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		<title>Cortina d&#8217;Ampezzo: cento giorni all&#8217;Olympia delle Tofane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 11:23:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 15 al 17 gennaio due discese e un superG sulle Tofane: Fondazione Cortina prepara la Coppa del Mondo femminile sulla pista che ha incoronato Goggia, Brignone e Vonn Cento giorni. Il tempo di smaltire il panettone, riaffilare le lamine e, per i più ottimisti, trovare un parcheggio a Cortina in alta stagione. Oggi, 7 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/cortina-dampezzo-cento-giorni-allolympia-delle-tofane/">Cortina d&#8217;Ampezzo: cento giorni all&#8217;Olympia delle Tofane</a> proviene da <a href="https://www.sciaremag.it">SciareMag </a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><em>Dal 15 al 17 gennaio due discese e un superG sulle Tofane: Fondazione Cortina prepara la Coppa del Mondo femminile sulla pista che ha incoronato Goggia, Brignone e Vonn</em></p>
<p dir="ltr">Cento giorni. Il tempo di smaltire il panettone, riaffilare le lamine e, per i più ottimisti, trovare un parcheggio a Cortina in alta stagione. Oggi, 7 ottobre, la conca ampezzana ha fatto partire il conto alla rovescia verso il ritorno della Coppa del Mondo femminile sull&#8217;Olympia delle Tofane, la pista che pochi mesi fa ha accolto le donne dello sci alpino ai Giochi di Milano Cortina 2026 e l&#8217;intero programma paralimpico. Archiviato l&#8217;abito da sera olimpico, l&#8217;Olympia rimette la divisa da lavoro, quella che indossa con disinvoltura dai primi anni Novanta.</p>
<p dir="ltr">Il programma ha il ritmo di una settimana corta, scandita dai cronometri al posto delle sveglie. Mercoledì 13 e giovedì 14 gennaio le prove cronometrate, venerdì 15 e sabato 16 le due discese, domenica 17 il superG a chiudere il conto. A tenere le fila è Fondazione Cortina. A fine luglio l&#8217;ispezione FIS, con il responsabile del circuito Peter Gerdol e Massimo Rinaldi, responsabile FISI per le relazioni esterne, ha dato il via libera. Da quel giorno la macchina organizzativa lavora come un gatto delle nevi al primo freddo: parte piano, poi macina metri fino a primavera.</p>
<p dir="ltr"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-133708 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tofane-1.jpg" alt="" width="1200" height="900" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tofane-1.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tofane-1-300x225.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tofane-1-1024x768.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tofane-1-768x576.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tofane-1-990x743.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tofane-1-470x352.jpg 470w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tofane-1-640x480.jpg 640w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tofane-1-414x310.jpg 414w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tofane-1-215x161.jpg 215w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tofane-1-130x97.jpg 130w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tofane-1-187x140.jpg 187w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tofane-1-74x55.jpg 74w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tofane-1-111x83.jpg 111w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/tofane-1-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p dir="ltr">L&#8217;ultima volta, il 18 e 19 gennaio 2025, l&#8217;Olympia aveva servito un weekend da incorniciare. In discesa Sofia Goggia si era presa la scena con 42 centesimi di margine sulla norvegese Kajsa Vickhoff Lie, il tempo di uno starnuto, e 55 su Federica Brignone. Il giorno dopo, in superG, la rivincita della valdostana: 58 centesimi su Lara Gut-Behrami e 1&#8243;08 su Corinne Suter. Con Federica la pista ampezzana si era sempre comportata come una suocera diffidente, cortese ma distante. Quel fine settimana è arrivata la prima carezza, e la confidenza si è trasformata in amore pieno lo scorso febbraio, con il superG olimpico del 12 e il gigante del 15: due ori e una prova generale riuscita alla perfezione.</p>
<p dir="ltr">L&#8217;albo d&#8217;oro dell&#8217;Olympia somiglia alla bacheca di un museo delle regine. Lindsey Vonn ci ha vinto sei discese e sei superG: dodici successi, un bottino da padrona di casa con il mazzo di chiavi in tasca. Sofia Goggia ha firmato quattro discese, Brignone e Mikaela Shiffrin un superG ciascuna. Le prossime Queen of Speed hanno ancora un volto da scoprire, ma il palcoscenico è già pronto, con la Tofana a fare da quinta teatrale e il pubblico ampezzano sistemato come in un loggione d&#8217;opera.</p>
<p dir="ltr">Il calendario scorre e l&#8217;Olympia aspetta, paziente come una nonna davanti al forno. Fra cento giorni il cancelletto si riaprirà e la velocità tornerà a disegnare le sue linee sulle Tofane.</p>
<p dir="ltr">Aggiornamenti su <a href="http://www.cortinaskiworldcup.com">www.cortinaskiworldcup.com</a></p>
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		<title>Francesco Bettoni, dalla Vicepresidenza al Collegio dei Revisori dei conti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 07:31:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Angelica tiene il volante, Francesco Bettoni il telefono e, a ogni incrocio, un occhio sulla strada. A metà intervista arriva una frenata secca, poi la sua risata: «Sai com&#8217;è&#8230; è abituata ad abbattere i pali!». La figlia arriva dalle discipline tecniche: nel 2019 ha conquistato il tricolore ragazzi di combinata. Il vicepresidente della FISI risponde [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Angelica tiene il volante, Francesco Bettoni il telefono e, a ogni incrocio, un occhio sulla strada. A metà intervista arriva una frenata secca, poi la sua risata: «<em>Sai com&#8217;è&#8230; è abituata ad abbattere i pali!</em>». La figlia arriva dalle discipline tecniche: nel 2019 ha conquistato il tricolore ragazzi di combinata. Il vicepresidente della FISI risponde così, in macchina, fra una rotonda e una cifra di bilancio snocciolata a memoria.<br />
Sabato 10 ottobre, a Verona, il suo nome comparirà su una scheda diversa. Nel luglio 2022 l&#8217;allora presidente del Comitato provinciale di Brescia si presentava come consigliere laico e ci diceva: «<a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/il-bresciano-francesco-bettoni-si-candida-come-consigliere-laico-fisi/" target="_blank" rel="noopener"><em>Mi candido per la Federazione</em></a>». Oggi ripete lo stesso concetto con un incarico diverso nel mirino: dopo il consiglio federale e la vicepresidenza, corre per la presidenza del Collegio dei Revisori dei Conti, l&#8217;organo che vigila sulla legalità e sulla correttezza dei conti federali.</p>
<p>Un terreno che conosce bene. Nato a Iseo e residente a Lovere, nella vita professionale Bettoni fa il dottore commercialista: guida uno studio tutto suo, siede come sindaco e revisore legale nei collegi di numerose società e ricopre il ruolo di amministratore delegato in diverse società per azioni, fra Brescia, Bergamo e Trento. I bilanci, insomma, fanno parte del suo mestiere quotidiano.</p>
<p><strong>Da <a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/stefano-longo-e-francesco-bettoni-nominati-vice-presidenti-fisi/" target="_blank" rel="noopener">vicepresidente</a> a revisore: perché questo passo?</strong><br />
«<em>La mia è una candidatura al servizio della federazione. In questi anni ho dato il mio contributo sul piano giuridico, affiancando la FISI e tanti affiliati nella gestione dei lavoratori sportivi e del mondo della scuola. Mi sarebbe piaciuto ripresentarmi come consigliere, ma per quel ruolo la corsa era affollata e il mio nome avrebbe diviso. La federazione ha bisogno di unità d&#8217;intenti: siamo in pochi e l&#8217;obiettivo comune è la FISI stessa. Nei prossimi anni servirà grande attenzione sui bilanci e qui le mie competenze possono essere utili. Agli elettori il giudizio sul mio lavoro.</em>»</p>
<p><strong>In corsa trova anche il presidente uscente del Collegio.</strong><br />
«<em>Al momento della mia scelta sapevo che avrebbe lasciato. Poi ha deciso di ripresentarsi, in modo del tutto legittimo. Ha lavorato bene, lo stimo, e in sede istituzionale ho preso le sue difese più di una volta: il controllore svolge un ruolo poco simpatico, ma necessario.</em>»</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-133700 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/bettoni-franzoni.jpg" alt="" width="1200" height="1185" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/bettoni-franzoni.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/bettoni-franzoni-300x296.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/bettoni-franzoni-1024x1011.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/bettoni-franzoni-768x758.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/bettoni-franzoni-65x65.jpg 65w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/bettoni-franzoni-990x978.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/bettoni-franzoni-600x593.jpg 600w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/bettoni-franzoni-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>Cosa fa davvero il Collegio dei Revisori?</strong><br />
