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	<title>Roberto Della Torre, Autore presso SciareMag</title>
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	<title>Roberto Della Torre, Autore presso SciareMag</title>
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		<title>La manutenzione predittiva su componenti di impianti a fune</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Della Torre]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 16:38:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione Montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il convegno che si è svolto durante l’assemblea annuale di Como  ha approfondito il tema sui controlli di manutenzione necessari per garantire l’efficienza delle diverse componenti dell’impianto funiviario e prevenire quindi il rischio di anomalie di funzionamento e incidenti. Quattro relazioni tenute da altrettanti esperti hanno trattato degli approcci integrati basati su sensoristica, analisi dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Il convegno che si è svolto durante l’assemblea annuale di Como  ha approfondito il tema sui controlli di manutenzione necessari per garantire l’efficienza delle diverse componenti dell’impianto funiviario e prevenire quindi il rischio di anomalie di funzionamento e incidenti. Quattro relazioni tenute da altrettanti esperti hanno trattato degli approcci integrati basati su sensoristica, analisi dei lubrificanti e sistemi IoT avanzati<br />
</strong></em></p>
<p>di <strong>Claudio Francione (</strong><em>segretario dell’Associazione Nazionale Italiana dei Tecnici degli Impianti Funiviari)</em></p>
<p>Negli ultimi anni, il paradigma della manutenzione degli impianti a fune ha subito una trasformazione significativa, passando da logiche prevalentemente reattive o basate su programmi temporali prestabiliti a modelli sempre più basati sulla conoscenza reale dello stato dei componenti. Questo cambiamento è stato reso possibile dallo sviluppo di tecnologie di monitoraggio avanzate, dalla crescente disponibilità di dati e dalla maturazione di strumenti di analisi sempre più sofisticati. In tale contesto, la manutenzione predittiva si configura come un approccio integrato che consente di anticipare i guasti, ottimizzare gli interventi e migliorare affidabilità e sicurezza degli impianti.</p>
<p>Le tre metodologie analizzate – monitoraggio tramite sensoristica e algoritmi, analisi dei lubrificanti e sistemi IoT strutturali avanzati – rappresentano diversi livelli di evoluzione della manutenzione predittiva. Ognuno di questi approcci contribuisce, con caratteristiche specifiche, alla costruzione di un sistema manutentivo integrato basato sui dati.</p>
<ol>
<li><strong> Monitoraggio tramite sensoristica e analisi dei dati</strong> &#8211; Il primo livello di approccio alla manutenzione predittiva è rappresentato dall’impiego di sistemi di sensoristica distribuita per il monitoraggio continuo delle condizioni di esercizio degli impianti. In questo contesto, grandezze fisiche quali temperatura, pressione, portata e vibrazioni vengono rilevate in modo continuo mediante sensori installati sui componenti critici. La catena di acquisizione comprende dispositivi di condizionamento del segnale, sistemi di acquisizione dati (DAQ) e piattaforme software dedicati all’elaborazione e alla gestione delle informazioni raccolte. Il valore aggiunto di tale approccio risiede nella capacità di trasformare dati grezzi in informazioni utili attraverso tecniche di analisi avanzata. L’elaborazione può avvenire mediante metodi tradizionali, basati su soglie e indicatori statistici, oppure tramite algoritmi di machine learning, in grado di individuare pattern nascosti e segnali deboli associati a fenomeni di degrado. Particolare importanza assume il processo di estrazione delle variabili significative (features) e la fase di addestramento dei modelli, che consente di distinguere le condizioni di funzionamento normali da quelle anomale.</li>
</ol>
<p>Dal punto di vista operativo, tali sistemi permettono la generazione di indicatori di condizione (condition indicators) e di indici di anomalia, che supportano il processo decisionale in ambito manutentivo. L’utilizzo di questi strumenti consente di programmare gli interventi in funzione dello stato effettivo dei componenti, riducendo i fermi impianto e migliorando l’efficienza complessiva del sistema.<strong> </strong></p>
<ol start="2">
<li><strong> Analisi dei lubrificanti come strumento diagnostico &#8211; </strong>Un secondo approccio, complementare al precedente, è rappresentato dall’analisi dei lubrificanti in esercizio. Il lubrificante, infatti, durante il funzionamento del componente meccanico, interagisce direttamente con le superfici in contatto e accumula informazioni relative ai fenomeni di usura, contaminazione e degradazione chimico-fisica. In questo senso, esso può essere considerato un vero e proprio vettore informativo, capace di restituire un quadro dettagliato dello stato interno del sistema. L’analisi dei lubrificanti si basa su tecniche di laboratorio che consentono di individuare la presenza di particelle metalliche, contaminanti esterni e variazioni delle proprietà del fluido, quali viscosità e contenuto d’acqua. Affinché i risultati siano significativi, è fondamentale che il campionamento venga eseguito in modo corretto e rappresentativo, tenendo conto delle condizioni operative e delle caratteristiche del componente analizzato. Dal punto di vista applicativo, tale metodologia consente di individuare precocemente fenomeni di degrado interno non direttamente rilevabili attraverso misure esterne. Essa rappresenta quindi uno strumento di diagnosi particolarmente efficace, che consente di integrare le informazioni provenienti dalla sensoristica e di migliorare l’affidabilità delle valutazioni sullo stato degli impianti.</li>
</ol>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-133561 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/09/convegno-claudio-francione.jpg" alt="" width="1200" height="923" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/09/convegno-claudio-francione.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/09/convegno-claudio-francione-300x231.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/09/convegno-claudio-francione-1024x788.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/09/convegno-claudio-francione-768x591.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/09/convegno-claudio-francione-990x761.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/09/convegno-claudio-francione-600x462.jpg 600w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">l’Ing. Claudio Francione, segretario di ANITIF</span></em></p>
<p>L’integrazione tra analisi dei lubrificanti e sistemi di monitoraggio consente di costruire un modello più completo e robusto del comportamento degli impianti, migliorando la capacità predittiva e la qualità delle decisioni manutentive.</p>
<ol start="3">
<li><strong> Monitoraggio strutturale con sistemi IoT avanzati (Tokbo) &#8211; </strong>Un ulteriore livello di evoluzione della manutenzione predittiva è rappresentato dall’applicazione di tecnologie IoT (Internet of Things) al monitoraggio strutturale degli impianti. In particolare, i sistemi più avanzati prevedono l’integrazione di sensori intelligenti direttamente all’interno delle connessioni meccaniche, come le giunzioni bullonate, che costituiscono elementi critici per la sicurezza e la stabilità delle strutture. Questi sensori sono in grado di rilevare parametri fondamentali quali forza di serraggio, vibrazioni, temperatura, inclinazione e accelerazioni. Le informazioni raccolte vengono trasmesse a piattaforme cloud che consentono la visualizzazione in tempo reale, la storicizzazione dei dati e l’analisi mediante algoritmi avanzati. La possibilità di disporre di dati continui e ad alta frequenza permette di individuare variazioni nel comportamento strutturale, riconoscere trend evolutivi e intercettare precocemente situazioni di rischio. Un elemento distintivo di questi sistemi è la loro flessibilità di installazione, che consente l’applicazione anche su impianti esistenti senza interventi invasivi. Inoltre, l’integrazione con piattaforme digitali permette di supportare attività di ispezione, collaudo e conformità normativa attraverso dati oggettivi e tracciabili. Dal punto di vista gestionale, tali soluzioni rappresentano un’evoluzione significativa verso modelli di manutenzione data-driven, in cui il monitoraggio continuo e l’analisi predittiva consentono una gestione più efficiente e consapevole degli asset.</li>
</ol>
<p><strong>Conclusioni &#8211; </strong> L’analisi delle tre metodologie evidenzia come la manutenzione predittiva negli impianti a fune sia oggi caratterizzata da un approccio sempre più integrato, in cui diverse tecniche concorrono alla definizione dello stato di salute dei componenti. La sensoristica e l’analisi dei dati consentono il monitoraggio continuo delle condizioni operative, l’analisi dei lubrificanti fornisce informazioni dirette sui fenomeni di degrado interno, mentre i sistemi IoT avanzati permettono un controllo strutturale diffuso e in tempo reale. L’integrazione di queste tecnologie consente di migliorare significativamente la sicurezza, ridurre il rischio di guasti e ottimizzare i costi di manutenzione, favorendo una gestione più efficiente e sostenibile degli impianti. In prospettiva, l’evoluzione verso sistemi sempre più interconnessi e intelligenti rappresenta un elemento chiave per lo sviluppo del settore, rendendo la manutenzione predittiva uno strumento imprescindibile nella gestione moderna degli impianti funiviari.</p>
<h2>I relatori del convegno</h2>
<p><strong>Alvise Mantelli</strong> – Ingegnere meccanico laureato presso l&#8217;Università degli Studi di Brescia, indirizzo Energia. Dal 2024 ricopre il ruolo di Innovation Data Engineer presso Security Trust S.r.l., dove sviluppa ecosistemi predittivi per la manutenzione industriale. In precedenza ha lavorato come Industrial Data Engineer in Oròbix S.r.l. (2022-2024), Research Fellow all&#8217;Università di Brescia e R&amp;D Test Engineer in Gnutti Carlo S.p.A. Possiede competenze su sensoristica MEMS, IoT, programmazione (C, C++, Python, Matlab, LabVIEW) e predictive maintenance.</p>
<p><strong>Attilio Luca Matarrelli</strong> – Laureato in Ingegneria Elettrica presso il Politecnico di Torino, ricopre il ruolo di Area Manager Northern Italy presso Klüber Lubrication Italia. È responsabile dei mercati di riferimento marine e rail e dei sistemi di lubrificazione automatica Klübermatic, con focus sulla sostenibilità applicata agli impianti funiviari.</p>
<p><strong>Giorgio Stagni</strong> – Diplomato come operatore chimico-biologico presso l&#8217;ITSOS «M. Curie» di Cernusco sul Naviglio, ricopre il ruolo di Coordinatore di Laboratorio presso Klüber Lubrication Italia. Si occupa del coordinamento, sviluppo e ottimizzazione dei processi di analisi su olii e grassi, è REACh Manager e certificato LIMS e SAP, supportando il laboratorio nelle sue circa 9.000 analisi annue.</p>
<p><strong>Matteo Villa</strong> – Ingegnere meccanico con Laurea magistrale presso il Politecnico di Milano, specializzato in ambito tecnologico-metallurgico. Dal 2024 è CTO e co-founder di Tokbo S.r.l., start-up innovativa (sister company di A. Agrati S.p.A.) attiva in soluzioni IoT per il monitoraggio real-time di giunzioni bullonate e predictive maintenance. In precedenza, ha avuto lunga esperienza in Agrati S.p.A. come Impact Innovation Manager, Testing &amp; Prototyping Manager e R&amp;D Engineer. Esperto di fastening, titolare di numerosi brevetti internazionali e membro UNI per le norme ISO sull&#8217;innovation management.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-133560 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/09/convegno-predittivo-2.jpg" alt="" width="1200" height="915" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/09/convegno-predittivo-2.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/09/convegno-predittivo-2-300x229.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/09/convegno-predittivo-2-1024x781.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/09/convegno-predittivo-2-768x586.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/09/convegno-predittivo-2-74x55.jpg 74w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/09/convegno-predittivo-2-990x755.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/09/convegno-predittivo-2-600x458.jpg 600w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>L’intervento  dell’Ing. Matteo Villa durante il convegno sulla manutenzione predittiva delle componenti dell’impianto funiviario e un dispositivo diagnostico della Tokbo</p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
