Professione Montagna

Eccellenza svizzera in stile Bartholet

L’azienda elvetica di Flums ha installato due nuovi impianti in altrettante località sciistiche della Confederazione, una telecabina a Flumserberg, nel Canton San Gallo, e una seggiovia sei posti ad agganciamento automatico ad Arosa, Canton Grigioni.

Due interventi di diverso «calibro» dal punto di vista tecnico e dell’investimento economico ma accomunate da una affidabilità operativa che si sposa sempre con la cura dei dettagli e un’attenzione particolare al comfort ed agli aspetti estetici, garantiti dal collaudato genio di Porsche Design Studio


Hanno aperto i battenti pochi giorni prima del Natale due nuovi impianti realizzati dal produttore svizzero Bartholet nel centro della confederazione.

Bartholet sta facendo del dettaglio di design e della flessibilità il proprio «marchio di fabbrica» e questi due interventi, pur molto differenti tra loro, sono la dimostrazione pratica di questa filosofia, proprio per l’attenzione posta ad entrambi dalla casa produttrice nonostante la differenza di scala e di importanza che li caratterizza.

Si tratta di una cabinovia ad agganciamento automatico con cabine da 8 posti nella località di Flumserberg, nel Canton San Gallo e di una seggiovia ad agganciamento automatico con seggiole da sei posti ad Arosa, sopra Coira.

La nuova telecabina per un nuovo arroccamento

Certamente l’intervento della nuova telecabina è più significativo per l’importanza della struttura per la stazione e per il costo dell’intervento, cira 31 milioni di franchi svizzeri. Si tratta infatti del principale impianto di arroccamento della località.

La vecchia cabinovia non era più in grado di garantire le prestazioni necessarie, inoltre gli edifici che ospitano le stazioni avevano bisogno di essere ripensati sia per le funzioni in essi inserite sia come nodo di connessione tra tre diverse linee che confluiscono alla sommità.

Nel contempo c’era la volontà di salvare parte delle strutture sia a valle sia a monte. Da questa volontà di conservazione è nata la forma architettonica delle stazioni, che in effetti sono molto grandi e integrano al loro interno una miriade di funzioni diverse.

È nata una forma con linee geometricamente semplici, ma al contempo complesse, marcate da alcuni elementi emergenti in colore a contrasto e caratterizzati da copertura piana.

All’interno dell’edificio a valle troviamo gli uffici tecnici ed amministrativi, i locali per gli impianti, gli spazi commericiali, il «Color Bar» e il «Color Restaurant», gli spazi tecnici per il funzionamento della cabinovia e per i motori, l’hangar per il ricovero delle cabine, una autorimessa di servizio per i mezzi del personale e per i mezzi di emergenza e la più attrezzata officina per il ricovero dei mezzi battipista che mi sia capitato di vedere.

La telecabina ha un design delle vetture iconico anche se semplice e discreto, in Italia infatti, in gergo, chiamiamo questi impianti «ovetti» o «ovovie» per la forma che avevano la prime vetture di questo tipo.

In questo caso il nomignolo potrebbe essere diventato l’ispirazione per la forma delle nuove vetture, non sono proprio uova, si tratta meglio di una ellisse perfetta che garantisce una vista panoramica meravigliosa.

D’altra parte il design è concepito da gente come quella che compone lo staff di «Porsche Design Studio» che in materia sa come lavorare con le forme iconiche.

Il loro contributo si vede soprattutto nei dettagli e nella qualità dei materiali e delle finiture impiegate.

Dal punto di vista meccanico l’impianto è abbastanza tradizionale: motore a monte per migliorare l’efficienza con sistema con riduttori e tensionamento idraulico.

Le prestazioni garantite da questa combinazione sono di primo ordine: 105 cabine con portata massima di 2400 p/h e velocità massima di 6 m/s.

C’è anche una cabina speciale: quella che è stata disegnata ed allestita per rappresentare Flumserberg e Bartholet allo Swiss Arts Festival SwissArtExpo tenuto nella stazione principale di Zurigo.

Il cronoprogramma per la nuova realizzazione è stato molto serrato: i lavori di demolizione delle porzioni da sostituire dei vecchi edifici sono iniziati ad aprile 2019, appena chiusa la stagione sciisitica.

Subito dopo sono iniziati i lavori di ricostruzione. A luglio è iniziato il montaggio delle strutture meccaniche, ad agosto quello delle componenti tecniche della telecabina e a settembre è stata la volta dei cavi e poi delle cabine.

A novembre sono cominciati i test e i collaudi e a dicembre tutto era pronto per funzionare a pieno regime.

Nel frattempo venivano completati i nuovi edifici in vista della grande apertura del 20 dicembre.

La nuova seggiovia per una nuova efficienza

Quanto visto ad Arosa è certamente più semplice e di minor costo, la firma del designer è però evidente sin da quando ci si accomoda sulle sedute: sembra di salire in vetta sui sedili di una «Panamera».

La nuova seggiovia ad agganciamento automatico garantisce una ottima comodità e un miglioramento delle prestazioni notevole rispetto alla vecchia seggiovia degli anni ’70 che sostituisce aumentando la portata a 1600 p/h.

La sostituzione dell’impianto era in effetti programmata già da molto tempo, ma altre prorità legate ai collegamenti principali del comprensorio con Parpan e Lenzerheide e la presenza di una sorgente di acqua in prossimità delle fondazioni della stazione di partenza hanno generato una serie di ritardi.

Così è stato possibile iniziare con la progettazione definitiva solo nell’agosto 2018 e con la costruzione nel maggio 2019.

Da quel momento in poi i tempi sono stati brevissimi, per il trasporto in quota di tutto il materiale di carpenteria metallica necessario alla costruzione della stazione di monte sono state impiegate solo 4 ore grazie all’impiego di un elicottero tipo Kamov (lo stesso impiegato nella maggior parte di questi lavori sulle Alpi).

Questi tempi di realizzazione, la qualità del risultato e la soddisfazione dei committenti sono il chiaro indicatore del fatto che la scelta di Bartholet di concentrasi su un numero contenuto di interventi all’anno è certamente valida per un produttore che sta facendo della personalizzazione del prodotto il suo punto di forza.


L’IDENTIKIT Flumserberg:

Tipo di impianto: telecabina ad agganciamento automatico 8 passeggeri per cabina

Quota stazione di valle: 1397 m s.l.m.

Quota stazione di monte: 2016 m s.l.m.

Dislivello: 619 m

Lunghezza inclinata impianto: 3223 m

Numero cabine: 105

Velocità massima cabine: 6 m/s

Portata massima: 2400 p/h

Durata del tragitto: 11 min. circa


L’IDENTIKIT Arosa:

Tipo di impianto: seggiovia ad agganciamento automatico a 6 posti

Quota stazione di valle: 2012 m s.l.m.

Quota stazione di monte: 2444 m s.l.m.

Dislivello: 432 m

Lunghezza inclinata impianto: 1287 m

Numero cabine: 42

Velocità massima cabine: 5 m/s

Portata massima: 1600 p/h

Durata del tragitto: 5 min. circa