«<em>Il nome inganna. Somiglia al collegio sindacale di una società per azioni: verifica il rispetto della legge e dello statuto, vigila sui conflitti di interesse e sui principi di corretta amministrazione. Controlla che il bilancio preventivo e il consuntivo seguano le norme e rappresentino in modo fedele la realtà economica dell&#8217;ente. E interviene per fermare operazioni azzardate o imprudenti</em>.»</p>
<p><strong>Chi lo compone?</strong><br />
<em>«Tre membri. Vent&#8217;anni fa venivano eletti tutti. Oggi l&#8217;assemblea elegge soltanto il presidente, gli altri due li nominano Sport e Salute e il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze.»</em></p>
<p><strong>Cosa hai imparato in quattro anni da vicepresidente?</strong><br />
<em>«Tre cose. La prima: la FISI muove interessi economici enormi per intere comunità. Una tappa di Coppa del Mondo cambia la stagione di una località e da fuori questo valore resta sottovalutato. Flavio Roda su questo terreno è bravissimo, anche se lo racconta poco: penso alla doppia assegnazione dei Mondiali 2029 e 2031, o ai contributi per diversi milioni che ci aspettiamo dal ministero per i grandi eventi. La seconda: un sistema di regole internazionali complesso. Firmando la licenza, l&#8217;atleta accetta il regolamento FIS e la sua immagine passa attraverso la federazione, che sostiene costi senza chiedere un euro agli atleti.</em><br />
<em>Il famoso 20% trattenuto era una ritenuta fiscale, un acconto: in dichiarazione l&#8217;atleta pagava poi la differenza fino all&#8217;aliquota piena, che con le addizionali sfiora il 45%. Dal 1° luglio 2023 i compensi degli atleti godono di una cedolare secca al 20%, che chiude il conto in modo definitivo: per i nostri atleti il vantaggio è enorme.</em><br />
<em>La terza: dietro la sicurezza e l&#8217;organizzazione delle gare stanno obblighi e vincoli che anche molti addetti ai lavori ignorano.</em>»</p>
<p><strong>E la sorpresa più grande?</strong><br />
<em>«Al centro dell&#8217;attenzione del presidente stanno gli atleti. Tutto il resto ruota attorno a loro.»</em></p>
<p><strong>Come stanno i conti della federazione?</strong><br />
<em>«La situazione patrimoniale richiede attenzione. Nel quadriennio olimpico 2021-2025 sono arrivati contributi aggiuntivi per tre milioni e mezzo l&#8217;anno. Nel 2022, però, le regole per rendicontarli sono cambiate a cose fatte: le spese erano già sostenute e quel primo anno si è chiuso in perdita. Abbiamo varato un piano di rientro con gli utili degli anni successivi e lo abbiamo completato. Adesso, nei prossimi due anni, va ricostituito il fondo di dotazione, circa un milione di euro. Quei contributi legati alla preparazione olimpica sono terminati, così già da quest&#8217;anno sono partiti tagli importanti sulle squadre.»</em></p>
<p><strong>Quanto vale il bilancio della FISI?</strong><br />
<em>«Il consuntivo 2025 sfiora i 47 milioni. 6 servono al funzionamento della federazione, compresi i circa 55 dipendenti. 8 sono sponsor personali degli atleti, che transitano dalla federazione e arrivano a loro. 5 appartengono ai comitati regionali. Altri 8 circa sono sponsor in natura, soprattutto Armani e Audi. Per l&#8217;attività sportiva vera, allenamenti e squadre, restano una ventina di milioni: da dividere fra 800 atleti, 300 tecnici e collaboratori, 15 discipline. A chi chiede più risorse per la sicurezza o per i club, rispondo con questi numeri.»</em></p>
<p><strong>Cosa si aspetta dal domani?</strong><br />
<em>«Lo sci è la mia passione e voglio continuare a metterla a disposizione della federazione nel ruolo che gli elettori mi affideranno. Resto dentro, con una finestra aperta sul futuro.»</em></p>
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		<title>HTI con Leitner, Prinoth e Demaclenko aprono un hub alle porte di Aosta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 14:06:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tre milioni di euro per un polo alle porte di Aosta, con officina, magazzino e uffici al servizio di Leitner, Prinoth, Demaclenko e Troyer. In Valle il personale del gruppo altoatesino è destinato a triplicare Alle due di notte, sulle piste di Pila, un battipista si ferma con un tubo idraulico che gocciola olio sulla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><strong><em>Tre milioni di euro per un polo alle porte di Aosta, con officina, magazzino e uffici al servizio di Leitner, Prinoth, Demaclenko e Troyer. In Valle il personale del gruppo altoatesino è destinato a triplicare</em></strong></p>
<p dir="ltr">Alle due di notte, sulle piste di Pila, un battipista si ferma con un tubo idraulico che gocciola olio sulla neve. Il gatto deve tornare in pista prima dell&#8217;alba, il pezzo serve subito. Da questo autunno può partire da Pollein, in fondovalle, dove il <a href="https://www.hti.global/it/" target="_blank" rel="noopener">gruppo HTI</a> ha appena acceso le luci del suo nuovo Operations &amp; Technology Hub.</p>
<p dir="ltr">L&#8217;investimento supera i tre milioni di euro. L&#8217;edificio occupa circa 800 metri quadrati dentro un&#8217;area di proprietà da 3.500, nella zona produttiva del comune alle porte di Aosta, a meno di cinque chilometri dal casello autostradale più vicino. Dentro, tre anime: l&#8217;officina, il magazzino, gli uffici. L&#8217;occupazione è già cresciuta in modo significativo e salirà ancora nei prossimi mesi, fino a triplicare il personale del gruppo in Valle d&#8217;Aosta.</p>
<p dir="ltr">Sotto lo stesso tetto lavorano le principali aziende della galassia di Vipiteno: gli impianti a fune <a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/leitner-la-linea-del-cielo-18-nuovi-impianti-un-solo-modo-di-salire/" target="_blank" rel="noopener">Leitner</a>, i battipista Prinoth, l&#8217;innevamento programmato Demaclenko e l&#8217;idroelettrico Troyer. Un&#8217;unica squadra, insomma, per seguire da vicino tutto ciò che fa muovere una stazione, dalla seggiovia al cannone, dal gatto delle nevi alla centralina che produce l&#8217;energia.</p>
<p dir="ltr"><img decoding="async" class="size-full wp-image-133694 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/HTI-aosta-2.jpg" alt="" width="1200" height="900" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/HTI-aosta-2.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/HTI-aosta-2-300x225.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/HTI-aosta-2-1024x768.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/HTI-aosta-2-768x576.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/HTI-aosta-2-990x743.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/HTI-aosta-2-470x352.jpg 470w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/HTI-aosta-2-640x480.jpg 640w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/HTI-aosta-2-414x310.jpg 414w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/HTI-aosta-2-215x161.jpg 215w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/HTI-aosta-2-130x97.jpg 130w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/HTI-aosta-2-187x140.jpg 187w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/HTI-aosta-2-74x55.jpg 74w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/HTI-aosta-2-111x83.jpg 111w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/HTI-aosta-2-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p dir="ltr">«Dall&#8217;impiantistica all&#8217;innevamento, passando per la produzione di energia pulita, il nuovo polo di Aosta ci permetterà di offrire un&#8217;assistenza di eccellenza, tempestiva e integrata», spiega Anton Seeber, presidente di HTI. Per lui l&#8217;hub vale anche come vetrina: un punto di riferimento tecnologico per una regione che punta a stare in prima fila nell&#8217;innovazione alpina.</p>
<p dir="ltr">La Regione accoglie la scelta con favore. Il presidente Renzo Testolin e l&#8217;assessore allo sviluppo economico Luigi Bertschy collegano l&#8217;arrivo di HTI al Piano di sviluppo industriale regionale, che indica la filiera della montagna e degli impianti a fune fra i settori strategici. Le aspettative toccano tre fronti: nuove relazioni con le imprese già presenti sul territorio, progetti di ricerca industriale su prodotti e servizi per la montagna, e soprattutto lavoro qualificato e formazione per i giovani valdostani, con la speranza di attirare altre aziende lungo la stessa strada.</p>
<p dir="ltr"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-133693 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/hti-aosta-3.jpg" alt="" width="1200" height="900" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/hti-aosta-3.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/hti-aosta-3-300x225.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/hti-aosta-3-1024x768.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/hti-aosta-3-768x576.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/hti-aosta-3-990x743.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/hti-aosta-3-470x352.jpg 470w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/hti-aosta-3-640x480.jpg 640w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/hti-aosta-3-414x310.jpg 414w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/hti-aosta-3-215x161.jpg 215w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/hti-aosta-3-130x97.jpg 130w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/hti-aosta-3-187x140.jpg 187w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/hti-aosta-3-74x55.jpg 74w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/hti-aosta-3-111x83.jpg 111w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/hti-aosta-3-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p dir="ltr">Alle spalle di Pollein si muove un colosso. HTI riunisce anche Poma e Bartholet negli impianti, Jarraff nella gestione della vegetazione, HKD e WLP nell&#8217;innevamento e nell&#8217;abbattimento delle polveri, Leitwind nell&#8217;eolico e Skadii nella gestione digitale dei comprensori. I prodotti del gruppo viaggiano in 88 Paesi, con 22 siti produttivi, 110 filiali e 183 centri di vendita e assistenza. Il 2025 si è chiuso con un fatturato di 1,622 miliardi di euro, 42,5 milioni investiti in ricerca e sviluppo e 4.955 collaboratori.</p>