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		<title>Michele Tomasi, la passione totale tra i gatti battipista Prinoth e le gare Master</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Della Torre]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2024 12:14:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il direttore commerciale dell’azienda PRINOTH per l’Italia è un brillante cinquantenne che (non a caso…) batte la neve da quando era bambino e a cinque anni cominciava a sciare con il fratello maggiore Riccardo a Collio Valtrompia, figli di quel Ferruccio (scomparso nel 2021) che è stato tante cose in FISI, nel mondo dei maestri [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il direttore commerciale dell’azienda PRINOTH per l’Italia è un brillante cinquantenne che (non a caso…) batte la neve da quando era bambino e a cinque anni cominciava a sciare con il fratello maggiore Riccardo a Collio Valtrompia, figli di quel Ferruccio (scomparso nel 2021) che è stato tante cose in FISI, nel mondo dei maestri di sci, nel Parco Nazionale dello Stelvio.</p>
<p><strong>Michele Tomasi</strong> è nato a Brescia il 3 aprile 1969, una storia da raccontare e un ruolo da interpretare con competenza in un mondo, quello del turismo invernale, «<em>che non è per niente in crisi, la passione non manca e la gente vuole sempre andare a sciare</em>».</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103246" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-cortina.jpeg" alt="" width="1200" height="1200" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-cortina.jpeg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-cortina-300x300.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-cortina-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-cortina-150x150.jpeg 150w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-cortina-768x768.jpeg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-cortina-65x65.jpeg 65w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-cortina-990x990.jpeg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-cortina-600x600.jpeg 600w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-cortina-100x100.jpeg 100w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La sua storia personale contempla l’attività agonistica da ragazzino («Il mitico Trofeo Ciao Crem eccetera…») fino ad un ginocchio sfasciato nel primo anno Giovani («<em>E lasciamo perdere altri sport, tra i quali anche il pugilato…</em>»), il diploma di perito aziendale corrispondente lingue estere, il militare in Polizia dove riprende a gareggiare per il centro universitario sportivo, l’iscrizione e la laurea in scienze motorie all’ISEF nel 1994, quando diventa allenatore di 3° livello («<em>Ho allenato gli atleti dell’OS Noi Sarezzo e altre squadre</em>») quattro anni dopo essere diventato maestro di sci («<em>…e da 2004 sono riconosciuto come allenatore di 4° livello europeo</em>»).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103231" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-azione-2-copia.jpg" alt="" width="1200" height="798" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-azione-2-copia.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-azione-2-copia-300x200.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-azione-2-copia-1024x681.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-azione-2-copia-768x511.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-azione-2-copia-990x658.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-azione-2-copia-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<h2>Poi l’ingaggio per collaborare all’organizzazione delle Case Italia</h2>
<p>per rappresentare al meglio il nostro Paese alle Olimpiadi e negli altri grandi eventi degli sport invernali. Comincia ad Atlanta nel 1996 e finisce a Torino 2006 passando per Nagano’98, i Mondiali di Vail del 1999, Sidney 2000, Salt Lake City nel 2002 e Atene 2004.</p>
<p>In quel periodo, agli inizi degli anni 2000, c’era un marchio glorioso nella storia dell’impreditoria da montagna (PRINOTH) che doveva consolidarsi e c’era un giovane uomo che cercava una solida prospettiva per il proprio futuro.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103232" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/BISON_PARK_BO_2021_ITALY_PARK_STEEL_AUTOMATIC_PARK_POWER_013-copia.jpg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/BISON_PARK_BO_2021_ITALY_PARK_STEEL_AUTOMATIC_PARK_POWER_013-copia.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/BISON_PARK_BO_2021_ITALY_PARK_STEEL_AUTOMATIC_PARK_POWER_013-copia-300x200.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/BISON_PARK_BO_2021_ITALY_PARK_STEEL_AUTOMATIC_PARK_POWER_013-copia-1024x683.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/BISON_PARK_BO_2021_ITALY_PARK_STEEL_AUTOMATIC_PARK_POWER_013-copia-768x512.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/BISON_PARK_BO_2021_ITALY_PARK_STEEL_AUTOMATIC_PARK_POWER_013-copia-990x660.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/BISON_PARK_BO_2021_ITALY_PARK_STEEL_AUTOMATIC_PARK_POWER_013-copia-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>PRINOTH nel 2000 entrò nel gruppo HTI (LEITNER) nel quadro della formidabile strategia di sviluppo impressa da Michael Seeber alla storica azienda di Vipiteno; e fu così che nel 2003 («<em>Precisamente nel marzo di quell’anno…</em>»), Michele Tomasi entrò in PRINOTH come «<em>ragazzo di bottega. Non avevo un’esperienza specifica, facevo di tutto ma avevo voglia di imparare</em>».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103241" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-2.jpeg" alt="" width="1200" height="1118" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-2.jpeg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-2-300x280.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-2-1024x954.jpeg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-2-768x716.jpeg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-2-990x922.jpeg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-2-559x520.jpeg 559w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-2-600x559.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">In palestra con i compagni di giochi master!</span></em></p>
<p>Il ragazzo di bottega però ci sapeva fare. Sulle nevi di tutta Italia intrecciava rapporti con i gestori delle stazioni invernali esibendo il suo stile perfetto secondo i canoni ortodossi della Scuola Italiana Sci; in officina conosceva in prima persona le trasformazioni e le evoluzioni delle tecnologie dei battipista secondo le ibridazioni che in quel periodo stava vivendo il marchio italiano fondato da Ernst Prinoth nel 1962. «<em>Esistevano ancora rapporti di reciproca collaborazione con l’americana Bombardier</em> &#8211; ricorda Michele &#8211; <em>e anche Leitner produceva ancora battipista come l’LH500. C’erano diverse soluzioni per diverse problematiche e questa situazione di scambio di conoscenze è stata una fonte di arricchimento. Possiamo dire che oggi PRINOTH è la sintesi di tutte le conoscenze e di tutte le esperienze che hanno contribuito a farne un brand solido, un leader di mercato</em>».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103242" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatto.jpg" alt="" width="1200" height="1600" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatto.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatto-225x300.jpg 225w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatto-768x1024.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatto-1152x1536.jpg 1152w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatto-990x1320.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatto-300x400.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatto-600x800.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>Quale mercato?<br />
</strong><em>Negli anni, con i collegamenti tra comprensori, la fondazione di consorzi, qualche chiusura, la platea della committenza dei gestori delle skiarea si è ridotta ma non è diminuita la volontà di fornire all’utenza degli sciatori la massima qualità nella preparazione delle piste per la quale il ruolo dei battipista è indispensabile e fondamentale. </em></p>
<p><em>PRINOTH quest’anno ha venduto in Italia più di 100 battipista tra nuovi e usati. Il modello LEITWOLF è il nostro cavallo di battaglia; un battipista di consolidate capacità di performances con motorizzazione Mercedes, sospensioni idropneumatiche, fresa a parallelogramma, guida centrale.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103234" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/LEITWOLF-vialattea_13-copia.jpg" alt="" width="1200" height="802" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/LEITWOLF-vialattea_13-copia.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/LEITWOLF-vialattea_13-copia-300x201.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/LEITWOLF-vialattea_13-copia-1024x684.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/LEITWOLF-vialattea_13-copia-768x513.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/LEITWOLF-vialattea_13-copia-990x662.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/LEITWOLF-vialattea_13-copia-600x401.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><em>Con i software come Skadii progettati e sviluppati nel nostro gruppo, oltre a LEITWOLF anche gli altri due modelli della nostra produzione, BISON e HUSKY possono usufruire di una serie di funzioni come la possibilità di valutare l’altezza del manto nevoso, quindi di programmare con precisione il lavoro di battitura con notevoli risparmi sul piano energetico, o la capacità di fermare la macchina in caso di pericolo. Inoltre con il sistema Leica è possibile avere rendering di modellatura delle piste, particolarmente utili per la realizzazione di snowpar</em>k».</p>
<p><strong>A un direttore commerciale è anche lecito chiedere come viene gestita la vendita di macchine dal costo certamente non irrisorio.</strong><br />
<em>Certo, l’impegno finanziario per il nostro top di gamma, un LEITWOLF con verricello, non è lieve, si parla di circa 600 mila Euro. Il 40% della clientela affronta l’impegno con la modalità del leasing ma sapendo anche di poter contare sulle agevolazioni del Piano Industria 4.0 a cui tutte le nostre macchine sono ammesse per soluzioni di interconnesione tecnologica di cui dispongono. Nel 2017 siamo stati i primi a vendere con quello che allora si chiamava l’iperammortamento.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103238" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-3.jpg" alt="" width="1200" height="900" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-3.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-3-300x225.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-3-1024x768.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-3-768x576.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-3-990x743.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-3-470x352.jpg 470w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-3-640x480.jpg 640w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-3-414x310.jpg 414w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-3-215x161.jpg 215w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-3-130x97.jpg 130w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-3-187x140.jpg 187w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-3-74x55.jpg 74w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-3-111x83.jpg 111w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/Tomasi-3-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong> Altra domanda: e il futuro?</strong><br />
<em>Da sempre un impegno preminente di PRINOTH è stato quello di mitigare emissioni e consumi secondo la filosofia produttiva che abbiamo battezzato Clean Motion. Questo vale per le motorizzazioni a combustile fossile che ancora non possono essere del tutto eliminate ma sapendo che gli sviluppi della ricerca stanno orientandosi verso sistemi di propulsione alternativi e del tutto puliti come l’idrogeno e l’energia elettrica. In Italia sono già operative, sul campo, due macchine a idrogeno (ancora prototipi), una a combustione esterna e una a combustione interna. Abbiamo venduto diversi HUSKY elettrici per la battitura delle piste da fondo. E non si tratta di prototipi sperimentali, sono già al lavoro, hanno già cumulato centinaia di ore di attività. Sia per la propulsione a idrogeno che per quella elettrica esistono ancora delle criticità da affrontare e superare ma la strada è imboccata e va percorsa con convinzione.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103245" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatti-2.jpg" alt="" width="1200" height="900" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatti-2.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatti-2-300x225.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatti-2-1024x768.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatti-2-768x576.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatti-2-990x743.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatti-2-470x352.jpg 470w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatti-2-640x480.jpg 640w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatti-2-414x310.jpg 414w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatti-2-215x161.jpg 215w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatti-2-130x97.jpg 130w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatti-2-187x140.jpg 187w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatti-2-74x55.jpg 74w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatti-2-111x83.jpg 111w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-gatti-2-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>Ultima domanda, per il «battitore di pista» con due sci ai piedi: come va l’attività Master?</strong><br />
