi i sassi sporgenti che lasciano poco spazio al passaggio, fino al passaggio in una frana di sassi dove facciamo qualche metro con bici a spalle, ma nessun problema lei è leggerissima, presto si risale in sella e presto ritroviamo la sterrata larga e giù full gas, che bellezza!</p>
<p>Molto importante ricordarsi l’acqua da avere con sé, naturalmente al Rifugio nessun problema, ma durante il percorso difficile trovarne, se non all’inizio della strada sterrata dopo pochi metri sulla destra.</p>
<p>Non rimane che ripartire per una nuova avventura, gratificando corpo e mente!</p>
<p><em>Fabrizio Gillone</em></p>
<p><strong>Bici e accessori utilizzati</strong><br />
<a href="https://leecougan.com/it/biciclette/bici-da-cross-country/crossfire-trail" target="_blank" rel="noopener">Lee Cougan Crossfire Trail</a><br />
<a href="https://www.dji-store.it/categoria/prodotti-portatili/osmo-360/dji-osmo-360/">Dji Osmo 360</a> e drone <a href="https://www.dji-store.it/prodotto/dji-neo-2/">Dji Neo 2</a><br />
PowerBank <a href="https://www.alpadistribution.com/generatori/xtorm_caricabatterie_portatile_rinforzato_ip65_35w_p_21148ATXS070/?from=products:xtorm">XTORM</a><br />
Abbigliamento <a href="https://progrip.com/">PROGRIP</a></p>

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