<p dir="ltr">Fra qualche settimana, sulle montagne valdostane, i cannoni torneranno a soffiare e le cabine a girare. A Pollein, intanto, il magazzino si riempie di ricambi e in officina qualcuno sta già sistemando gli attrezzi sul banco, pronto per la prima chiamata della stagione.</p>
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		<title>Una nuova Shiffrin: più velocità, più curiosità, lo slalom solo quando è pronta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 12:47:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Più gigante e superG, slalom con il contagocce a partire da Killington. La campionessa americana battezza il 2026-27 &#8220;la stagione dell&#8217;esplorazione&#8221; Un frullatore gigante. Mikaela Shiffrin sceglie questa immagine per spiegare cosa vuol dire affrontare uno slalom senza la preparazione giusta: saltarci dentro e provare a schivare le lame. La frase arriva da un video [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Più gigante e superG, slalom con il contagocce a partire da Killington. La campionessa americana battezza il 2026-27 &#8220;la stagione dell&#8217;esplorazione&#8221;</em></strong></p>
<p>Un frullatore gigante. Mikaela Shiffrin sceglie questa immagine per spiegare cosa vuol dire affrontare uno slalom senza la preparazione giusta: saltarci dentro e provare a schivare le lame. La frase arriva da un video pubblicato stamattina sul suo canale YouTube e racconta il cambio di rotta del prossimo inverno meglio di qualsiasi calendario.</p>
<p>Lei la chiama &#8220;la stagione dell&#8217;esplorazione&#8221;. Gigante e superG diventano il centro del programma, mentre lo slalom, la disciplina su cui ha costruito buona parte delle sue vittorie, scende a poche date scelte con cura. La prima sarà a Killington, sulle nevi del Vermont dove è cresciuta alla Burke Mountain Academy. Le trasferte di Levi e Gurgl spariscono dalla sua agenda. Il ranking di slalom, invece, rimane sotto controllo: Mikaela vuole conservarlo, così da poter riaprire quella porta in qualsiasi momento. La differenza più evidente si vedrà nel primo terzo di stagione, con finestre dedicate al recupero lontano dalla neve e blocchi di allenamento mirati su gigante e superG.</p>
<p>Il seme di questa scelta arriva dall&#8217;inverno scorso. In gigante temeva di scivolare oltre le prime trenta della classifica. Si è data un obiettivo, rientrare fra le prime sette, e l&#8217;ha centrato, scoprendo di avere velocità anche nei tratti dove la paura si fa sentire. Il discorso sulla longevità parte invece dalla caduta nella discesa di Cortina del 2024: lì, con il suo team, ha capito che fare tutto, sempre, ha una scadenza. Lei definisce quella scoperta liberatoria. A guardare soltanto i risultati, la strada più comoda sarebbe stata puntare tutto sullo slalom. Mikaela la scarta con una motivazione disarmante: le farebbe venire voglia di smettere prima.</p>
<p>Dietro le date si legge una scelta più intima. Per sedici anni ha pesato ogni decisione sugli altri: famiglia, squadra, federazione americana, sponsor, tifosi, giornalisti. Oggi separa la gratitudine verso chi l&#8217;ha aiutata dal dovere di vivere per loro. «Cerco di stare un po&#8217; di più dentro la gratitudine e di sciare perché voglio sciare», racconta. Poi aggiunge: «Faccio qualcosa di diverso perché tengo ancora tantissimo a tutto questo».</p>
<p>La preparazione estiva, spiega, è stata la più intensa della sua carriera e la più complicata da organizzare, con il meteo a scompaginare i programmi. In cambio, l&#8217;autunno più leggero le regala qualcosa di raro: qualche giorno in più a Edwards, in Colorado, dove passa in media sei settimane l&#8217;anno, accanto alla nipotina appena arrivata, prima di altri cinque mesi con la valigia in mano. A chi ha già comprato il biglietto per vederla in uno slalom manda un invito: andate comunque alla gara e godetevi la bellezza della competizione.</p>
<p>«Sto cambiando la domanda», dice in chiusura. «Invece di chiedermi quanto riesco a far stare dentro una stagione, mi chiedo cosa succede se mi concedo lo spazio per esplorare le cose che mi incuriosiscono di più. Mi sento ambiziosa, mi sento ancora competitiva, ho voglia di sciare veloce». La prima risposta arriverà a fine ottobre sul ghiacciaio del Rettenbach, a Sölden, in gigante. Per rivederla fra i pali stretti bisognerà aspettare Killington, a fine novembre</p>
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		<title>Audi e FISI, la strada continua fino al 2030</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 14:10:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Festival dello Sport di Trento apre l&#8217;inverno con un mazzo di chiavi. Audi e Federazione Italiana Sport Invernali hanno firmato il rinnovo della partnership fino al 2030, allungando un viaggio cominciato nel 2007. Diciannove anni di strada insieme, che a fine contratto saranno ventitré: nello sport italiano, un matrimonio d&#8217;altri tempi. La cerimonia è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Il Festival dello Sport di Trento apre l&#8217;inverno con un mazzo di chiavi. Audi e Federazione Italiana Sport Invernali hanno firmato il rinnovo della partnership fino al 2030, allungando un viaggio cominciato nel 2007. Diciannove anni di strada insieme, che a fine contratto saranno ventitré: nello sport italiano, un matrimonio d&#8217;altri tempi.</p>
<p dir="ltr">La cerimonia è ormai un rito d&#8217;autunno. Segna il via della stagione agonistica e premia chi si è fatto notare nell&#8217;annata appena chiusa, fra le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 e la Coppa del Mondo. Sul palco i nomi più pesanti degli sport invernali azzurri, davanti a loro le vetture con cui macineranno chilometri fra un ghiacciaio e una trasferta, un raduno e una gara.</p>
<p dir="ltr">Ventisette auto in tutto. Si va dalle nuove A6 Avant e-hybrid, ibride e capienti quanto basta per sci, sacche e scarponi, fino alle RS 5, la granturismo plug-in firmata Audi Sport, pensata per chi ama sentire la strada sotto le mani anche fuori dalla pista.</p>
<p dir="ltr">Timm Barlet, Managing Director di Audi Italia, ha messo l&#8217;accento su una parola sola: «<em>A Trento celebriamo quasi vent&#8217;anni di collaborazione costruiti su un valore che condividiamo profondamente: la costanza. È la costanza che trasforma il talento in risultati, ma è la passione a renderla possibile</em>». Le vittorie, ha aggiunto, arrivano come conseguenza di un lavoro quotidiano fatto di impegno e disciplina, e le vetture consegnate vogliono accompagnare atlete e atleti lungo tutto il percorso, ben prima del podio.</p>
<p dir="ltr">Il concetto suona familiare a chiunque frequenti il circo bianco. Le medaglie durano un attimo, le trasferte riempiono l&#8217;inverno intero: alba sull&#8217;autostrada, tergicristalli contro la neve, il bagagliaio che a fine stagione ha visto più passi alpini di molti maestri di sci. Da Trento i campioni azzurri ripartono così, con il pieno fatto e quattro anelli sul cofano.</p>
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		<title>Antonio Noris, candidato alla Presidenza: una Fisi capace, etica e in evoluzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 19:24:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un libro di 170 pagine, sei priorità per i primi cento giorni, una raffica di numeri sugli atleti e le domande dei club in coda alla serata: così Antonio Noris ha presentato a Milano il programma con cui sfida Flavio Roda e Roberto Bortoluzzi nelle elezioni FISI del 10 ottobre Sullo schermo dell&#8217;aula del Politecnico [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un libro di 170 pagine, sei priorità per i primi cento giorni, una raffica di numeri sugli atleti e le domande dei club in coda alla serata: così Antonio Noris ha presentato a Milano il programma con cui sfida Flavio Roda e Roberto Bortoluzzi nelle elezioni FISI del 10 ottobre</em></p>
<p>Sullo schermo dell&#8217;aula del Politecnico di Milano scorrono istogrammi arancioni e blu, in sala siedono dirigenti di sci club e vecchie glorie, e una trentina di persone, forse più, segue il collegamento da casa. Al tavolo Antonio Noris, candidato alla presidenza della FISI, ha accanto Stefano Maldifassi, Enzo Sima e Jacopo Koch, quest&#8217;ultimo con un orecchio al microfono e l&#8217;altro all&#8217;orologio, perché l&#8217;ultimo treno per Roma parte presto e lui intende salirci. Isabella Nova, prorettrice delegata dell&#8217;ateneo, ricorda in due battute il legame tra tecnologia, Politecnico e sport invernali, poi consegna la sala agli ospiti. La serata fa parte di un giro tra gli sci club passato anche da Torino e diretto a Fiere Verona, dove il 10 ottobre si vota e Roda, per chiudere la partita al primo turno, deve superare i due terzi dei consensi.</p>