Già, perché il nostro uomo nelle gare ha scoperto la seconda giovinezza della categoria agonistica che nella sua origine amatoriale (anni ‘70/’80) si chiamava «Over 40» e che oggi è una palestra di veri atleti dai capelli d’argento.<br />
<em>Sono nella Rappresentativa Nazionale Master dal 2017.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103240" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-padre.jpg" alt="" width="762" height="582" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-padre.jpg 762w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-padre-300x229.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2024/02/tomasi-padre-600x458.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 762px) 100vw, 762px" /></p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">Tre miti della storia dello sci italiano: Ferruccio Tomasi, papà di Michele, Umberto Corvi e Piero Lorati</span></em></p>
<p><em>Dopo aver partecipato alle winter master games di Innsbruck nel 2020 con un ottavo posto in slalom gigante, mi sono mmesso in gioco anche a quelli da poco conclusi a Pontedilegno e all&#8217;Aprica. 11esino in gigante, 15esimo in slalom, 20esimo in superG. </em></p>
<p>Ok, va bene così. Per Michele Tomasi, a 54 anni, basta e avanza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/michele-tomasi-la-passione-totale-tra-i-gatti-battipista-prinoth-e-le-gare-master/">Michele Tomasi, la passione totale tra i gatti battipista Prinoth e le gare Master</a> proviene da <a href="https://www.sciaremag.it">SciareMag </a>.</p>
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		<title>Isopren, settant’anni di storia nel mondo della gomma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Della Torre]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2023 14:05:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione Montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Incontro con Marcella e Mario Bergamini, titolari dell’azienda di Cusano Milanino, fondata nel 1953 dal nonno Alberto, protagonista nella lavorazione della gomma, una materia prima le cui proprietà sono utilizzate in numerosi Mercati, tra i quali quello del «comparto montagna» con la produzione degli anelli per pulegge e rulliere, ruote e traverse per i «gatti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Incontro con Marcella e Mario Bergamini, titolari dell’azienda di Cusano Milanino, fondata nel 1953 dal nonno Alberto, protagonista nella lavorazione della gomma, una materia prima le cui proprietà sono utilizzate in numerosi Mercati, tra i quali quello del «comparto montagna» con la produzione degli anelli per pulegge e rulliere, ruote e traverse per i «gatti delle nevi». Festa di compleanno importante per una coppia di cugini che vuole tramandare il meglio del passato, per costruire il meglio del futuro.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-97185 size-full" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/Mario-e-Marcella-Bergamini.jpg" alt="" width="1152" height="2048" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/Mario-e-Marcella-Bergamini.jpg 1152w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/Mario-e-Marcella-Bergamini-169x300.jpg 169w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/Mario-e-Marcella-Bergamini-576x1024.jpg 576w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/Mario-e-Marcella-Bergamini-768x1365.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/Mario-e-Marcella-Bergamini-864x1536.jpg 864w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/Mario-e-Marcella-Bergamini-990x1760.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/Mario-e-Marcella-Bergamini-300x533.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/Mario-e-Marcella-Bergamini-600x1067.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1152px) 100vw, 1152px" /></p>
<p>Settant’anni di storia sono l’orgoglio di una tradizione familiare e di un impegno imprenditoriale che si trasmette da tre generazioni, ma che adesso servono soprattutto per guardare avanti e crescere ancora <em>(«Siamo un’azienda storica, certo, ma non vogliamo che diventi antica»)</em> sull’onda delle nuove tecnologie e di una costante tensione verso la ricerca e lo sviluppo continuo di nuovi prodotti, avendo sempre a che fare con la gomma, materia prima indispensabile per una serie infinita di funzioni. Compie dunque settant’anni la Isopren di Cusano Milanino.</p>
<p>Isopren perché <em>«1,4 cis dell’Isoprene è il nome scientifico della gomma naturale» </em>e Isopren perché decide così Alberto Bergamini, signore milanese commerciante di gomma, quando il 7 ottobre 1953 firma l’atto di nascita dell’azienda presso un notaio di Via Crivelli 20 a Milano. Ad iniziare l’attività con lui, in un piccolo capannone dell’hinterland milanese, c’è il figlio maggiore Giancarlo, che applica la sua formazione di chimico industriale ai processi di lavorazione della gomma e il socio Carlo Rossi che si occupa degli aspetti commerciali dell’azienda.</p>
<p>Dopo pochi anni, entra in squadra il figlio minore Pierfederico, anche lui impegnato nella parte commerciale. Primo cliente allora e cliente ancora oggi, la ditta Perissinotto, importante produttore di pompe centrifughe. <em>«La mescola di quella prima fornitura si chiama “Rap 27” e la utilizziamo ancora oggi per svariate applicazioni».</em> Settant’anni dopo sono i due cugini Bergamini, Mario (figlio di Giancarlo) e Marcella (figlia di Pierfederico), a ricordare e a continuare questa storia illustre di imprenditoria lombarda, impegnata in un tipo di produzione indispensabile nei mondi più disparati <em>(«Operiamo in 10 settori merceologici diversi»),</em> dai giunti di compensazione per il settore navale agli anelli di gomma di diverse misure, che servono ad eliminare l’attrito tra le pulegge e le funi degli impianti di risalita dedicati al turismo montano, sia invernale che estivo, mondo dove Isopren è di casa da oltre trent’anni e con recente sviluppo di nuovi prodotti come le ruote e le traverse per i battipista.</p>
<p>Marcella e Mario, insieme, detengono la totalità delle azioni di Isopren Srl (che attualmente occupa 46 dipendenti). Loro due, insieme, formano una formidabile coppia, cementata dalla parentela ma anche da qualcosa di più: dall’orgoglio di continuare una storia importante e dalla passione per un lavoro che provoca sempre nuove sfide, chiede intraprendenza, coraggio e visione.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-97183 size-full" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/prodotto-3-traverse-copia.jpg" alt="" width="2048" height="1210" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/prodotto-3-traverse-copia.jpg 2048w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/prodotto-3-traverse-copia-300x177.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/prodotto-3-traverse-copia-1024x605.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/prodotto-3-traverse-copia-768x454.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/prodotto-3-traverse-copia-1536x908.jpg 1536w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/prodotto-3-traverse-copia-990x585.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/prodotto-3-traverse-copia-1320x780.jpg 1320w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/prodotto-3-traverse-copia-600x354.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<h2>Mario, competenza e «gommologia» applicata</h2>
<p>Lui è il tecnico <em>(«Mi definisco meglio: tecnologo»),</em> oggi amministratore e consulente alla produzione. Nato a Milano il 2 gennaio 1958 (la forza e la tenacia del Capricorno), secondo dei tre figli di Giancarlo, Mario Bergamini ha un diploma da ragioniere e non si capirebbe come un ragioniere possa sapere tutto della gomma se non si ricordasse che <em>«è stato mio padre ad insegnarmi tutto quello che so».</em> È entrato in azienda nel 1979 e a fianco del padre ha maturato una competenza straordinaria nella conoscenza delle proprietà della gomma e delle modalità per la sua lavorazione.</p>
<p>Può spiegarvi tutto dalla A <em>(«La gomma naturale si ricava da una pianta che si chiama Hevea Brasiliensis…Oggi la maggiore produttrice è la Thailandia»)</em> alla Z <em>(« Per le nostre lavorazioni si utilizza il 30% di gomma naturale e il 70% di gomma sintetica, di cui l’Italia è produttrice, capace di sostenere performance differenti»)</em> fino a sorprendere con frasi quasi filosofiche <em>(«La gomma non dimentica mai»)</em> per dire che quella materia prima va trattata con i guanti perché possa esprimere al meglio tutte le sue proprietà e tutti i passaggi di preparazione devono esser svolti a regola d’arte prima dello stampaggio del prodotto nella pressa. Sposato con la signora Paola Rossetti, appassionato sciatore <em>(«Prima lezione da ragazzo al Ciuk di Bormio con un maestro d’eccezione come Erminio Sertorelli»),</em> colto in età matura dal virus irresistibile del golf <em>(«…ma Marcella è molto più brava di me»)</em> praticato sul campo a nove buche di Lanzo d’Intelvi dove ha una casa, Mario in quarant’anni ha governato la nascita di oltre mille mescole di gomma e migliaia di stampi in acciaio per le più disparate applicazioni. Oggi è formalmente in pensione ma non fa certo mancare la sua presenza ancora costante nello stabilimento di via Abele Merli 6 a Cusano Milanino dove sta allevando un promettente allievo (il dottor Andrea Belussi, 32 anni) e dove, due volte al mese, «sale in cattedra» per una «Rubber Academy» destinata alla formazione dei nuovi assunti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-97186" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/prodotto-1-copia.jpg" alt="" width="2048" height="1365" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/prodotto-1-copia.jpg 2048w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/prodotto-1-copia-300x200.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/prodotto-1-copia-1024x683.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/prodotto-1-copia-768x512.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/prodotto-1-copia-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/prodotto-1-copia-990x660.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/prodotto-1-copia-1320x880.jpg 1320w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/prodotto-1-copia-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<h2>Marcella, il marketing dal volto umano</h2>
<p>Lei è il cervello del marketing, impegnata in quello che una volta con noi di pM aveva definito <em>«riarchitettura del genio collettivo».</em> Entrata in azienda in punta di piedi nel 2014, adesso Marcella Bergamini è la «front woman» dell’azienda milanese sul mercato. Nata nel 1962 nel segno della Vergine con ascendente Leone (Terra e Fuoco, una miscela esplosiva…), figlia unica di Pierfederico <em>(«Io ero letteralmente innamorata di mio padre»),</em> mamma di Alessandro <em>(«Ha 23 anni, giocava a calcio da portiere ma ha smesso. Attualmente studente alla Cattolica e domani, chissà…»)</em> ha imparato a sciare da bambina sulle piste estive dello Stelvio, da Pirovano, gioca a golf con 21 di handicap a Tolcinasco e sta imprimendo una svolta per dare un nuovo volto organizzativo e commerciale alla Isopren, «<em>un’</em><em>evoluzione che mantenga tutto il buono, ed è tanto, della nostra storia ma proiettandolo in più efficaci e moderne modalità operative nell’organizzazione del lavoro, nei rapporti commerciali con la consolidata e la nuova clientela, nella comunicazione e nel marketing. Voglio implementare un vero ed efficiente lavoro di squadra recuperando quella sintonia delle origini che esisteva tra mio padre e mio zio oltre il cambio generazionale della dirigenza»</em>.</p>
<p>Studi classici, laurea in marketing alla Bocconi, anni di lavoro nella divisione pubblicità del Corriere della Sera, al marketing della Rusconi e nella direzione media e comunicazione del gruppo Danone (per 15 anni), Marcella Bergamini dice: <em>«a me piace ancora il rapporto interpersonale con il cliente, stabilire con lui una relazione di reciproca stima e fiducia, conoscere direttamente da lui le sue esigenze particolari. In occasione del nostro importante anniversario attiviamo il nuovo sito </em><a href="http://www.isopren.it/">www.isopren.it</a><em> completamente rinnovato da una start up. Accompagnato da un video di un minuto e mezzo che descrive la nostra attività, racconta quello che serve sapere su Isopren ma non c’è proprio tutto quello che si può sapere: attraverso Internet ci si incontra ma poi io voglio costruire e mantenere il rapporto diretto e personale con il mio interlocutore»</em>. Tallonata come un’ombra dalla sua amatissima «Goccia», una barboncina nera di dieci anni, la «signora degli anelli» precisa altri concetti: <em>«Sia io che Mario siamo convinti che sia fondamentale per la crescita della nostra azienda la continua contaminazione tra l’esperienza e l’innovazione, tra le conoscenze di ieri e lo studio di sviluppi per il domani. Mario sta trasmettendo tutto il suo sapere sul piano produttivo; io voglio proiettare il nostro patrimonio di esperienze verso il futuro utilizzando le nuove tecnologie e la digitalizzazione dei processi operativi ma senza dimenticare mai il rapporto umano».</em></p>