<p>Il copione si ripete il giorno dopo, in un’elegante sala del Blue Hotel, dove Antonio e Stefano accolgono gli sci club bresciani con le stesse modalità già sperimentate a Torino, Aosta, Vicenza, Belluno, Udine e Caldaro. Domani la carovana tocca Roma, dove si chiuderà il lungo tour nato per far conoscere un progetto che porta la firma delle loro idee e di chi ha scelto di entrare in questa squadra.</p>
<p>Il perno dell&#8217;incontro è un libro. Conta circa 170 pagine e diciassette capitoli, nato a molte mani (il tavolo ringrazia tra gli altri Ivano Edalini, Giorgio D’Urbano, Carmelo Ghilardi e Stefano Ricci) e destinato a crescere, perché Noris lo considera una base di partenza e cita un lavoro enorme ancora da fare con esperti veri e con incarichi precisi per ogni settore.</p>
<p>Sei capitoli sono evidenziati come agenda dei primi cento giorni, con l&#8217;avvertenza che cento giorni sono un modo di dire e per qualche punto ne serviranno parecchi di più. Noris e Sima lavorano insieme dal 2010, Maldifassi porta in dote l&#8217;eredità della campagna di quattro anni fa e il metodo promesso prevede progetti lunghi quattro, sei, otto anni, controllati, trasparenti e verificabili a posteriori da chiunque voglia farlo.</p>
<h2><strong>Tre aggettivi e un&#8217;età</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-133635 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Noris-maldifassi.jpg" alt="" width="1200" height="900" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Noris-maldifassi.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Noris-maldifassi-300x225.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Noris-maldifassi-1024x768.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Noris-maldifassi-768x576.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Noris-maldifassi-990x743.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Noris-maldifassi-470x352.jpg 470w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Noris-maldifassi-640x480.jpg 640w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Noris-maldifassi-414x310.jpg 414w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Noris-maldifassi-215x161.jpg 215w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Noris-maldifassi-130x97.jpg 130w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Noris-maldifassi-187x140.jpg 187w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Noris-maldifassi-74x55.jpg 74w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Noris-maldifassi-111x83.jpg 111w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Noris-maldifassi-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Noris riassume la sua idea di federazione con tre formule: capace, etica, sportiva e in evoluzione. Capace significa mettere in pratica ciò che si promette. Etica significa progetti che si possono controllare dal lancio alla verifica finale. Sportiva e in evoluzione significa occupare meno tempo in pratiche burocratiche e più tempo a parlare di sport e a risolvere i problemi che da anni affliggono ogni settore. Per riuscirci, spiega, servono occasioni di confronto che durino almeno quattro anni, con tutti ascoltati e tutti dentro, perché quattro persone da sole potrebbero reggere un paio di capitoli e il libro ne ha diciassette.</p>
<p>Il pensiero che regge l&#8217;intero impianto riguarda l&#8217;età. Per Noris lo sport con la S maiuscola comincia a 18-19 anni; prima esiste una palestra di gioco e di apprendimento. La selezione va fissata a 19 anni, perché fino a quella soglia incombono la scuola e un&#8217;adolescenza delicata, e cento giorni di assenza gravano sull&#8217;apprendimento di un ragazzo. A 14 anni si sceglie lo sport, a 19 si impara a vincere, e a dirlo è la letteratura scientifica prima ancora di lui.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-133644 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Abbandono-1.jpg" alt="" width="1200" height="673" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Abbandono-1.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Abbandono-1-300x168.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Abbandono-1-1024x574.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Abbandono-1-768x431.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Abbandono-1-990x555.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Abbandono-1-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il candidato riavvolge il nastro fino ai tempi in cui QN, Coppa Italia, Cittadini A e Universitarie facevano brulicare le piste di giovani e senior. Ammette che passioni e accelerazioni hanno rischiato di produrre selezioni forzate tra i 15 e i 17 anni, utili soltanto a deludere. Chi smette a 17 anni, osserva, a 24 ha dimenticato come si scia e lascia un buco nel futuro dello sport, mentre la gente chiede ancora montagna e viene frenata da forzature e costi. Il collegamento con la scuola include un dettaglio che Noris sottolinea: l&#8217;Italia tiene i ragazzi sui banchi fino a 19 anni, mentre altrove ci si ferma a 18.</p>
<h2><strong>I sei punti dei cento giorni</strong></h2>
<p>Il tavolo passa la parola a Stefano Maldifassi, che scandisce le sei priorità e motiva con oggettivi impegni di lavoro la scelta di lasciare ad altri la candidatura alla Presidenza: a contare, aggiunge, è ciò che quel “simbolo” permette di fare alle persone giuste, più della poltrona.</p>
<h2><strong>Una quota fissa del bilancio per la base.</strong></h2>
<p>Il primo punto richiede il coraggio di destinare una parte del fatturato federale alle attività di base: sicurezza, accessibilità, supporto alla scuola. La base, sostiene Maldifassi, è la sostanza della federazione sia nei numeri degli atleti sia in euro, con un indotto che per lui tocca almeno i 20 milioni e che Noris giudica molto più alto. Il gruppo si impegna a misurarlo meglio, interrogando i club, per presentare quei conti a chi cercherà risorse per la FISI.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-133643 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Infirtuni-1.jpg" alt="" width="1200" height="681" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Infirtuni-1.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Infirtuni-1-300x170.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Infirtuni-1-1024x581.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Infirtuni-1-768x436.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Infirtuni-1-990x562.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Infirtuni-1-600x341.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<h2><strong>Un fondo per la sicurezza.</strong></h2>
<p>Il secondo punto riguarda la messa in sicurezza dei luoghi di gara e, soprattutto, di allenamento: garantire l&#8217;accesso agli allenamenti è un dovere, quanto garantire le condizioni con cui le famiglie lasciano andare i figli in pista. Maldifassi porta l&#8217;esempio del ciclismo, dove un genitore si sente tutelato in velodromo e meno sulla strada, e propone di collaborare con le altre federazioni che condividono il problema, per presentarsi insieme ai tavoli giusti a Roma.</p>
<h2><strong>Meno burocrazia, più sport.</strong></h2>
<p>Il terzo punto è uno sportello permanente a servizio delle società, alle prese con la nuova legge sullo sport, il <em>safeguarding</em>, le assicurazioni e i bandi, adempimenti da gestire con professionalità d&#8217;impresa da parte di associazioni dilettantistiche che a fine anno faticano a chiudere il bilancio. L&#8217;esempio portato in sala riguarda il consulente del lavoro: una società di consulenza al servizio dell&#8217;intera federazione, pagata dai club con una quota simbolica, costerebbe a ognuno una cinquantina di euro l&#8217;anno contro il migliaio e oltre della parcella attuale, e lo stesso vale per i commercialisti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-133642 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Discipline-1.jpg" alt="" width="1200" height="679" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Discipline-1.jpg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Discipline-1-300x170.jpg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Discipline-1-1024x579.jpg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Discipline-1-768x435.jpg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Discipline-1-990x560.jpg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Discipline-1-600x340.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<h2><strong>Forum permanenti.</strong></h2>
<p>Il quarto punto ricalca quanto fanno atletica leggera e tennis, con un&#8217;occasione annuale per incontrarsi e approfondire sicurezza, allenamento, tecnica, accessibilità, impiantistica e indotto della montagna, invitando esperti di altri settori e di altre federazioni. L&#8217;ambizione dichiarata consiste nel portare momenti di formazione generale oltre le scadenze elettorali, e nel dare spazio a tutte le discipline: lo slittino, per esempio, offre un percorso giovanile preciso, che può partire dalla pista naturale o passare subito all&#8217;artificiale.</p>
<h2><strong>Contro l&#8217;iperspecializzazione.</strong></h2>