<h2>La qualità dei prodotti e la qualità dei rapporti con i clienti</h2>
<p>Il patrimonio di cui parla la dottoressa Marcella Bergamini è il <em>know-how</em> di un’azienda che in settant’anni di storia ha prodotto innumerevoli soluzioni di gomma per una decina di settori industriali, articoli tecnici diversificati per molteplici settori di applicazione e all&#8217;avanguardia nella creazione di mescole elastometriche di propria progettazione. Sono numerosi i premi &#8211; oltre alla certificazione ISO9001 e alla certificazione del processo produttivo degli anelli di risalita rilasciata dal TÜV &#8211; ottenuti nel corso degli anni per la qualità produttiva dell’azienda. Si investe il 15% del fatturato, in costante crescita oltre il 30% negli ultimi anni, per la ricerca e lo sviluppo dei prodotti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-97184" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/z-gruppo-dipendenti-copia.jpg" alt="" width="2048" height="1365" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/z-gruppo-dipendenti-copia.jpg 2048w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/z-gruppo-dipendenti-copia-300x200.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/z-gruppo-dipendenti-copia-1024x683.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/z-gruppo-dipendenti-copia-768x512.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/z-gruppo-dipendenti-copia-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/z-gruppo-dipendenti-copia-990x660.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/z-gruppo-dipendenti-copia-1320x880.jpg 1320w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/10/z-gruppo-dipendenti-copia-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Isopren vanta un laboratorio autonomo e innovativo dedicato allo studio di nuove mescole di gomma grazie ad una continua attività di ricerca e sviluppo, oltre che al controllo di produzione. In particolare, il Technological &amp; Innovation Department ha brevettato la linea di compensatori di dilatazione J1AS+<sup>®</sup>, un must di Isopren, ovvero giunti atti a soddisfare le compensazioni di maggiore ampiezza riducendo significativamente la propagazione delle vibrazioni.</p>
<p>La presenza di Isopren nel mondo della montagna bianca è incrementata negli ultimi anni con l’introduzione delle ruote per i battipista/gatti delle nevi, oltre che alle già presenti traverse per i cingoli e alla storica produzione di anelli per le pulegge e le rulliere degli impianti di risalita, ha condotto ormai il «comparto montagna» della Isopren a occupare nel suo complesso quasi il 30% del fatturato aziendale. <em>«Per gli anelli</em> – dice Mario &#8211; <em>utilizziamo tre mescole diverse a seconda delle esigenze per quanto riguarda posizionamento e funzionamento sull’impianto e altri parametri di valutazione; per le ruote e per le traverse due mescole».</em> Migliaia gli anelli venduti ogni anno, 2000 circa le ruote.  <em>«Lavoriamo direttamente per i produttori degli impianti, ma i nostri interlocutori più assidui sono i capiservizio delle società di gestione, quotidianamente a contatto con le problematiche di funzionamento degli impianti e con le esigenze di manutenzione. </em></p>
<p><em>Gli anelli vengono richiesti nelle più diverse misure</em> – continua Mario – <em>e molte volte in quantità assai limitate e in tempi strettissimi. Ma noi siamo pronti a sostenere questo tipo di domanda con la nostra elasticità produttiva che può rispondere alle esigenze più particolari e nei tempi più brevi. Per ottenere questo risultato abbiamo preparato una serie di stampi pre-produzione, per essere pronti prima e non dover tardare nelle consegne dopo aver ricevuto la commessa».</em> <em>«Con questo tipo di impegno personalizzato</em> &#8211; continua Marcella – <em>puntiamo ad un rapporto di fedeltà con i nostri clienti in un continuo interscambio di relazioni tra la progettazione, la fornitura e l’assistenza post-vendita del prodotto. Sono ormai più di 150 i nostri clienti del comparto montagna, concentrati per lo più nel Nord Italia ma che ora si stanno diffondendo anche nel Centro-Sud grazie alla collaborazione della rete vendita della Gespi 3.0. Ma sta crescendo anche la nostra presenza all’estero in Nazioni emergenti nel turismo invernale come la Turchia, la Serbia e la Romania.  E poi c’è da esplorare tutta la frontiera aperta della mobilità urbana che in questi ultimi anni ha dato segni di grande vitalità e si propone come uno dei mercati più importanti per il futuro».</em></p>
<p>Ecco qua. Quattro pagine di «professione Montagna» non bastano certamente a celebrare per filo e per segno i settant’anni di storia della Isopren, un patrimonio di lavoro, conoscenza e passione che merita di essere celebrato come si deve, come si sta facendo in questo anniversario e come si è cominciato a fare in maggio con la stupenda serata con lo spettacolo del «Cirque du Soleil» a Milano. Un compleanno che i cugini Marcella e Mario Bergamini non dimenticheranno, se non per progettare il prossimo, tra settant’anni…</p>
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		<title>Dal 19 al 21 aprile a innsbruck c&#8217;è Interalpin, la fiera dell’industria mondiale degli impianti funiviari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Della Torre]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Mar 2023 14:16:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Professione Montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 19 al 21 aprile a innsbruck c&#8217;è Interalpin, la fiera dell’industria mondiale degli impianti funiviari Dopo aver «saltato» l’appuntamento con la scadenza del 2021 a causa della pandemia, anche Interalpin torna finalmente «in presenza» dal 19 al 21 aprile nei padiglioni della Congress Messe di Innsbruck. «Sarà il più grande Interalpin di sempre», garantiscono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 8pt; color: #ffffff;">Dal 19 al 21 aprile a innsbruck c&#8217;è Interalpin, la fiera dell’industria mondiale degli impianti funiviari</span><br />
Dopo aver «saltato» l’appuntamento con la scadenza del 2021 a causa della pandemia, anche Interalpin torna finalmente «in presenza» dal 19 al 21 aprile nei padiglioni della Congress Messe di Innsbruck.</p>
<p>«<em>Sarà il più grande Interalpin di sempre</em>», garantiscono gli organizzatori della grande fiera austriaca. Questa 24a edizione attirerà ancora una volta il «<em>Who’s Who»</em> dell’industria mondiale degli impianti funiviari e delle tecnologie alpine al centro  fieristico di Innsbruck il cui spazio espositivo è stato completamente esaurito.</p>
<p>Con ben 650 espositori, Interalpin di quest’anno conferma ancora una volta il suo status di appuntamento leader a livello mondiale: è la più grande esposizione del suo genere fino ad oggi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-94724" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-3.jpg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-3.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-3-300x200.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-3-1024x683.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-3-768x512.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-3-990x660.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-3-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>I principali attori del settore economico legato al turismo montano hanno annunciato che utilizzeranno l’occasione per svelare novità esclusive tanto attese e innovazioni rivoluzionarie. Nel secondo e terzo giorno della fiera, il programma del 2° Interalpin Inspiration Days includerà interventi di relatori qualificati, conferenze e forum di alto profilo su temi che interessano l’industria delle funivie e della tecnologia alpina in tutto il mondo tanto diversi quanto impegnativi: cambiamento climatico, sostenibilità, digitalizzazione e mobilità urbana.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-94725" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-2.jpg" alt="" width="1200" height="801" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-2.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-2-300x200.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-2-1024x684.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-2-768x513.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-2-990x661.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-2-600x401.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Temi di importanza vitale a livello planetario che richiedono innovazioni e tecnologie all’avanguardia per poter essere affrontati ai massimi livelli. Novità mondiali nel campo della sostenibilità e della digitalizzazione: «<em>Senza rivelare troppo, possiamo confermare che durante la fiera verranno presentate numerose novità mondiali</em> &#8211; afferma il Project Manager di Interalpin <strong>Stefan Kleinlercher</strong> del Congress Messe Innsbruck &#8211; <em>Queste innovazioni riflettono, tra l’altro, le tendenze in atto negli ultimi tre anni, ad esempio nei settori del ticketing e della digitalizzazione, mentre altre riguardano il mega tema della sostenibilità, tra cui i macchinari per lo sgombero stradale invernale con modalità alternative di motorizzazione</em>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-94723" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-4.jpg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-4.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-4-300x200.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-4-1024x683.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-4-768x512.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-4-990x660.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-4-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La questione della sostenibilità viene vista in modo più olistico, compresa e concettualizzata a tutti i livelli e in relazione a tutte le risorse disponibili. La fiera è un must assoluto per i decisori delle aziende di funivie e non solo: da nessun’altra parte il settore è rappresentato in modo così esauriente in un ambiente concentrato.</p>
<p>Nel cuore delle Alpi, questo forum offre un’opportunità unica di scambio e networking globale». La leadership tematica di Interalpin come una delle fiere leader a livello mondiale sarà ulteriormente sottolineata durante il 2° Interalpin Inspiration Days, il 20 e 21 aprile 2023.</p>
<p>«<em>I “giorni di ispirazione” di Interalpin avranno una nuova concezione ma si baseranno sul successo della prima edizione del 2019 e ruoteranno completamente attorno ai temi chiave della digitalizzazione e della sostenibilità</em> &#8211; dice <strong>Stefan Kleinlercher</strong> &#8211; <em>E siamo lieti di essere riusciti a convincere il Dr. Eduardo Santander, direttore esecutivo della European Travel Commission di Bruxelles, a tenere il nostro discorso di apertura</em>».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-94722" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-5.jpg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-5.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-5-300x200.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-5-1024x683.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-5-768x512.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-5-990x660.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>L’intero programma dettagliato degli Interalpin Inspiration Days sarà annunciato in tempo utile in vista della fiera. Contemporaneamente, durante Interalpin si svolgeranno numerosi eventi paralleli presso il centro fieristico di Innsbruck: tra questi la conferenza austriaca sugli impianti a fune del 19, l’assemblea generale e il seminario (sul tema «Funi») dell’Organizzazione internazionale per i trasporti su fune (OITAF) e la riunione dell’International Federazione delle Associazioni Nazionali Operatori Funiviari (FIANET).</p>
<h2>I «numeri» del successo dell’edizione 2019</h2>
<p>Interalpin, che si svolge ogni due anni, è la piattaforma più prestigiosa per nuovi prodotti e innovazioni, nonché meta obbligatoria di «pellegrinaggio» per gli operatori del settore funiviario.</p>