<p>Il quinto punto affronta la selezione troppo precoce, finita quasi prima dei 18 anni, e promette nuove regole per dilatare i tempi e rispettare lo sviluppo biologico dei ragazzi, con l&#8217;obiettivo di garantire a tutti, a 24 anni, il tempo di esprimersi e di raggiungere la piena maturità fisica e sportiva. Dietro l&#8217;idea sta un rifiuto netto del destino da disadattati, atleti che finiscono con tutto il rispetto a fare i maestri di sci perché hanno bruciato l&#8217;adolescenza. Le squadre nazionali richiedono finestre temporali stabili, evitando l&#8217;effetto fisarmonica di un anno con dieci posti in squadra C e di quello dopo con la squadra C non più esistente, mentre i comitati regionali meritano un&#8217;identità precisa dentro un percorso chiaro, privo di scorciatoie, accomodamenti e favori.</p>
<h2><strong>La FISIP dentro la governance.</strong></h2>
<p>Il sesto punto riguarda gli sport invernali paralimpici: l&#8217;assemblea vota l&#8217;ingresso a pieno titolo della FISIP nei quadri della federazione, un passo che Maldifassi definisce epocale. Atleti che fino a ieri stavano altrove cominciano una stagione ancora poco chiara nei meccanismi, con allenatori talvolta pagati da un&#8217;altra federazione, e la questione va risolta e chiarita prima dei cento giorni.</p>
<h2><strong>I numeri che spaventano</strong></h2>
<p>Poi partono le slide e l&#8217;aria della sala cambia. Jacopo Koch, ingegnere romano con sangue austriaco e milanese, candidato in quota atleti e master orgoglioso, parte dal numero che gli ha fatto venire i brividi: 640 ragazzi nati nel 2008-2009 con punteggio FIS tra gli italiani, contro poche decine a testa per Svizzera, Austria e Norvegia. Da quelle parti i sedicenni e i diciassettenni gareggiano pochissimo, si allenano, studiano, vivono a casa, e quattro anni dopo arrivano a batterci. Aggiunge che gli italiani con punti FIS tra i giovani sono 1.200, il triplo di quelle nazioni, mentre i punti di Coppa del Mondo per atleta sono meno della metà di quelli degli svizzeri.</p>
<p>La fotografia sul gigante maschile, dalla lista FIS di settembre, conferma il quadro: l&#8217;Italia è la nazione più popolata, ma tra i primi 150 atleti del mondo i suoi 14 rappresentanti producono 224 punti di Coppa. L&#8217;istogramma per età mostra il momento più ricco tra i 18 e i 20 anni, con la vera identità spostata verso i 16-17 e un crollo nella fascia tra i 21 e i 24, dove le liste internazionali contano appena 76 ragazzi.</p>
<p>Il gruppo legge l&#8217;abbandono come un guasto di sistema, comune a tante federazioni oltre alla FISI: la mania di somigliare subito al campione, con la stessa tuta, gli stessi attrezzi e la stessa tecnica a 12 anni, sacrifica quei mattoncini che servono prima dell&#8217;altissimo livello, le cosiddette abilità da cortile, mentre gli sci perfetti preparati dagli skiman allenano la forza e lasciano da parte la sensibilità. Il paragone scelto: inutile mandare i professori universitari alle elementari. L&#8217;ultima slide mostra il legamento crociato anteriore, l&#8217;unico infortunio che in letteratura collega tante discipline: l&#8217;Italia vanta i migliori chirurghi e la maggiore numerosità di casi.</p>
<h2><strong>Jacopo Koch ed Enzo Sima</strong></h2>
<p>Koch si candida come atleta con un obiettivo: accompagnare i ragazzi nel circuito di alto livello fino ai 24-25 anni, facendoli crescere come persone e professionisti, e tirare dentro le iniziative già esistenti di Sport e Salute, della Commissione Nazionale Atleti e di Unisport, spesso a Roma e poco note ai club. Sul territorio lancia l&#8217;allarme: i club erano 1.210 un decennio fa, 1.074 quattro anni fa e circa 900 oggi, i tesserati si fermano a 80.000 mentre i bilanci federali crescono, e il confronto con la Germania, 2.800 club e 600.000 tesserati, merita almeno una domanda sul perché. A lui il numero piace: oggi il golf ha 100.000 iscritti e la vela 150.000, quindi 100.000 tesserati nel quadriennio sono una missione. Chiude con una preghiera ai club, perché portino a votare a Verona atleti e tecnici, dato che secondo lui appena un club su dieci porta con sé il proprio atleta e il proprio tecnico.</p>
<p>Sima presenta un curriculum da pista: oltre 35 anni di ruoli direttivi negli impianti, più di 25 a Piancavallo, circa 1.500 gare organizzate dalle più piccole alla Coppa del Mondo, esperienza da allenatore giovanile nazionale e da omologatore, tre mandati in Consiglio federale sempre dall&#8217;opposizione. La sua critica guarda gli ultimi otto anni di consigli, dove a suo dire dominavano le scelte del momento, già prese a monte, e i temi specifici arrivavano di rado, e la sua proposta guarda ai tavoli, dove sedere persone che conoscono davvero le 17 discipline. Parecchi dei diciassette punti del libro, assicura, partono subito e indipendentemente dalle risorse finanziarie.</p>
<h2><strong>LE DOMANDE DELLA SALA</strong></h2>
<p><strong>Il peso degli altri sport.<br />
</strong>Marco Levi chiede se gli sport diversi dallo sci alpino riceveranno la stessa attenzione. La risposta del tavolo: la FISI riunisce 17 discipline, 13 olimpiche e vale la dignità di ciascuna, a prescindere dal numero dei praticanti. La logica richiamata è quella aziendale, con le aree che producono ricavi, televisione e sponsor, a finanziare quelle strutturalmente in perdita, secondo una pianificazione ragionata che eviti di bussare alla porta di via Piranesi per chiedere duemila euro in più per un allenatore.</p>
<p><strong>La base e i piccoli club.<br />
</strong>Un presidente di club chiede quali interventi attendano le società piccole. Noris osserva che tra i circa 900 club in votazione solo 200-300 hanno una struttura solida, e rilancia i centri federali di una volta, luoghi con figure di riferimento sul territorio, dal centro di avviamento per i più piccoli all&#8217;agonismo strutturato, e la messa a disposizione di materiali. Maldifassi integra: il centro federale diventa una palestra bianca con accesso gratuito o calmierato, i costi esplodono già con le tutine dei bambini (la prima barriera dipende dalla dichiarazione dei redditi dei genitori), Austria e Slovenia danno esempi da studiare, le aziende del settore sono pronte a sostenere, e i bandi di Sport e Salute per l&#8217;attività giovanile vanno ripartiti con criteri chiari sui punteggi.</p>
<p><strong>Tessera, 4 milioni di sciatori e discipline minori.<br />
</strong>Gli interventi dei dirigenti ruotano attorno a un numero: in Italia sciano circa 4 milioni di persone e la FISI ne conta 80.000. Stefano Ricci, dirigente d&#8217;azienda in pensione che scia 120-130 giorni l&#8217;anno, propone l&#8217;obiettivo di 500.000 tesserati in 5-10 anni, con una sciata libera a livelli di difficoltà sul modello della ginnastica artistica, serate a tema sulla neve e una comunicazione migliore.</p>
<p>Armando Calvetti, per nove anni direttore agonistico dello sci d&#8217;erba, ricorda un budget di 30.000 euro per l&#8217;intera squadra nazionale, sette Coppe del Mondo e una Coppa del Mondo per Nazioni, forse la prima portata alla federazione, e chiede attenzione per le discipline cosiddette minori. Sul tesseramento cita Milano, scesa a dismisura, e suggerisce una tessera differenziata, con quota alta per gli agonisti e quota leggera per chi scia la domenica.</p>
<p>Dalla sala si leva anche la voce di una dirigente del SAI, convertita dallo sci alpino al fondo, che chiede di cancellare l&#8217;espressione disciplina minore, definita terribile, e rilancia: gli sciatori pagano 3 euro al giorno di assicurazione agli impianti, quindi, la tessera FISI deve offrire contenuti, sconti e assicurazione, per esempio con un mercoledì dello sciatore e il 30 per cento in meno sullo skipass.</p>
<p><strong>Sicurezza e omologazioni.<br />
</strong></p>
<p>Il blocco più acceso comincia con Sima, che ricorda come la legge sulla sicurezza delle piste valida fino al 2021 imponesse alle località con un numero minimo di impianti (dodici, secondo la soglia citata) di mettere a disposizione una pista di allenamento, mentre la nuova norma ha cancellato quella prerogativa. Sulle omologazioni segnala che negli ultimi dieci anni il lavoro è passato sempre più a cartografi e geometri, a scapito di chi conosce dinamiche e atleti, con un rischio ben preciso: rete A su tutta la pista, a un costo di 2.500-3.000 euro al metro lineare, e un gestore che rinuncia a omologare. La proposta consiste in omologazioni specifiche per l&#8217;allenamento, su tracciati più corti e con dislivelli ridotti.</p>
<p>Un dirigente piemontese, anche imprenditore, domanda se la futura FISI sentirà <em>l&#8217;accountability</em> sulla sicurezza, dopo la richiesta agli atleti di firmare una manleva. La risposta prende le distanze da quella lettera: chiedere a un atleta di cambiare traiettoria per evitare guai è l&#8217;opposto di ciò che ha in testa chi apre un cancelletto di partenza. Il tavolo parla di tecnici esposti come i giudici di gara privi di formazione adeguata, paragona la pista d&#8217;allenamento a un cantiere dove serve un responsabile della sicurezza, propone di censire le stazioni e di mitigare i rischi veri. Una cifra pesa sul tavolo: 1 miliardo e 350 milioni investiti negli ultimi dieci anni in impianti e strutture, eppure la palestra bianca per gli sci club aspetta ancora di nascere.</p>
<p><strong>Sulla responsabilità</strong> <strong>della federazione</strong> la risposta del tavolo è netta: tutti convengono che la FISI possa e debba portare questo peso sulle spalle. Atleti, tecnici e l&#8217;intera filiera che opera sui campi di gara fanno parte della federazione, che risponde nel bene e nel male, delle vittorie come della preoccupazione di garantire le prerogative necessarie per mettere in sicurezza gli atleti. Il cambiamento, spiegano, parte dalla mentalità: la sicurezza deve diventare normalità, frutto di istruzione, di qualità e di capacità di vedere il rischio, lontano da ogni paura, e per questo è una priorità assoluta da affrontare in prima linea.</p>