<p>Con quasi 30.000 visitatori professionali provenienti da oltre 117 nazioni, l’ultima edizione «in presenza» del 2019 ha potuto stabilire un nuovo record di partecipazione. È il mondo intero l’ospite della fiera tirolese: così si potrebbe formulare la presenza di tutti i produttori leader di mercato e delle aziende innovative.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-94721" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-6.jpg" alt="" width="1200" height="801" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-6.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-6-300x200.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-6-1024x684.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-6-768x513.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-6-990x661.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-6-600x401.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<h2>L’evento riunisce sempre i principali attori del settore e altri fornitori di servizi insieme ai responsabili delle decisioni delle aziende funiviarie</h2>
<p>che gestiscono i comprensori sciistici. La grande importanza di questa fiera per il settore è dimostrata dall’elevata qualità dei visitatori professionali: circa due terzi dei visitatori nel 2019 erano dirigenti di società impiantistiche decisori e circa il 60% di loro è arrivato a Innsbruck con progetti di investimento specifici.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-94720" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-7.jpg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-7.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-7-300x200.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-7-1024x683.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-7-768x512.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-7-990x660.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-7-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>I paesi di origine dei visitatori professionali includevano i mercati consolidati come Stati Uniti, Francia, Italia, Svizzera, Scandinavia, Austria o Germania, e hanno suscitato grande interesse per mercati promettenti come Corea del Sud, Giappone, Vietnam, Cile, Kazakistan e Cina. L’elevata percentuale di visitatori internazionali di circa il 58% è unica per le fiere nel campo delle tecnologie alpine e sottolinea quindi l’importanza di Interalpin come piattaforma di investimento leader e più internazionale per l’industria funiviaria.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-94719 alignnone" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-8.jpg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-8.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-8-300x200.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-8-1024x683.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-8-768x512.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-8-990x660.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/Interalpin-8-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />Di conseguenza, anche il 91% circa dei visitatori ha valutato Interalpin 2019 con il massimo dei voti. Anche gli espositori sono altamente internazionali. Un totale di circa 650 espositori su 40.000 mq di superficie espositiva (dai leader del settore alle giovani start-up) sono giunti nel 2019 da 50 Paesi.</p>
<p>Questi dati rendono Interalpin la fiera più internazionale in Austria e la piattaforma centrale per tutti gli ultimi sviluppi del settore.</p>
<p>Foto: homas Steinlechner aprile fiera <span style="font-size: 8pt;">interalpin Innsbruck aprile fiera interalpin Innsbruck aprile fiera interalpin Innsbruck aprile fiera interalpin Innsbruck aprile fiera interalpin Innsbruck</span></p>
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		<title>Intercom: Dr. Leitner Compagni fedeli per il lavoro in montagna </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Della Torre]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2023 06:53:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione Montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre alle motoslitte Ski-doo e Lynx, l’azienda di Campo di Trens importa e distribuisce in Italia i quadricicli Can-Am Offroad e Onroad della BRP, mezzi ideali per le più varie attività lavorative cui sono chiamati gli operatori professionali delle località montane sia in inverno che in estate Il marchio BRP, conosciuto per le storiche motoslitte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre alle motoslitte Ski-doo e Lynx, l’azienda di Campo di Trens importa e distribuisce in Italia i quadricicli Can-Am Offroad e Onroad della BRP, mezzi ideali per le più varie attività lavorative cui sono chiamati gli operatori professionali delle località montane sia in inverno che in estate</p>
<p>Il marchio BRP, conosciuto per le storiche motoslitte Ski-doo e Lynx è anche leader di mercato con i suoi quadricicli Can-Am Offroad e Onroad, che vengono importati e distribuiti dall’azienda INTERCOM DR. LEITNER di Campo di Trens. Terreni difficili, montagne, valli, foreste, prati e neve: per il lavoro professionale, l’operatore qui è nel suo elemento! Con i veicoli side-by-side e ATV Can-Am, tuttavia, non solo il piacere di guida è assicurato. Questi veicoli versatili sono ideali anche per i lavori agricoli come la viticoltura, la frutticoltura e l’agricoltura tradizionale. I quad e sidebyside BRP dispongono di una omologazione agricola, la quale comporta innumerevoli vantaggi in termini di costo e utilizzo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-93676" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/4_PAC4925-copia.jpg" alt="" width="1200" height="799" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/4_PAC4925-copia.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/4_PAC4925-copia-300x200.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/4_PAC4925-copia-1024x682.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/4_PAC4925-copia-768x511.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/4_PAC4925-copia-990x659.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/4_PAC4925-copia-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">Alcuni modelli della vasta gamma dei quadricicli della BRP che offrono un sostanziale contributo all’alleggerimento del lavoro in montagna sia in inverno che in estate grazie anche ad un serie di accessori utili per affrontare svariate incombenze.</span></p>
<p><strong>Su misura per ogni campo d’impiego</strong> &#8211; Il lavoro agricolo è versatile come i nostri quad. Sono adatti per il trasporto di balle di fieno, legna o cassette di frutta, oltre che per il rifornimento di generi alimentari per i rifugi alpini. Equipaggiati con le giuste attrezzature, possono falciare o pacciamare anche i sentieri più stretti e ripidi. In inverno, sono adatti anche per lo spazzamento della neve e, con il giusto kit di cingoli, possono affrontare anche i terreni invernali più ripidi.</p>
<p><strong>Un’offerta in più, non solo il veicolo giusto</strong> &#8211; Per soddisfare le esigenze specifiche dell’agricoltura, non basta un quad affidabile. Per questo, oltre al veicolo, offriamo anche accessori adeguati, come il verricello, le attrezzature anteriori per la falciatura, la pacciamatura, lo sgombero della neve e la fresatura, un’area di carico per il trasporto di balle di fieno, cassette di frutta, ecc. Inoltre possono essere equipaggiati con un binario di fissaggio sicuro degli attrezzi come motoseghe, rastrelli e simili. Naturalmente, viene fornito il supporto per l’omologazione agricola e un’assistenza post-vendita impeccabile.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-93675" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/3-ORVATVMY22OUTLANDERSNOWPLOWINGTRACKKIT2-copia.jpg" alt="" width="1153" height="2048" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/3-ORVATVMY22OUTLANDERSNOWPLOWINGTRACKKIT2-copia.jpg 1153w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/3-ORVATVMY22OUTLANDERSNOWPLOWINGTRACKKIT2-copia-169x300.jpg 169w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/3-ORVATVMY22OUTLANDERSNOWPLOWINGTRACKKIT2-copia-577x1024.jpg 577w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/3-ORVATVMY22OUTLANDERSNOWPLOWINGTRACKKIT2-copia-768x1364.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/3-ORVATVMY22OUTLANDERSNOWPLOWINGTRACKKIT2-copia-865x1536.jpg 865w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/3-ORVATVMY22OUTLANDERSNOWPLOWINGTRACKKIT2-copia-990x1758.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/3-ORVATVMY22OUTLANDERSNOWPLOWINGTRACKKIT2-copia-300x533.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/3-ORVATVMY22OUTLANDERSNOWPLOWINGTRACKKIT2-copia-600x1066.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1153px) 100vw, 1153px" /></p>
<p>Questi sono i vantaggi che distinguono i quad forniti da Intercom Dr. Leitner:</p>
<h2><strong>Compattezza:</strong></h2>
<p>tecnologia intelligente per la montagna, larghezza 1,2 metri a 1,6 metri freno motore regolabile, e tantissimi accessori.</p>
<h2><strong>Rapporto prezzo/qualità unico:</strong></h2>
<p>un investimento utile ed intelligente. Il design innovativo, la capacità off-road e le caratteristiche di punta: leader nel settore.</p>
<h2><strong>Omologazione agricola:</strong></h2>
<p>grazie all’omologazione agricola, quadricicli e side by side BRP Can-Am sono un must in ogni impianto di risalita.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-93674" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/2IMG-20220211-WA0027-copia.jpg" alt="" width="1200" height="900" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/2IMG-20220211-WA0027-copia.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/2IMG-20220211-WA0027-copia-300x225.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/2IMG-20220211-WA0027-copia-1024x768.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/2IMG-20220211-WA0027-copia-768x576.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/2IMG-20220211-WA0027-copia-990x743.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/2IMG-20220211-WA0027-copia-470x352.jpg 470w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/2IMG-20220211-WA0027-copia-640x480.jpg 640w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/2IMG-20220211-WA0027-copia-414x310.jpg 414w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/2IMG-20220211-WA0027-copia-215x161.jpg 215w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/2IMG-20220211-WA0027-copia-130x97.jpg 130w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/2IMG-20220211-WA0027-copia-187x140.jpg 187w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/2IMG-20220211-WA0027-copia-74x55.jpg 74w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/2IMG-20220211-WA0027-copia-111x83.jpg 111w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2023/03/2IMG-20220211-WA0027-copia-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<h2><strong>Pressione al suolo:</strong></h2>
<p>i nostri quad sono tra i veicoli con la pressione al suolo più bassa, fondamentale per gli spazi verdi sensibili, prati, o vigneti e i frutteti.</p>
<h2><strong>Design:</strong></h2>
<p>sintonizzato in modo coerente con il conducente. Dai comandi alla posizione di seduta al telaio. Offrono il massimo comfort nella vita quotidiana.</p>
<h2><strong>Scopri di più:</strong> <a href="http://www.leitner.it/it/agri/" target="_blank" rel="noopener">Leitner</a></h2>
<p>L'articolo <a href="https://www.sciaremag.it/professione-montagna/intercom-dr-leitner-compagni-fedeli-per-il-lavoro-in-montagna/">Intercom: Dr. Leitner Compagni fedeli per il lavoro in montagna </a> proviene da <a href="https://www.sciaremag.it">SciareMag </a>.</p>
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		<title>L’inverno che verrà nell’anno del Covid 19</title>
		<link>https://www.sciaremag.it/professione-montagna/linverno-che-verra-nellanno-del-covid-19/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Della Torre]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 21:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione Montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sta arrivando un nuovo inverno ma, a causa del coronavirus, quest’anno più che mai è inutile fare previsioni. Già da molto tempo, ormai, i cambiamenti climatici hanno cancellato ogni certezza ed esposto le attività economiche e imprenditoriali del turismo invernale a un rischio d’impresa che solo il coraggio e gli investimenti hanno potuto sostenere garantendo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sta arrivando un nuovo inverno ma, a causa del coronavirus, quest’anno più che mai è inutile fare previsioni.</p>
<p>Già da molto tempo, ormai, i cambiamenti climatici hanno cancellato ogni certezza ed esposto le attività economiche e imprenditoriali del turismo invernale a un rischio d’impresa che solo il coraggio e gli investimenti hanno potuto sostenere garantendo il benessere di intere comunità dalle Alpi agli Appennini.</p>
<p>Quest’anno però è inutile dire che le prospettive si complicano ulteriormente sapendo che tra gli alberghi, sugli impianti di risalita e sulle piste, tra il popolo dello sci italiano e straniero graverà la subdola presenza di un microscopico e invisibile fantasma chiamato Covid 19 che ha  provocato una drammatica crisi economica dopo aver scatenato una tragica crisi sanitaria facendo del 2020 un anno che passerà alla storia.</p>
<p>Le incognite climatiche, l’incertezza delle precipitazioni naturali, le altalene anomale delle temperature sono state affrontate e contrastate con successo dai massicci investimenti sull’innevamento tecnico che è diventato la dotazione infrastrutturale ineludibile per garantire lo svolgimento e la continuità del turismo invernale trainato dallo sci.</p>
<p>E non è ancora scontato, per fortuna, che l’inverno si trasformi stabilmente in estate, che le temperature non scendano più sotto lo zero, che le montagne un tempo sicuramente imbiancate almeno da novembre in poi diventino stabilmente lande desolatamente brulle. Insomma non è ancora il caso di stracciarsi le vesti prima del necessario.</p>
<p>Proprio la scorsa stagione si è aperta alla grande con le Alpi sommerse dalla neve naturale  e si sarebbe conclusa nella gloria di numeri record di presenze sulle piste e tra i fatturati se il coronovirus non l’avesse traumaticamente interrotta sul più bello agli inizi di marzo provocando considerevoli mancati guadagni come dicono le cifre dell’indagine di Skipass Panorama Turismo<em>.</em></p>
<p>Sappiamo che per le stazioni appenniniche non è andata purtroppo altrettanto bene, anzi è andata malissimo visto che ad un’apertura massacrata dalla pioggia e dalle alte temperature non si è potuto far seguire l’agognato recupero di fine stagione che era stato benedetto da abbondanti precipitazioni primaverili.</p>
<p>Ma si sa da tempo, ormai, che è così: alternanze e diversità di situazioni, incognite ormai note che hanno provocato certamente molte difficoltà soprattutto tra le stazioni invernali e le società impiantistiche più piccole e  meno strutturate ma a fronte delle quali si sono impegnate risorse per  affrontarle con la  possibilità di superarle.</p>
<p>Si sa ormai da tempo che ogni nuova stagione invernale porta con sé una quota di incertezza che le dà il sapore di una sfida, il gusto di una scommessa da vincere.</p>
<p>E si sa che, salvo sfortunate eccezioni dovute a contingenze particolarmente negative, la scommessa è stata quasi sempre vinta o almeno pareggiata.</p>
<h2>Ma quest’anno sarà diverso.</h2>
<p>Quest’anno gli esiti economici e commerciali della stagione, per tutta quanta la filiera indotta turismo invernale, non saranno appesi «soltanto» alle condizioni ambientali ma dovranno fare i conti con una serie di domande mai avanzate prima ma adesso di stringente attualità: quanto incideranno le conseguenze della pandemia nel popolo dello sci?</p>
<p>Quanto peseranno sulla passione che muove tutto? Gli stranieri torneranno a sciare in Italia con i loro torue operators? E gli italiani?</p>
<p>Quanti di quelli che ad ogni inverno passavano diversi giorni sulla neve quest’anno hanno ancora paura del contagio e decideranno di rinunciare alle loro sciate?</p>
<h2>Una risposta, adesso, non c’è.</h2>
<p>La risposta sta tutta nella testa delle persone, nelle loro convinzioni circa i comportamenti da tenere in questo tempo dominato dalla presenza del coronavirus che è ancora tra noi e ancora condiziona molto per non dire tutto.</p>
<h2>Si tratta solo di aspettare e vedere, con i nervi saldi e la coscienza a posto.</h2>
<p>Un motivo di ottimismo giunge certamente dal fatto che lo sci e la montagna offrono grandi spazi all’aperto e dovrebbero indurre gli appassionati a valutare positivamente questo fatto in chiave di sicurezza antivirus.</p>
<p>Infatti  questa considerazione è stata confermata dall’andamento dell’estate, durante il quale le società impiantistiche hanno potuto registrare esiti scarsi in giugno ma già sufficienti in luglio e certamente buoni in agosto.</p>
<h2>E speriamo che si riveli valida anche per l’inverno.</h2>
<p>Le società impiantistiche dal canto loro si sono preparate per garantire l’osservanza di norme che tutelino la salute degli utenti.</p>
<p>Dalla collaborazione tra ANEF e UNI è nato un documento che detta una serie di «Linee guida relative alle misure per il contenimento di contagio da Covid 19 del comparto turistico- Impianti di risalita».</p>
<p>Si vorrebbe che la politica lo adottasse per farne una norma di legge da rispettare su tutto il territorio nazionale ma già nella sua formulazione  servirà certamente ad orientare la gestione degli impianti in chiave antivirus.</p>
<p>Piuttosto le società impiantistiche, soprattutto quelle meno forti, si troveranno ad affrontare un altro problema non da poco: gli investimenti al buio per consentire la sciabilità in apertura di stagione (quelli in genere più onerosi) senza avere la minima certezza di come risponderà l’utenza, di quale sarà il riscontro commerciale,  più che mai imprevedibile quest’anno.</p>
<p>Quello che anche sulla neve passerà alla storia come l’anno del Covid 19.</p>
<hr />
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<div class="mks_one_half "><a href="https://www.sciaremag.it/prodotto/professione-montagnaannuario-2019-2020/"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-36975" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/201909-ANNUARIO-PM-2019-2020-copertina-225x300.jpg" alt="" width="350" height="467" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/201909-ANNUARIO-PM-2019-2020-copertina-225x300.jpg 225w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/201909-ANNUARIO-PM-2019-2020-copertina-768x1024.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/201909-ANNUARIO-PM-2019-2020-copertina-990x1320.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/201909-ANNUARIO-PM-2019-2020-copertina-300x400.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/201909-ANNUARIO-PM-2019-2020-copertina-600x800.jpg 600w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/201909-ANNUARIO-PM-2019-2020-copertina-254x339.jpg 254w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/201909-ANNUARIO-PM-2019-2020-copertina.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a></div>
<div class="mks_one_half "><a href="https://www.sciaremag.it/prodotto/professione-montagnamarzo-aprile-2020/"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-45121" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2020/10/156-professione-Montagna_copertina.jpg" alt="" width="350" height="467" /></a></div>
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		<title>La fase 2 e la macchia di una «sentenza» assurda</title>
		<link>https://www.sciaremag.it/professione-montagna/la-fase-2-e-la-macchia-di-una-sentenza-assurda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Della Torre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2020 21:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione Montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All’alba del 25 maggio, quando scrivo queste note e chiudo l’ultimo numero di pM della (a dir poco problematica…) stagione 2019/20, gli impianti di risalita dei comprensori sciistici devono restare ancora chiusi come è stato scritto alla lettera h) dell’articolo 1 del DPCM del 17 maggio che conferma la stessa misura già assunta l’8 marzo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>All’alba del 25 maggio, quando scrivo queste note e chiudo l’ultimo numero di pM della (a dir poco problematica…) stagione 2019/20, gli impianti di risalita dei comprensori sciistici devono restare ancora chiusi come è stato scritto alla lettera h) dell’articolo 1 del DPCM del 17 maggio che conferma la stessa misura già assunta l’8 marzo e ribadita il 26 aprile.</p>
<p>Poche, stringate e inquietanti parole, praticamente una sentenza: <em>«Sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici».</em> Ufficialmente, con l’ultimo dei tanti decreti del Presidente del Consiglio prodotti durante la devastante crisi sanitaria ed economica provocata da un invisibile virus nato in Cina e migrato in tutto il mondo, il 18 maggio si è «riaperta» l’Italia dopo due mesi abbondanti di stretta quarantena e di guerra al contagio che sono costati 30 mila morti, un crollo di circa il 10% del PIL e di circa il 30% della produzione industriale, la perdita del lavoro di migliaia di persone, il collasso delle attività commerciali e di interi settori tra i quali,<em> in primis</em>, il turismo.</p>
<h2>Riaprire e ripartire era assolutamente necessario per non rischiare di trasformare l’infarto socioeconomico provocato dal Covid 19 in un coma irreversibile.</h2>
<p>Il virus non è scomparso e, in attesa del vaccino, la ripresa delle attività e il relativo ritorno a situazioni di rapporti ravvicinati comporta certamente una quota di rischio da affrontare con prudenza e con il buon senso delle persone responsabili.</p>
<p>Ma restare ancora fermi più a lungo sarebbe stato catastrofico, anche a fronte del fatto che le diverse misure di sostegno a lavoratori, imprese e famiglie non sono arrivate ( e non arrivano?) mai o  troppo tardi, incagliate nelle perenni secche della burocrazia e di procedure farraginose.</p>
<h2>Per rianimare il paziente-Italia colpito dal doppio shock sanitario ed economico più di altre Nazioni europee, attivare la mitica «fase 2» era assolutamente indispensabile.</h2>
<p>Per farlo, in una babele di  contraddizioni, di conflitti istituzionali e di  prescrizioni talvolta così cervellotiche da rasentare il ridicolo, si sono dettate regole di comportamento per la tutela della sicurezza anti contagio che hanno interessato praticamente tutte le categorie, tutti i luoghi e tutti gli aspetti della vita sociale, dalle aziende ai negozi, dai bar ai ristoranti, dalle estetiste alle piste (ciclabili), dai trasporti agli orti (urbani), dalle parrucchiere alle acquasantiere.</p>
<p>In attesa di piscine e palestre (per non parlare della scuola, rimandata a settembre) hanno potuto riaprire praticamente tutti, naturalmente mettendosi la mascherina e tenendosi a un metro di distanza.</p>
<h2>Tutti, tranne «gli impianti di risalita dei comprensori sciistici» che però non servono soltanto lo sci in inverno ma funzionano, seppure a ranghi ridotti, anche in estate.</h2>
<p>Si è parlato soprattutto di mare e di spiagge, ovviamente, di metri lineari e di metri quadrati tra ombrelloni e lettini; molto meno di montagna, che pure porta un contributo non trascurabile a quel 13% di PIL attribuito al turismo e dove gli impianti di risalita sono il motore di un comparto economico che significa la vita di una filiera turistica articolata in tante componenti e il benessere di interi territori.</p>
<h2>Perché «gli impianti di risalita dei comprensori sciistici» devono rimanere chiusi?</h2>
<p>Perché si temono i famosi assembramenti che evidentemente non vengono nemmeno ipotizzati nelle metropolitane, o sui treni dei pendolari, o sulle battigie con i piedi a mollo?</p>
<p>O perché, forse, si coltiva ancora l’osceno pregiudizio che tra febbraio e marzo aveva impiccato gli impiantisti sull’accusa di essere degli untori che diffondevano il virus svolgendo la propria funzione di esercenti di pubblico servizio?</p>
<p>Le deleghe alle Regioni nella gestione della fase 2 consentiranno probabilmente ai governatori di trovare il modo per superare il diktat ma con il rischio di creare anche in questo come in molti altri casi una disparità sconcertante di comportamenti tra i territori regionali.</p>
<p>E resta comunque questa specie di stigma sull’attività dell’impiantistica funiviaria che si spera venga rimosso almeno formalmente in qualche prossimo DPCM pensando soprattutto al prossimo inverno, la stagione elettiva degli impianti di risalita.</p>
<h2>Il virus non sarà ancora scomparso, le misure per la sicurezza sanitaria saranno ancora necessarie e le incognite sono molte, più delle solite affrontate e risolte negli ultimi anni.</h2>
<p>Come sempre non si sa se nevicherà o non nevicherà dal cielo, quali saranno le condizioni metereologiche, quali le temperature.</p>
<p>Quest’anno si aggiungono i timori per verificare quanto abbia inciso la pandemia sui flussi turistici dall’estero, quanto freni ancora sul piano psicologico il tarlo della paura.</p>
<p>Ci mancherebbe che restasse in vigore e creasse problemi quella lettera h dell’articolo 1 del DPCM del 17 maggio. Gli impiantisti hanno proposto come rispettare criteri di sicurezza nell’accesso agli impianti: più del contingentamento nelle cabine e sulle seggiovie che provoca (come si era visto al stagione scorsa) code  e intruppamenti ai tornelli si propone, già per l’estate, di <em>«bilanciare l’affluenza con la portata, favorendo il più possibile la fluidità e la costante mobilità. In assenza di code, infatti, il riempimento dei veicoli si riduce automaticamente»,</em> come si legge nel comunicato che ANEF ha diramato già il 7 maggio e dove si assumeva l’impegno per altre misure (distanziamento fisico, obbligo di mascherine e guanti durante il trasporto, areazione di cabinovie e funivie, igienizzazione).</p>
<h2>Per il momento la risposta del Governo è stata la sentenza del 17 maggio. Non esiste peggior sordo di chi non vuole ascoltare.</h2>
<hr />