<p>Il passo successivo consiste nello stabilire chi fa che cosa, individuando le responsabilità lungo tutta la filiera. L&#8217;allenatore, che a bordo pista pensa a tracciare, riunisce in sé i ruoli di direttore di pista, giudice e responsabile della sicurezza: se gli si costruisce una coscienza dei rischi, può fermarsi di fronte a motivi oggettivi, coperto da ogni intervento anche da parte dei piani alti della federazione.</p>
<p><strong>Scuola e dual career.<br />
</strong>Sul fronte scolastico il gruppo propone di spiegare ai ministeri, per filo e per segno, come funzionano le discipline invernali: i requisiti per essere atleta di interesse nazionale nel calcio, per dirne una, sono lontani da quelli dello sci alpino. I modelli esistono, dal territorio bergamasco, dove si studia nel pomeriggio e si allunga l&#8217;anno scolastico in estate, ai percorsi di dual career vissuti da Goggia e Moioli.</p>
<p>Il tavolo vuole aule multimediali nei centri federali, da Predazzo a Cortina, eredità delle Olimpiadi da trasformare in luoghi con un modello sociale di riferimento, e una scuola tecnici federali più incisiva, con tecnici di primo livello utili a insegnare anche nelle scuole. Giorgio D’Urbano porta l&#8217;esempio della Norvegia, dove un modello sociale condiviso ha trascinato i risultati.</p>
<p>La chiusura appartiene alla ricerca. Il gruppo racconta il progetto che la <a href="https://fondazionematildelorenzi.it/" target="_blank" rel="noopener">Fondazione Matilde Lorenzi </a>ha presentato a Torino qualche settimana fa, con gli studenti dell&#8217;Alta Scuola Politecnica impegnati a costruire un modello 3D di una pista, partendo da Sestriere: strumenti che consentirebbero di disegnare le vie di fuga come in automobilismo, con le reti A dove servono, e di aiutare il tecnico, allenatore, direttore di pista, giudice e responsabile della sicurezza tutto insieme. Un applauso alla Fondazione Lorenzi, nel ricordo di Matilde, chiude la serata.</p>
<p>A Brescia le domande ricalcano quelle di Milano. Una voce reclama più attenzione per lo scialpinismo, disciplina diversa da quella vista alle Olimpiadi ma bisognosa di essere spinta e protetta nella regolamentazione. Silvano Sorio, storico allenatore del Val Palot, è sicuro che l’Italia bianca sia semmai il modello da guardare, perché siamo di gran lunga i più forti e bastiamo a noi stessi. Il problema è una FISI che sappia rispondere agli sci club e cambiare le persone del palazzo diventa quindi una condizione necessaria.</p>
<p>La risposta arriverà il 10 ottobre a Verona, dove Antonio Noris si augura di vedere al voto molti più tecnici rispetto a quattro anni fa, quando se ne presentarono pochi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/antonio-noris-candidato-alla-presidenza-una-fisi-capace-etica-e-in-evoluzione/">Antonio Noris, candidato alla Presidenza: una Fisi capace, etica e in evoluzione</a> proviene da <a href="https://www.sciaremag.it">SciareMag </a>.</p>
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		<title>Carezza Dolomites fa il bis: snowboard e telemark in coppa del mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 15:41:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confermato a Ginevra il doppio appuntamento: snowboard giovedì 17 dicembre, telemark giovedì 14 e venerdì 15 gennaio. Al Passo Costalunga andranno in scena sei gare, tre femminili e tre maschili. Il verdetto è arrivato a Ginevra, durante il meeting autunnale della FIS: sia la Coppa del mondo di snowboard di giovedì 17 dicembre sia le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Confermato a Ginevra il doppio appuntamento: snowboard giovedì 17 dicembre, telemark giovedì 14 e venerdì 15 gennaio. Al Passo Costalunga andranno in scena sei gare, tre femminili e tre maschili.</em></strong></p>
<p>Il verdetto è arrivato a Ginevra, durante il meeting autunnale della FIS: sia la Coppa del mondo di snowboard di giovedì 17 dicembre sia le gare di telemark di giovedì 14 e venerdì 15 gennaio sono entrate in via definitiva nel calendario internazionale. Al Passo Costalunga si gareggerà dunque sei volte, tre al femminile e tre al <a href="https://www.sciaremag.it/garesci/carezza-e-tutta-azzurra-il-pgs-e-di-fischnaller-march-e-felicetti/" target="_blank" rel="noopener">maschile</a>, e ogni giornata assegnerà ad atlete e atleti la vittoria e i punti per la Coppa.</p>
<p><a href="https://carezza.it/it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Carezza Dolomites</strong></a> può esibire due biglietti da visita rari nel panorama altoatesino. Il primo è lo snowboard: il 17 dicembre sarà il primo evento stagionale di Coppa del mondo in Alto Adige e segnerà la sedicesima tappa sulla Pra di Tori, la pista che i migliori snowboarder indicano come la più impegnativa del circuito. L&#8217;appuntamento figura tra gli eventi di maggior tradizione dello snowboard alpino e vanta un&#8217;ottima reputazione tra atlete, atleti, funzionari e partner. Il direttore di gara FIS Uwe Beier punta sui dettagli: nel prossimo inverno i tanti piccoli miglioramenti nei vari ambiti faranno crescere ancora la qualità dell&#8217;evento.</p>
<h2><strong>LA MASARÈ «APPARTIENE» AI TELEMARKER</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-133628 aligncenter" src="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Carezza-telemark.jpeg" alt="" width="1200" height="772" srcset="https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Carezza-telemark.jpeg 1200w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Carezza-telemark-300x193.jpeg 300w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Carezza-telemark-1024x659.jpeg 1024w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Carezza-telemark-768x494.jpeg 768w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Carezza-telemark-990x637.jpeg 990w, https://www.sciaremag.it/wp-content/uploads/2026/10/Carezza-telemark-600x386.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il secondo biglietto è il telemark, ancora giovane al confronto: a metà gennaio 2027 il circuito si presenta per la quinta volta sulla pista Masarè e rende Carezza Dolomites l&#8217;unica area sciistica altoatesina a ospitare un secondo evento del massimo circuito di gare internazionali. Nel team organizzatore figurano molte persone che lavorano anche allo snowboard e portano in dote il loro bagaglio di esperienze. I migliori telemarker del mondo lo sentono, raggiungono volentieri la regione dolomitica per mostrare le loro abilità e lo ripetono nelle interviste al traguardo e alle premiazioni.</p>
<p>Il CEO di Carezza Dolomites, Florian Eisath, legge la doppia Coppa come una vetrina per il comprensorio: con lo snowboard a inizio stagione la località centra il proprio target e può annunciare al mondo di essere pronta. Dietro le due manifestazioni, aggiunge, si nasconde tanto lavoro, e il suo grazie in anticipo va al team, alle organizzazioni coinvolte e ai volontari, che rendono possibili entrambi gli eventi.</p>
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		<title>Alpin Arena Senales: l&#8217;estate spesa a preparare l&#8217;inverno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 13:39:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovi impianti di innevamento a Hintereis e Teufelsegg, bacini d&#8217;acqua più ampi e generatori di ultima generazione: la Val Senales si presenta alla stagione 2026/27 con le piste pronte a novembre e a Natale. Mentre il resto d&#8217;Italia pensava al mare, con gli sci già in cantina, in Val Senales l&#8217;estate 2026 aveva il suono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sciaremag.it/turismo/alpin-arena-senales-lestate-spesa-a-preparare-linverno/">Alpin Arena Senales: l&#8217;estate spesa a preparare l&#8217;inverno</a> proviene da <a href="https://www.sciaremag.it">SciareMag </a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><em>Nuovi impianti di innevamento a Hintereis e Teufelsegg, bacini d&#8217;acqua più ampi e generatori di ultima generazione: la Val Senales si presenta alla stagione 2026/27 con le piste pronte a novembre e a Natale.</em></p>
<p dir="ltr">Mentre il resto d&#8217;Italia pensava al mare, con gli sci già in cantina, in Val Senales l&#8217;estate 2026 aveva il suono dei cantieri. L&#8217;<a href="https://www.valsenales.com/it/alpin-arena-senales-alto-adige" target="_blank" rel="noopener">Alpin Arena Senales</a> ha dedicato i mesi caldi a un piano che tocca l&#8217;intera filiera della gestione della neve, con due protagonisti al centro: la zona di Teufelsegg e lo Steilhang Hintereis, il ripido pendio di Hintereis, due degli angoli più amati dagli appassionati.</p>
<p dir="ltr">Il calendario è già scritto. A Hintereis i lavori sono conclusi e le piste saranno pronte a novembre; a Teufelsegg gli operai consegneranno il cantiere entro fine ottobre, nei tempi previsti, per aprire le piste alle feste di Natale. Nel carniere dell&#8217;Arena finiscono nuove linee di innevamento, generatori di neve di ultima generazione, bacini di accumulo dell&#8217;acqua ampliati e ritocchi ai tracciati stessi, studiati per regalare una discesa più fluida, piacevole e appagante.</p>