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<div class="mks_one_half "><a href="https://www.sciaremag.it/prodotto/professione-montagnaannuario-2019-2020/"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-36975" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/201909-ANNUARIO-PM-2019-2020-copertina-225x300.jpg" alt="" width="350" height="467" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/201909-ANNUARIO-PM-2019-2020-copertina-225x300.jpg 225w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/201909-ANNUARIO-PM-2019-2020-copertina-768x1024.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/201909-ANNUARIO-PM-2019-2020-copertina-990x1320.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/201909-ANNUARIO-PM-2019-2020-copertina-300x400.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/201909-ANNUARIO-PM-2019-2020-copertina-600x800.jpg 600w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/201909-ANNUARIO-PM-2019-2020-copertina-254x339.jpg 254w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/201909-ANNUARIO-PM-2019-2020-copertina.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a></div>
<div class="mks_one_half "><a href="https://www.sciaremag.it/prodotto/professione-montagnamaggio-giugno-2020/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-46767" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2020/05/155-professione-Montagna-copertina.jpg" alt="" width="350" height="467" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2020/05/155-professione-Montagna-copertina.jpg 1000w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2020/05/155-professione-Montagna-copertina-225x300.jpg 225w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2020/05/155-professione-Montagna-copertina-768x1024.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2020/05/155-professione-Montagna-copertina-990x1320.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2020/05/155-professione-Montagna-copertina-300x400.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2020/05/155-professione-Montagna-copertina-600x800.jpg 600w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2020/05/155-professione-Montagna-copertina-531x708.jpg 531w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a></div>
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		<title>Il coronavirus e il bisogno di stare e ragionare insieme</title>
		<link>https://www.sciaremag.it/professione-montagna/il-coronavirus-e-il-bisogno-di-stare-e-ragionare-insieme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Della Torre]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 21:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione Montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il coronavirus ha scagliato all’improvviso un sasso mortifero tra gli ingranaggi del mondo ma non è dato sapere se, una volta usciti dall’incubo, l’umanità riuscirà a trarre qualche lezione da questa allucinante esperienza da tempo di guerra. «Spero almeno che ci serva per diventare migliori, per cambiare e riscoprire certi valori che gli egoismi e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il coronavirus ha scagliato all’improvviso un sasso mortifero tra gli ingranaggi del mondo ma non è dato sapere se, una volta usciti dall’incubo, l’umanità riuscirà a trarre qualche lezione da questa allucinante esperienza da tempo di guerra.</p>
<blockquote><p>«Spero almeno che ci serva per diventare migliori, per cambiare e riscoprire certi valori che gli egoismi e i particolarismi hanno appannato».</p></blockquote>
<p>Chi ci ha espresso questo auspicio  quando l’abbiamo interrogato, tra diversi altri, sulla chiusura degli impianti sciistici del 10 marzo non è un politico o un sociologo o un moralista o un «buonista» ma un uomo di montagna, un operatore del turismo invernale che ha vissuto abbastanza da averne viste tante <em>(«…</em>ma una cosa del genere non era mai successa»).</p>
<p>Ferruccio Fournier porta ancora in giro sulla neve i suoi ottant’anni vigorosi, è una specie di «totem» della montagna bianca valdostana, può ricordare i tempi eroici del pionerismo funiviario e tanti altri momenti critici nella storia dell’imprenditoria  impiantistica <em>«come il periodo della crisi energetica dei primi anni Settanta» </em>ma non se la sente proprio di stracciarsi le vesti perché per la prima volta la stagione sciistica è stata interrotta con quasi due mesi d’anticipo per un decreto del Governo, anzi ne ha tratto ragioni per alcune riflessioni di ampio respiro.</p>
<blockquote><p>«Dobbiamo tornare a pensare come comunità – ci ha detto &#8211; e  a valutare i bisogni collettivi primari come la salute pubblica con senso di responsabilità e di solidarietà. Siamo tutti sulla stessa barca e i problemi si risolvono insieme, non dividendosi».</p></blockquote>
<p>È un auspicio ragionevole anche se non sembra che dai quattro angoli di questo nostro mondo ci sia unanimità di vedute su questo punto.</p>
<p>Proprio nel pieno dell’emergenza i comportamenti e le decisioni di diversi Stati non sono sembrati sempre ispirati alla condivisione e alla collaborazione ripronendo schemi di chiusure e distinzioni discutibili, tanto per usare un eufemismo.</p>
<p>E prima dell’esplosione dell’infezione e del contagio globale da Covid19 era già successa un’altra cosa che non sembra andare nella direzione auspicata da Fournier: dal 31 gennaio la Gran Bretagna è formalmente fuori dall’Unione Europea a tre anni dal referendum con il quale i sudditi di Sua Maestà Elisabetta II avevano deciso, con una risicata maggioranza, di staccarsi  per tornare a stare soli e a fare tutto da soli.</p>
<h2>Sul piano  politico internazionale, la vittoria del «sì» all’uscita dall’Unione Europea  è un evento che avrà  certamente ripercussioni  di diversa natura, politiche, economiche, commerciali.</h2>
<p>Pare che non sarà indolore per la stessa Gran Bretagna viste le forti spinte separatiste che animano Scozia e Irlanda del Nord (da sempre schierate per il <em>remain</em>) che, come in molte altre regioni europee (Catalogna ed altre) richiedono autonomia dai governi centrali per motivi diversi, etnici, religiosi, culturali, economici.</p>
<p>E non sarà indolore per l’Unione Europea che perde un importante partner e si trova a gestire un precedente che probabilmente altri vorranno seguire visti i già conclamati  e ricorrenti spinte a Nord e a Sud del continente di singoli movimenti nazionalistici per uscire dall&#8217;Unione.</p>
<p>Quell’Unione che dovrebbe sempre più crescere e compattarsi per competere nel nuovo mondo globalizzato e invece cova dentro di sé i germi dei nazionalismi e dei particolarismi, una tendenza quest’ultima che tocca anche il microcosmo del turismo della montagna<em>.</em></p>
<blockquote><p>«Anche nel nostro mondo – ci ha detto Ferruccio – dobbiamo fare un esame di coscienza ed evitare posizioni e iniziative in contrasto le une con le altre».</p></blockquote>
<p>Si riferiva ai diversi tempi e ai diversi modi con cui le singole Regioni e le singole località si sono atteggiate di fronte alla necessità di rispondere all’emergenza coonavirus; si riferiva, evidentemente, alla necessità di stare insieme, di essere comunità, di fare sistema.</p>
<h2>Ma da anni (da sempre…), in ogni occasione di convegno e/o tavole rotonde,  si ascoltano prolusioni che predicano la necessità di «fare sistema»!</h2>
<p>Si sente (da sempre…) affermare categoricamente che <em>«Occorre perseguire e trovare  finalmente una comunione di intenti che vada incontro agli interessi trasversali di tutte le categorie professionali che operano in montagna».</em></p>
<h2>Ma da sempre ai propositi spesso non sono seguiti comportamenti coerenti.</h2>
<p>«Fare sistema» dovrebbe voler dire presentare il turismo della montagna in modo organico e unitario mentre spesso, ad esempio, i tentativi di dialogo con le istituzioni sono portati avanti singolarmente in modo frammentario e scoordinato dall&#8217;una o dall&#8217;altra categoria professionale, convinta probabilmente di poter spuntare benefici maggiori a discapito delle altre realtà associative o geografiche.</p>
<h2>Un carattere dominante dello spirito italiano (basta rileggere Guicciardini…) si manifesta in un istinto individualista.</h2>
<p>Questa italica propensione sarebbe un pregio capace di diventare un prezioso valore aggiunto se le proverbiali capacità del singolo confluissero in una forza comune tesa al bene comune.</p>
<h2>Invece no, noi spesso quasi ci divertiamo a dividerci. Ognuno pensa al proprio orticello, pianta paletti di recinzione, alza steccati.</h2>
<p>Non è proprio il caso, perché poi può sempre arrivare un virus che manda all’aria ogni certezza e affonda ogni presunzione di autosufficienza o addirittura di superiorità.</p>
<hr />
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		<title>L’ovovia dell’Abetone tra i trionfi di Zeno Colò</title>
		<link>https://www.sciaremag.it/professione-montagna/lovovia-dellabetone-tra-i-trionfi-di-zeno-colo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Della Torre]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2020 22:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione Montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Zeno Colò non è stato soltanto il primo fuoriclasse dello sci italiano, il campione che insieme ad altri campioni (Gino Bartali, Fausto Coppi, Adolfo Consolini) ha fatto dello sport una delle chiavi per riscattare il prestigio dell’Italia agli occhi del mondo, per costruirne una nuova immagine sulle macerie fisiche e morali lasciate dalla seconda guerra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Zeno Colò non è stato soltanto il primo fuoriclasse dello sci italiano, il campione che insieme ad altri campioni (Gino Bartali, Fausto Coppi, Adolfo Consolini) ha fatto dello sport una delle chiavi per riscattare il prestigio dell’Italia agli occhi del mondo, per costruirne una nuova immagine sulle macerie fisiche e morali lasciate dalla seconda guerra mondiale.</p>
<p>Per celebrare il centenario della sua nascita (30 giugno 1920) al quale l’Abetone  dedicherà lungo il corso dell’anno una serie di iniziative, sono da ricordare naturalmente le sue leggendarie imprese sportive.</p>
<p>Le due medaglie d’oro in discesa e in gigante ai Campionati Mondiali di Aspen del 1950, il trionfo in discesa alle Olimpiadi di Oslo del 1952 sulla terrificante pista di Nörefjell, il record di velocità di 159,292 km/h stabilito il 9 maggio del 1947 a Cervinia, la vittoria nella discesa del Lauberhorn di Wengen nel 1948, la conquista  del distintivo d’oro al concorso dell’Arlberg Kandahar nel 1949 e nel 1951.</p>
<p>La sfilza di titoli italiani (una trentina) e tutto il resto, comprese la ignominiosa squalifica subita per «professionismo» che gli impedì di vincere ancora ai Mondiali di Åre del 1954 (scese come apripista con il miglior tempo ufficioso) e la superiore eleganza con la quale, nonostante quell’orripilante e codardo sgarbo mai certificato da nessun documento scritto, accettò di fare il tedoforo alle Olimpiadi di Cortina del 1956.</p>
<p>Sulla neve il grande Zeno è stato ardimento, coraggio da leone, velocità, forza fisica e sapienza tecnica, pochi capelli in testa e tante (troppe) sigarette tra le labbra.</p>
<h2>Le parole misurate e il cuore d’oro. L’orgoglio e l’umiltà. Le radici tra i boschi della Consuma e tra i crinali dell’Appennino.</h2>
<p>La misura dei silenzi e la forza dei fatti, delle strabilianti imprese compiute con sci che erano rigidi  blocchi di legno, putrelle di due metri e trenta domate con l’intelligenza pragmatica di chi sperimentava soluzioni nuove per lamine e solette, per abbigliamento, attacchi, posizioni aerodinamiche.</p>
<p>Il grande Zeno e il suo mito sono per sempre nella storia dello sci italiano, primo punto cardinale di una tradizione che ha avuto come altri vertici di eccellenza Gustavo Thöni, Alberto Tomba e, oggi, Dominik Paris.</p>
<p>Certo, il grande Zeno è stato tutto questo ma non solo. Come uomo di sci che aveva girato un bel po’ di mondo e come cittadino di quella frazione di Cutigliano che scavalca l’Appennino tra la Toscana e l’Emilia capiva e viveva l’esigenza di sviluppare la sua località per spalancarle prospettive di crescita turistica.</p>
<p>Zeno Colò è  stato anche un operatore del turismo invernale e per questo  merita questo spazio su pM, rivista di riferimento per gli operatori professionali della montagna bianca.</p>
<p>È stato lui il promotore, la bandiera della sottoscrizione popolare che nel 1969 ha dato vita alla Società Abetone Funivie per la costruzione dell’ovovia del Monte Gomito destinata a collegare l’Abetone con la Val di Luce; era sua l’idea limpida della necessità di realizzare un comprensorio vasto che desse più aria, più sciabilità, più possibilità di discese per aumentare l’offerta turistica.</p>
<p>Ha vissuto da presidente della nuova società le traversie burocratiche e un certo «fuoco amico» che hanno ostacolato la realizzazione del progetto fino alla sospirata inaugurazione dell’impianto nel 1974.</p>
<p>Lui ci aveva messo la faccia e  il suo solito cuore, aveva guidato il suo trattore per contribuire ai lavori dell’installazione, aveva dato il suo nome (Zeno 1, Zeno 2, Zeno 3) alle nuove piste che, grazie all’ovovia, andavano praticamente a raddoppiare il kilometraggio dello skirama abetonese da 30 a 60 km circa.</p>
<p>Da allora l’Abetone è diventato qualcosa di più del piccolo e prodigioso scrigno di talenti dell’agonismo (oltre a Zeno, Rolando Zanni, Vittorio Chierroni, Celina Seghi e dopo di loro Gaetano Coppi, Paride Milianti), una stazione invernale dell’Appenino capace di  non  sfigurare  nel confronto con l’offerta sciistica delle località alpine.</p>