<p dir="ltr">La logica è quella del cacciatore di finestre: ogni volta che il termometro scende, anche per poche ore, l&#8217;impianto ne approfitta, accorcia i tempi di produzione e riduce l&#8217;impatto energetico complessivo. Il direttore Egon Seebacher la inserisce in una strategia strutturale che guarda alla sicurezza dell&#8217;innevamento sulle piste più amate e più impegnative, alla qualità dei tracciati fin dal primo giorno di stagione e a una durata più lunga delle piste in buone condizioni.</p>
<p dir="ltr">Per chi ama sciare con la neve vera a novembre e con le piste preparate a regola d&#8217;arte per le feste, la notizia vale come una caparra sull&#8217;inverno. L&#8217;appuntamento da segnare è doppio: novembre per Hintereis, Natale per Teufelsegg.</p>
<p dir="ltr"><em><span style="font-size: 10pt;">Foto @whisthaler.com</span></em></p>
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		<title>Roberta Cataldi la “Snowqueen” di Napoli, candidata al Consiglio Fisi</title>
		<link>https://www.sciaremag.it/notiziesci/roberta-cataldi-la-snowqueen-di-napoli-candidata-al-consiglio-fisi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 09:36:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roberta Cataldi, presidente dello Sci Club Napoli e Presidente della Commissione Scuola Tecnici Federali della FISI, si candida al Consiglio federale nelle elezioni del 10 ottobre a Fiere Verona. Programma in tre mosse: allargare la base, portare il centro sud al tavolo delle decisioni e, nella corsa alla presidenza, tifare Flavio Roda. Per presentare Roberta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/roberta-cataldi-la-snowqueen-di-napoli-candidata-al-consiglio-fisi/">Roberta Cataldi la “Snowqueen” di Napoli, candidata al Consiglio Fisi</a> proviene da <a href="https://www.sciaremag.it">SciareMag </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Roberta Cataldi, presidente dello <a href="https://www.facebook.com/Sciclubnapoli/" target="_blank" rel="noopener">Sci Club Napoli</a> e Presidente della Commissione <a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/scuola-tecnici-federali-a-tu-per-tu-col-presidente-roberta-cataldi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Scuola Tecnici Federali</strong> </a>della FISI, si candida al Consiglio federale nelle elezioni del 10 ottobre a Fiere Verona. Programma in tre mosse: allargare la base, portare il centro sud al tavolo delle decisioni e, nella corsa alla presidenza, tifare Flavio Roda.</p>
<p>Per presentare Roberta Cataldi basterebbe il soprannome, SnowQueen di Napoli, ma conviene sfoderare anche il resto dell&#8217;elenco, perché sul suo biglietto da visita le righe fanno la fila. Commercialista, maestra di sci e allenatrice federale, guida lo Sci Club Napoli dal 2015, presiede il Collegio regionale campano dei maestri di sci, nato nel 2016 da un gruppo di lavoro che aveva messo in piedi lei, e l&#8217;AMSI Campania. Oggi dirige anche la Scuola Tecnici Federali, la scuola dove prendono forma gli allenatori di tutte le discipline della FISI.</p>
<p>La sua storia sembra scritta da uno sceneggiatore con la passione per le montagne. Sugli sci a quattro anni, in una famiglia dove il nonno, nel dopoguerra, aveva contribuito a costruire un pezzetto di Roccaraso e il papà, primario medico e scialpinista, detestava le gare. Roberta cominciò a gareggiare di nascosto con la complicità della mamma e in casa giurava di sognare il mestiere di maestra, perché la parola atleta avrebbe scatenato la tempesta. Poi la laurea, nove anni in studio tra i bilanci con gli occhi inchiodati alla finestra e, a 28 anni, il titolo di maestra. Lei lo racconta così: ecco, ce l&#8217;ho fatta, adesso scappo via. Fidanzata con lo sci, diceva quattro anni fa, e l&#8217;aggettivo conserva ancora tutto il suo valore.</p>
<p>Quattro anni fa era già candidata al Consiglio, ma l&#8217;avventura andò a vuoto; la stima dichiarata per Roda, in compenso, ha attraversato il quadriennio intatta: allora la espose con un sorriso e un conto da commercialista, oggi la ripete con la stessa chiarezza. A convincerla stavolta è stata una telefonata collettiva: ad agosto l&#8217;hanno cercata i presidenti di tutto il centro sud, chiedendole di portare avanti una candidatura condivisa. L&#8217;abbiamo raggiunta in collegamento, con Napoli a 35 gradi e un allenamento sul ghiacciaio in agenda fra due settimane.</p>
<h2><strong>Cosa cambia tra la candidatura di quattro anni fa e questa?</strong></h2>
<p><em>È una candidatura molto più consapevole e molto più condivisa. Ad agosto mi hanno contattata tutti i presidenti del centro sud, chiedendomi di portare avanti una candidatura di tutto il territorio, e quella comunione di intenti mi ha regalato un&#8217;energia che da sola mi sarebbe mancata.</em></p>
<p><strong>In questo quadriennio hai preso in mano la direzione di un punto nevralgico della federazione, l&#8217;STF. Cosa ti ha lasciato questa esperienza in prima fila?</strong><br />
<em>La possibilità di guardare tante cose dal di dentro. Da fuori viene facile dire io farei così, io farei cosà, lo facciamo tutti; poi entri in strutture così grandi e ti accorgi che la nostra federazione somiglia a un mini CONI. Anche in STF le discipline sono tantissime, perché la scuola tecnica forma gli allenatori di ognuna, e il tempo vola. Abbiamo messo mano al testo tecnico dello sci nordico con Campaci, che ha fatto un ricamo, un lavoro incredibile, poi si interviene sull&#8217;alpino e a quel punto capisci che le cose da fare sono tantissime. Ogni volta che tocchi qualcosa lo tocchi per dieci, sedici sport, tutti diversi fra loro: quello che si fa è tanto e costante, e ne attende ancora una montagna.</em></p>
<p><strong>A noi piace dire che gli allenatori italiani sono i più bravi del mondo. Reggono il confronto con gli altri paesi o ci piace dirlo e basta?</strong><br />
<em>Quando metti mano alla formazione la prima cosa da fare è confrontarla con quella dei vicini, anche perché la richiesta di equivalenza dei titoli è continua. I nostri programmi hanno uno spettro amplissimo e colgono ogni aspetto: adesso si punta moltissimo sulla preparazione fisica come prevenzione, con test fisici e tante novità che altri paesi affrontano molto meno. </em></p>
<p><em>I norvegesi curano parecchio la parte atletica, mentre varie federazioni hanno programmi formativi che ignorano certi capitoli. Quest&#8217;anno in STF abbiamo introdotto in modo massiccio tutta la parte sulla sicurezza, un tema che tanti devono ancora affrontare. E i nostri tecnici arrivano da un percorso a gradini, primo, secondo e terzo livello: la formazione italiana è indubbiamente più completa.</em></p>
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<h2>Quale valigia ti porti a Milano, se entri in Consiglio?</h2>
<p><em>È il mio percorso di vita: ho sempre fatto un passo alla volta e da quasi trent&#8217;anni mi occupo in prima linea del mio club e del mio comitato, mettendoci tutto il cuore, il tempo e la passione. Trent&#8217;anni fa da noi il vuoto era totale, adesso ho cresciuto un bellissimo staff di ragazzi giovani che possono portare avanti la realtà territoriale con le loro forze, e Stefan Bosio  fa da faro con la sua mega esperienza. </em></p>
<p><em>Quello che ho raccolto in questi anni vorrei metterlo insieme e portarlo al tavolo delle decisioni, perché la mia realtà è quella del centro sud e, fossi lì, rappresenterei i problemi, certo, ma anche le cose belle. Il centro sud sta crescendo: lo sci nordico ci sta mettendo le mani, si lavora a un bellissimo centro per il fondo e per le discipline nordiche, mentre nell&#8217;alpino e nello snowboard andiamo già benissimo. Eppure, queste realtà in Consiglio federale sono poco rappresentate. I territori sono le estremità della federazione, il punto di partenza e quello di arrivo, e per crescere anche alle estremità serve qualcuno che le abbia vissute.</em></p>
<p><strong>Come immagini una seduta del Consiglio federale, tu che finora l&#8217;hai visto da fuori?</strong><br />
<em>Esiste sempre un ordine del giorno, e mi piacerebbe essere coinvolta e proporre argomenti. Già prima di entrare nella stanza si può muovere qualcosa: portare un tema ancora inesplorato. Poi, a seconda dell&#8217;argomento, si può delegare qualcuno a occuparsene, perché i consiglieri sono tanti, tra laici, atleti e tecnici, e nell&#8217;arco di un anno ciascuno può essere coinvolto sui temi dove serve di più. Bisogna approfondire e curare l&#8217;argomento di cui si discute.</em></p>
<p><strong>E tu cosa metteresti all&#8217;ordine del giorno?</strong><br />
<em>In questo momento sono portavoce di un territorio, il centro sud, e il tema è la partecipazione: allargare la base, i vivai, portare più iscritti e più società affiliate. Il cambiamento climatico ci rallenta: a Napoli oggi il termometro segna 35 gradi e fra due settimane dovrei andare a sciare sul ghiacciaio, quindi coinvolgere le persone diventa sempre più faticoso. Alla crisi climatica si somma quella economica, perché lo sci è, di base, uno sport molto caro. </em></p>