<p>Il grande Zeno se n’è andato il 12 maggio 1993, prima che la «sua» ovovia venisse sostituita da un impianto Leitner più moderno nel 1999.</p>
<p>Se n’è andato come non avrebbe mai dovuto e voluto, lentamente, vinto dal male che gli aveva mangiato un  polmone e gli ha tolto adagio gli ultimi respiri.</p>
<p>Una crudele contraddizione per uno come lui che si fumava i cento all’ora sugli sci come fossero Nazionali senza filtro e truccava la sua automobile per viaggiare più veloce.</p>
<p>Ha lasciato in eredità il patrimonio di una vicenda umana e di una storia sportiva indimenticabili, dove anche un’ovovia brilla preziosa nel palmarès del leggendario «falco di Oslo».</p>
<hr />
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		<item>
		<title>Lo sciatore</title>
		<link>https://www.sciaremag.it/professione-montagna/lo-sciatore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Della Torre]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Dec 2019 19:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione Montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sicurezza in pista tra responsabilita’ soggettive e oggettive Sul tema della sicurezza in pista recitano la loro parte due attori protagonisti che sono lo sciatore e il gestore dell’area sciabile. Tra loro dovrebbe esistere sempre un ideale dialogo di lealtà e di correttezza finalizzato allo scopo di limitare al massimo i rischi connaturati ad [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>La sicurezza in pista tra responsabilita’ soggettive e oggettive</h2>
<p>Sul tema della sicurezza in pista recitano la loro parte due attori protagonisti che sono lo sciatore e il gestore dell’area sciabile.</p>
<p>Tra loro dovrebbe esistere sempre un ideale dialogo di lealtà e di correttezza finalizzato allo scopo di limitare al massimo i rischi connaturati ad una specialità sportiva (lo sci alpino o sci da discesa) dal fascino inebriante ma da tradurre in movimento sulla neve, a velocità e su pendenze variabili, in condizioni ambientali non sempre perfette, dipendenti da una dinamica d’azione complessa e da attrezzature tecniche non sempre irreprensibili.</p>
<p>La famosa (e discussa…) legge 363 ha colmato una lacuna normativa ma in fin della fiera non ha sciolto il nodo che lega nello stesso problema le responsabilità soggettive di chi scia e le responsabilità oggettive di chi ha attrezzato infrastrutture e piste per consentire di sciare.</p>
<p>In giurisprudenza si accumulano casi di incidenti e infortuni cui sono seguite cause giudiziarie dove spesso individuare «il colpevole» è un esercizio di altissima perizia legale.</p>
<h2>E spesso il colpevole risulta alla fine essere stato la vittima, o viceversa.</h2>
<p>Sulla 363 si sta discutendo da tempo per una sua  opportuna rivisitazione sollecitata dagli esercenti funiviari spesso esposti ingiustamente sul banco degli imputati nonostante gli sforzi compiuti per onorare al meglio le esigenze della sicurezza.</p>
<p>Da loro, comunque, non è mai mancato il riconoscimento obiettivo della serietà del problema e l’impegno costante a migliorare e a non sottovalutare eventuali margini di correzione del loro lavoro.</p>
<p>Dallo sciatore-massa dovrebbe venire sempre la consapevolezza che sta praticando una sport fantastico ma in cui è insita una componente di rischio attenuabile ma non del tutto eliminabile dagli allestimenti di sicurezza messi in atto dal gestore se chi guida gli sci non si rende responsabile in prima persona della sicurezza propria e altrui.</p>
<h2>Uno, nessuno, centomila</h2>
<p>Il fatto è che non esiste uno sciatore-massa ma tanti sciatori diversi, non solo per livello tecnico ma anche per  cultura, educazione, attenzione, consapevolezza.</p>
<p>Una pista facile per lo sciatore al settimo livello della Scuola Italiana Sci può diventare problematica per il principiante che esce dalla fase della curva elementare di base.</p>
<p>Allo stesso tempo uno sciatore consapevole oltre che eccellente sul piano tecnico  possiede maggiori capacità di controllo della propria azione da mettere a frutto nel traffico spesso  intenso delle piste battute rispetto ad uno sciatore magari oggettivamente meno esperto ma più incosciente dei propri reali mezzi.</p>
<p>Ma è pur vero che, in presenza di controllo tecnico ma in assenza di controllo mentale, lo sciatore provetto ma senza sale in zucca può lasciarsi indurre a imitare Dominik Paris anche se davanti ai suoi sci non c’è la Streif tutta per lui ma una miriade di altri sciatori in movimento da schivare come birilli sul filo del thrilling.</p>
<p>Una pista non perfettamente battuta o una neve particolarmente ostica creano a loro volta discriminazioni di natura tecnica e comportamentale che possono avere ricadute sul piano della sicurezza propria e altrui.</p>
<p>Sul ghiaccio, ad esempio, non tutti  sanno «tenere» e sciare alla stessa maniera eppure molti che dovrebbero evitare di avventurarsi su certe pendenze in certe condizioni  lo fanno lo stesso, per sfida (con se stessi o gli amici), per sfruttare il giornaliero fin dalle prime ore del mattino, per assenza di cultura tecnica e di senso civico.</p>
<p>Ed è difficile in certi casi seguire il dettato del Vangelo e perdonare a loro perché non sanno quello che fanno. Insomma potremmo continuare a lungo in questa direzione per sostenere la tesi della relatività di situazioni diverse  quante sono diverse le teste, i modi e le stelle del merito tecnico secondo la Scuola Italiana Sci.</p>
<h2>È evidente che lo sciatore debba (o dovrebbe) sentirsi responsabile in prima persona della propria e dell’altrui sicurezza, regolando i propri comportamenti in funzione della situazione di traffico in cui si trova.</h2>
<p>Sappiamo che le statistiche snocciolano ogni anno cifre inquietanti sugli incidenti. Sappiamo che i maggiori affollamenti indotti dagli impianti sempre più moderni e veloci  sono  una causa di questo incremento insieme all’evoluzione tecnologica dell’attrezzatura che ha abbassato la soglia di selezione tecnica ma, con questa, la soglia dell’attenzione.</p>
<p>Fatta questa premessa è comunque possibile, anzi doveroso, sforzarsi di configurare una cornice, un quadro  di «attese» omogeneo, che valga per tutti i tipi di sciatore riconducibili a quell’individuo-massa che, comunque, ha come comune denominatore una passione qualche volta divorante, una voglia matta di passare la sua giornata sulla neve scivolando a valle come tecnica comanda.</p>
<p>Pur nelle modificazioni dei costumi che negli ultimi anni hanno sensibilizzato molto l’utenza sugli aspetti e le offerte non solamente tecniche della località invernale, credo di non sbagliare se non ci discostiamo da una realtà che conosciamo bene da sempre, forse ovvia ma perennemente dominante: lo sciatore vuole sciare tanto e bene, su chilometraggi il più possibile vari e su piste ben preparate.</p>
<h2>La «fame di sci» è il patrimonio più vero del nostro sport nella sua dimensione amatoriale, è il motore del mercato e del turismo invernale.</h2>
<p>Ma è anche un fenomeno da incanalare e governare costruendo un’offerta di qualità e di organizzazione sempre migliore, costantemente adeguata ad una domanda sempre più esigente e selettiva.</p>
<h2>Il lavoro determinante dei gestori delle skiarea</h2>
<p>Sull’altro versante, la sicurezza oggettiva chiama in causa direttamente le località, i gestori degli impianti e i responsabili della preparazione delle piste. Anche in questo caso la generalizzazione è impossibile.</p>
<p>Qualche tempo fa i dati usciti da una indagine  della rivista <em>Sciare</em> presso i propri lettori (un target «nobile» di sciatori) erano stati in larga parte confortanti sul livello qualitativo espresso dalle stazioni invernali in materia di sicurezza ma si mischiavano a messaggi che di tanto in tanto arrivano in redazione per segnalare qualche approssimazione e trascuratezza non solo nel mantenimento e nella battitura dei percorsi ma anche nell’allestimento delle segnalazioni e nella comunicazione, nello stato di certi impianti ormai obsoleti e inadeguati.</p>
<p>Da questo punto di vista la professionalità, la chiarezza, la precisione e, diremmo, la lealtà nei confronti dei propri ospiti sono le virtù cardinali attorno alle quali dovrebbe intrecciarsi l’azione delle stazioni invernali sul fronte della sicurezza in pista.</p>
<p>È importante trasmettere informazioni esatte sulla quantità e lo stato della neve, sul chilometraggio delle piste,   sul livello di  praticabilità di certi percorsi, sulle previsioni meteorologiche, anche se per queste ultime sappiamo che esistono ormai tante di quelle fonti web che spesso contribuiscono ad allarmare anziché informare.</p>
<h2>Le indicazioni delle piste sui  depliants, sulla cartellonistica, nei siti internet e in tutti i mezzi informativi possibili devono essere assolutamente credibili.</h2>
<p>A questo proposito credo non sarebbe sacrilego mettere mano alla tradizionale scala di valutazione cromatica (nero, rosso, azzurro, verde) per sforzarsi di precisare ulteriormente, meno schematicamente e ancora più chiaramente il contenuto tecnico del percorso.</p>
<h2>Questa classificazione, introdotta negli anni ’60, continua ad avere un suo indubbio valore informativo e precauzionale ma in molti casi risulta fin troppo sintetica.</h2>
<p>Una pista prevalentemente rossa può presentare però nel suo tracciato  un canalino stretto, molto ripido e ghiacciato che farebbe rabbrividire anche uno sciatore estremo.</p>
<p>Perché non  trovare il modo di segnalarlo?  Perché rischiare di vedere inchiodati su quel passaggio gli ignari sciatori medi allettati dall’indicazione di una pendenza media per difficoltà medie?</p>
<h2>Altri argomenti: la segnaletica sulle piste.</h2>
<p>Sono importanti indicazioni chiare e ben visibili sul nome e tipo di pista, sulla sua collocazione nello skirama, sulla sua direzione, sui bivi che spesso dividono, in termini di sicurezza, il paradiso dall’inferno, una innocua azzurra da una terribilissima nera.</p>
<p>Occorre valutare con attenzione e provvedimenti adeguati quei punti di raccordo tra piste degli skirama dove il traffico confluisce maggiormente aumentando i margini di rischio,  transennare con rigore quei punti delle piste che possono provocare pericolo.</p>
<h2>Un altro tema sono  i meccanismi di pronto intervento.</h2>
<p>Tutte le località, anche le più piccole, dispongono di una organizzazione ad hoc pronta ad intervenire sul piano logistico e sanitario in caso di infortunio in pista?</p>
<p>E poi il fuoripista: tema affascinante per il quale l’attrazione è sempre fortissima ma le conseguenze di imprudenza e leggerezza sono spesso tragiche: anche in questo caso le segnalazioni dovrebbero sempre essere dettagliate.</p>
<p>Si ha il coraggio di chiudere, quando è il caso, quegli impianti che possono condurre alla partenza di discese non battute che, per  condizioni di innevamento particolarmente critiche, possono essere considerate pericolose?</p>
<h2>La convivenza con altre tecniche di scivolamento sulla neve, a cominciare dallo snowboard: convivenza qualche volta difficile, inutile negarlo.</h2>
<p>Ci si prende carico del problema per incentivare la fratellanza con la destinazione di zone riservate del domaine skiable e una politica «culturale» di informazione e integrazione oppure si lascia libera la convivenza?</p>
<h2>I mille volti della sicurezza avrebbero da porre mille altre questioni oltre a queste che abbiamo avanzato.</h2>
<p>Ci pare che responsabilità soggettive e oggettive dovrebbero trovare un punto di incontro e integrazione in un ulteriore salto di qualità culturale, in un incremento di civiltà sportiva da parte degli sciatori e di impegno innovativo  da parte degli operatori turistici.</p>
<h2>È un discorso lungo, forse troppo, come questo intervento che a questo punto è bene terminare qui.</h2>
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<p><a href="https://www.sciaremag.it/prodotto/professione-montagnanovembre-dicembre-2019/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-35085 size-full" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/PM_152_copertina.jpg" alt="" width="1000" height="1333" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/PM_152_copertina.jpg 1000w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/PM_152_copertina-225x300.jpg 225w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/PM_152_copertina-768x1024.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/PM_152_copertina-990x1320.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/PM_152_copertina-300x400.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/PM_152_copertina-600x800.jpg 600w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/PM_152_copertina-531x708.jpg 531w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/PM_152_copertina-254x339.jpg 254w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2019/12/PM_152_copertina-255x340.jpg 255w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
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