<p><em>Parecchi dicono che arriveranno contributi, ma la strada è più complessa: servono strategie, qualcosa da inventare per avvicinare la gente prima ancora di calzare gli sci sulla neve. Sono usciti i Neveplast, li ho provati di persona e funzionano: piccoli tappeti in città, magari sul lungomare di Napoli o a Roma, dove un bambino muove i primi passi su un pezzetto di “neve”. Su cento che lo provano, ottanta forse si fermano lì, ma a venti si accende una scintilla che li porta in montagna. Io in trent&#8217;anni ho portato sulla neve migliaia di persone e la contrazione di oggi la tocco con mano: nasce da una somma di circostanze. Il mondo cambia veloce e se noi rallentiamo ci lascia a terra.</em></p>
<p><strong>Da quanti anni guidi lo Sci Club Napoli e quale idea ha portato più iscritti?</strong><br />
<em>Sono presidente da 11 anni, però me ne occupo dal 1995, e da bambina ero un&#8217;atleta del club. Un&#8217;intuizione improvvisa? Macché: un lavoro costante e continuo, pieno di passione, e quando trasmetti passione la gente la percepisce. </em></p>
<p><em>Vivo qui e cerco di coinvolgere persone che alle dieci di sera passeggiano sul lungomare, una sfida continua. Sono presente sul territorio: due volte a settimana pattino sul lungomare con le mie allenatrici, che portano i bambini sui pattini e sugli ski road, un mezzo propedeutico bellissimo per lo sci, perché il bambino si appassiona alla disciplina dello scivolamento. Poi portiamo l&#8217;atletica al campo con una preparazione specifica. </em></p>
<p><em>L&#8217;intuizione è esserci: pensare qualcosa sul territorio, in città, perché dire alle persone il primo dicembre «lo sci club è aperto anche quest&#8217;anno, volete venire?» forse ha smesso di funzionare. Serve una presenza costante.</em></p>
<h2><strong>Roda, Noris, Bortoluzzi: ti piacerebbe che vincesse uno dei tre?</strong></h2>
<p><em>Lo dico apertamente: Flavio Roda. Se qualcosa funziona, nella vita come in federazione, bisogna continuare a lavorare e a crescere, e l&#8217;Italia dello sci ha bisogno di continuità. Sono commercialista e allenatrice nello stesso momento, abituata ai bilanci e allo sguardo tecnico, e il bilancio che ho fatto è positivo. Roda ha fatto crescere la federazione in modo sano negli ultimi quattordici anni: solo nell&#8217;ultimo quadriennio il valore della produzione è salito da 40 a 52 milioni, con sponsorizzazioni vicine al 45 per cento, e quando arrivano gli sponsor significa salute. </em></p>
<p><em>Da allenatrice aggiungo le 19 medaglie olimpiche, 6 delle quali d&#8217;oro. E da donna mi piace l&#8217;eleganza del Made in Italy portata sulle piste. Squadra che vince si conferma: tutta la vita Roda.</em></p>
<p><strong>Tra sicurezza, tecniche maschili in cerca di risultati e tesseramento che fatica a crescere, quale argomento è più urgente?</strong><br />
<em>Il tesseramento: bisogna fiondarsi. Le persone che riusciamo a portare sulla neve diminuiscono per mille motivi, frutto di una somma di circostanze, e con delle strategie si può reagire. </em></p>
<p><em>Sulla sicurezza, invece, il lavoro è partito da un anno e mezzo, deve continuare e anzi estendersi ovunque. In STF abbiamo cominciato subito: ogni corso di formazione e di aggiornamento prevede temi e ore di sicurezza in aula, per crescere tecnici preparati ad affrontare queste situazioni. Il Consiglio direttivo ha lavorato parecchio, soprattutto quest&#8217;anno: studiando le altre federazioni, la nostra è quella che ha puntato di più sul tema, con i dispositivi di protezione obbligatori anche per i bambini, un obbligo che altrove nel mondo ancora manca. </em></p>
<p><em>L&#8217;anno scorso è entrata la normativa nuova sugli allenamenti, che all&#8217;inizio ha messo in difficoltà club e stazioni per via di reti, protezioni e omologazioni, e adesso entriamo nel secondo anno. Il lavoro da fare è sempre tanto, ma se qualcosa va fatto va fatto a livello internazionale, e la FIS dovrebbe guardare i passi compiuti dalla federazione italiana. </em></p>
<p><em>In FIS abbiamo il numero due, il nostro presidente, quindi sul tema ha le idee chiarissime. Il 2025-26 ha visto i passi, il 2026-27 proseguirà nella stessa direzione e il Consiglio ha lavorato eccome,. Faccio un esempio: in Austria, in Francia o in Svizzera il casco da allenatrice me l&#8217;hanno sempre risparmiato, da noi ormai gli allenatori a bordo pista sono tenuti a metterlo.</em></p>
<p><strong>Secondo te Roda ce la fa? Che sensazione hai?</strong><br />
<em>Sono Napoletana… molto scaramantica… mi fermo qui.</em></p>
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		<title>Club 5 Ski Classic accorda l&#8217;orchestra a Ginevra: 27 organizzatori, una sola partitura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 09:06:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giovedì, tra le pareti dei Meeting autunnali FIS, l&#8217;assemblea annuale di Club5 ha somigliato a un&#8217;orchestra al gran completo: rappresentanti di quasi tutti i ventisette membri, cioè gli uomini e le donne che la Coppa del Mondo di sci alpino la preparano, la difendono dal meteo e poi la consegnano al pubblico. Sul leggio stavano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì, tra le pareti dei Meeting autunnali FIS, l&#8217;assemblea annuale di Club5 ha somigliato a un&#8217;orchestra al gran completo: rappresentanti di quasi tutti i ventisette membri, cioè gli uomini e le donne che la Coppa del Mondo di sci alpino la preparano, la difendono dal meteo e poi la consegnano al pubblico. Sul leggio stavano una collaborazione più stretta con la Federazione Internazionale Sci e Snowboard, un nuovo accordo con gli organizzatori e lo sviluppo della Coppa. Sembra la scaletta di un convegno, in realtà è una partita a scacchi giocata con le seggiovie.</p>
<h3>IL NUOVO PRESIDENTE SI PRESENTA AGLI ORGANIZZATORI</h3>
<p>Rainer Senoner, presidente di Club5, ha messo l&#8217;accento sul valore del confronto con il nuovo presidente della FIS, Alexander Ospelt, e quest&#8217;ultimo ha risposto con un riconoscimento di peso: gli organizzatori di Coppa del Mondo sono stakeholder fondamentali della federazione internazionale. Le sue parole meritano un posto in agenda: «<em>Dobbiamo affrontare i cambiamenti all&#8217;interno della FIS insieme alle federazioni nazionali e agli organizzatori. Per riuscirci servono fiducia reciproca e una collaborazione trasparente</em>». Traduzione per chi preferisce la lingua delle piste: le ventisette località che ospitano le gare hanno guadagnato un posto in prima fila.</p>
<h3>CALENDARI QUASI CHIUSI, I MONDIALI ALL&#8217;ORIZZONTE</h3>
<p>Sul fronte dei preparativi hanno parlato i due uomini che governano le gare dall&#8217;alto, Markus Waldner per gli uomini e Peter Gerdol per le donne. Ispezioni estive concluse, calendari ormai praticamente definiti. L&#8217;appuntamento più atteso porta il nome di Crans-Montana, sede dei Mondiali, mentre a Narvik alcuni dettagli attendono ancora la loro sistemazione. L&#8217;altro grande tema riguarda lo sviluppo del prodotto Coppa del Mondo, e Waldner ha tracciato la linea: «<em>Dobbiamo avvicinare i tifosi agli atleti e alle stelle</em>», con l&#8217;avvertenza che il tempo a disposizione si accorcia e l&#8217;acceleratore va premuto a fondo, come sul rettilineo che precede il salto.</p>
<h3>UNA SOLA VOCE</h3>
<p>A questo punto Senoner ha cambiato marcia, prospettando una revisione radicale del regolamento. Le disposizioni superate verranno eliminate e le nuove regole arriveranno in primavera sotto forma di pacchetto complessivo da sottoporre al voto. «<em>Siamo 27 organizzatori e dobbiamo parlare con una sola voce»,</em> ha spiegato. «<em>Solo così avremo la possibilità di promuovere i cambiamenti necessari e migliorare il nostro prodotto</em>». Mettere d&#8217;accordo ventisette località, ognuna con le sue montagne, il suo pubblico e i suoi inverni, assomiglia all&#8217;impresa di far cantare lo stesso coro a ventisette valli: l&#8217;unico sistema consiste nel provare e riprovare finché l&#8217;accordo suona.</p>
<p>Sul tavolo sono entrati in una fase decisiva anche tre dossier pesanti, l&#8217;Organizer Agreement, l&#8217;inspection agreement e i montepremi. Club5 ha ribadito che eventuali oneri finanziari aggiuntivi vanno concordati insieme e che una soluzione transitoria per una stagione deve esaurirsi con quella stagione. Chi conosce l&#8217;Italia sa quanto il provvisorio ami la lunga vita, e a Ginevra lo hanno chiarito a voce alta.</p>
<h3>DUE NUOVI AL TIMONE, QUATTRO ALLA PORTA</h3>
<p>Ingrid Jacquemod di Val d&#8217;Isère e Peter Mall di St. Anton sono entrati all&#8217;unanimità nel direttivo. Senoner ha ringraziato il consigliere uscente Jan Überall, dall&#8217;inizio di settembre nuovo Segretario Generale della federazione austriaca, e ha presentato la squadra al completo: lui stesso, i vicepresidenti Ole Kristian Kirkerud e Thomas Rechberger, più i due volti nuovi.</p>
<p>Anche la famiglia potrebbe allargarsi. Tremblant, Killington, Vail/Beaver Creek e Chamonix hanno manifestato interesse a entrare, e tre di questi indirizzi stanno oltreoceano. In caso di approvazione, dalla prossima primavera Club5 riunirebbe 31 organizzatori e il tavolo di Ginevra dovrà procurarsi qualche sedia in più.</p>
<p>Ventisette organizzatori che chiedono di parlare con una voce sola sembrano un titolo da battuta. Il dettaglio interessante è che a chiederlo sono loro stessi, a loro stessi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/club-5-ski-classic-accorda-lorchestra-a-ginevra-27-organizzatori-una-sola-partitura/">Club 5 Ski Classic accorda l&#8217;orchestra a Ginevra: 27 organizzatori, una sola partitura</a> proviene da <a href="https://www.sciaremag.it">SciareMag </a>.</p>
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